10 dati dell’OMS sulla nutrizione

5 luglio 2018
L'OMS ha pubblicato moltissimi dati interessanti sulla nutrizione, che ci offrono indicazioni utili per far mangiare meglio i nostri figli.

Fin da quando ci troviamo nel ventre di nostra madre (che, si dice, è il luogo più felice e piacevole della nostra vita), ci alimentiamo. Riceviamo i nutrienti direttamente dal suo corpo e, a partire da quel momento, iniziamo a crescere e a svilupparci. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’OMS, mette in rilievo, attraverso i suoi articoli, l’importanza della nutrizione. Nelle righe che seguono vi presentiamo 10 dati.

In primo luogo, sottolinea l’OMS, una buona nutrizione durante la gravidanza equivale a una garanzia per un bebè più sano. Inoltre, per i primi sei mesi si raccomanda l’allattamento materno esclusivo. Dopo la conclusione dei sei mesi di allattamento, è fondamentale l’introduzione di alimenti complementari adeguati all’età e che non siano nocivi, senza che l’allattamento naturale venga abbandonato fino ai due anni o più.

Secondo l’OMS, in tutto il mondo, circa il 20% dei decessi di bambini minori di 5 anni potrebbe essere evitato, se solo venissero rispettate queste indicazioni relative alle abitudini alimentari. I benefici, però, non si fermano qui: grazie a un’alimentazione adeguata, si riducono i tassi di crescita dell’obesità e si stimola lo sviluppo intellettuale nei bambini piccoli.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità illustra il significato dell’espressione “fame nascosta“. Il concetto espresso da questa terminologia si riferisce alla carenza di vitamine e minerali essenziali nella dieta di una persona. Non indica esattamente i bambini denutriti, ma in generale chiunque, adulto o neonato, soffra di malnutrizione e la cui alimentazione sia carente di elementi essenziali per potenziare il sistema immunitario e uno sviluppo salutare.

Il consumo di frutta fresca è importante per evitare carenze di sostanze fondamentali per il nostro organismo

Ciò che conta è la nutrizione

Le carenze di vitamina A, zinco, ferro e iodio rappresentano un motivo di grande preoccupazione per la salute pubblica. In tutto il mondo, sono circa due miliardi le persone che soffrono di carenza di iodio, mentre l’insufficienza di vitamina A viene ogni anno associata a più di mezzo milione di decessi tra i bambini di età inferiore ai 5 anni.

Un indicatore chiave della malnutrizione cronica è costituito dal ritardo della crescita. In altre parole, questo fenomeno si verifica quando i bambini sono troppo bassi per il gruppo di età a cui appartengono, in rapporto ai modelli di crescita indicati dal’OMS.

In tutto il mondo, ci sono circa 165 milioni di bambini che soffrono di un ritardo della crescita provocato dalla scarsità di alimenti, da una dieta povera di vitamina A e di minerali, e dalla malattia, secondo le cifre divulgate nel 2011. Quando si riduce la crescita, diminuisce anche lo sviluppo cerebrale, con gravi ripercussioni sulle capacità di apprendimento.

L’altra faccia della medaglia, anche se non costituisce un problema diametralmente opposto alla malnutrizione, è l’obesità. In tutto il mondo, afferma l’OMS, l’aumento del sovrappeso e dell’obesità rappresenta una delle principali sfide per la sanità pubblica.

Persone di ogni età e condizione sociale affrontano questo genere di malnutrizione, in conseguenza del quale stanno aumentando vertiginosamente, anche nei paesi in via di sviluppo, i tassi di diabete e altre malattie correlate al regime alimentare. Nei paesi in via di sviluppo, la percentuale di bambini che hanno meno di 5 anni ed è in sovrappeso raggiunge il 20%.

Una dieta equilibrata è alla base di una nutrizione sana

Nutrizione sana

Per evitare questo triste panorama, quindi, dobbiamo alimentarci in maniera sana. L’OMS raccomanda di mangiare almeno cinque porzioni (circa 400 g) di frutta e verdura al giorno.

Mangiare frutta e verdura riduce il rischio di contrarre malattie non trasmissibili e aiuta a garantire un consumo quotidiano sufficiente di fibre dietetiche.

Allo scopo di migliorare il consumo di frutta e verdura, è possibile:

Pochi grassi

Un altro consiglio consiste nel ridurre il consumo complessivo di grassi fino al 30% del consumo calorico giornaliero, che contribuisce a prevenire l’aumento di peso nella popolazione adulta.

L’ingestione di grassi può essere ridotto così:

  • Cambiando la propria maniera di cucinare: separando la parte grassa della carne; utilizzando oli vegetali (di origine non animale); cuocendo gli alimenti al vapore o al forno, invece di friggerli.
  • Evitando il consumo di cibi lavorati che contengono grassi idrogenati.
  • Riducendo il consumo di alimenti con un alto contenuto di grassi saturi (per esempio: formaggio, gelati, carni grasse…).

Anche assumere molti liquidi, soprattutto acqua, contribuirà a mantenere sani voi e i vostri figli.

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