La bocciatura: cause e fattori condizionanti

8 giugno 2018

Quando il bambino subisce una bocciatura, si tende a puntare il dito contro di lui, ritenendolo il principale responsabile. Ma ci sono molti altri aspetti da tenere a mente, sia personali, sia famigliari, sia anche culturali. 

In caso di bocciatura, si tende sempre a puntare il dito contro il bambino, ritenendolo il solo e unico responsabile. Ma ci sono molti altri aspetti da tenere a mente, sia personali, sia famigliari, sia culturali.

Non è giusto scaricare tutta la responsabilità sull’alunno, perché quando uno studente viene bocciato, anche gli educatori, i genitori e persino lo Stato rivestono un ruolo fondamentale nel suo “insuccesso scolastico”.

Il nostro ruolo di genitori prevede che insegniamo ai nostri figli l'importanza della scuola per evitare la bocciatura

Di seguito analizzeremo gli aspetti più importanti della bocciatura.

Cause della bocciatura

  • Mancanza di motivazione o interesse da parte dell’alunno. Accade raramente negli alunni della scuola primaria, però accade laddove i genitori non svolgono il loro ruolo di guida e di mentori. I ragazzi possono lasciarsi tentare facilmente da distrazioni poco sane se non possono contare sulla presenza di qualcuno che mostri loro che strada seguire.
  • Deficit mentale. Riguarda un gruppo minimo di studenti che non soddisfano i requisiti minimi del sistema educativo. Solo il 2% di loro mostra difetti nella capacità di elaborare i concetti, le operazioni o altri tipi di dati.
  • Problemi di apprendimento. La dislessia o la discalculia sono disturbi comuni tra i ragazzi di età scolare, e contribuiscono a un alto numero di bocciature.
  • Problemi di vista. Anche se può sembrare strano, i problemi di vista sono l’origine di un’alta percentuale di frustrazioni educative.
  • Contesto famigliare e socioculturale. Le condizioni di vita di una persona influiscono sul rendimento scolastico o lavorativo. Tuttavia, secondo l’UNICEF, questo non significa che i figli di genitori con un maggior rendimento scolastico ottengano migliori risultati. Ci sono studi che contraddicono questa teoria.
  • Errori degli educatori. Come in tutte le professioni e i lavori, ci sono maestri buoni e maestri meno buoni.  La chiarezza con cui vengono trasmesse le conoscenze, il modo di trattare il bambino e la gestione del gruppo classe da parte di un professore fanno sì che i risultati ottenuti siano migliori o peggiori.  Tuttavia, questo elemento sarebbe da considerarsi secondario, dato che di per sé non è sufficiente a provocare la bocciatura di uno studente.

Fattori condizionanti

Oltre alle cause illustrate in precedenza, ci sono anche altri fattori che incidono sul corretto sviluppo del processo educativo.

Innanzitutto dobbiamo considerare le condizioni emotive sviluppate da un ragazzo. In esse rientrano i rapporti interpersonali (con la famiglia e i coetanei), l’equilibrio emotivo e la pazienza mostrata.

Allo stesso modo, influisce anche il modo in cui il ragazzo viene esortato al successo scolastico tra le quattro mura di casa. In qualità di genitori dobbiamo dare l’esempio, accompagnarlo in questa fase, essere empatici e apprezzare i suoi risultati positivi. Gli studenti devono sapere che la scuola non è una “perdita di tempo” come è capitato a tutti di pensare qualche volta. Al contrario, dimostrate loro in che modo l’istruzione li aiuterà a garantirsi un futuro migliore.

Un’altra lezione che noi genitori dobbiamo imparare è non misurare l’apprendimento in base ai voti. La scuola è molto di più di questo: è imparare a convivere, socializzare, ragionare e risolvere problemi. Dobbiamo percepire l’istruzione nella sua globalità, non come un dato statistico.

Una delle cause della bocciatura possono essere la dislessia o la discalculia

Infine, un elemento che gioca indubbiamente un ruolo sono le condizioni socioeconomiche in cui viene fornita questa istruzione. Secondo lo studio La misura dell’anima. Perché le diseguaglianze rendono le società più infelici, di Richard Wilkinson e Kate Pickett, esiste un legame molto stretto tra il livello di povertà di una comunità e il successo scolastico dei suoi bambini. 

“I bambini devono sapere che la scuola non è una ‘perdita di tempo’ come è capitato a tutti di pensare qualche volta. ”

Statistica delle bocciature

Anche se alcuni di questi dati comprendono anche gli alunni che hanno abbandonato la scuola, esistono sondaggi che risultano utili per definire il panorama attuale.

Alcuni studi di organizzazioni ufficiali segnalano che in Italia il numero dei bocciati è in diminuzione rispetto alla Spagna per esempio, in cui il numero di bocciati arriva al 20%, un dato superato solo dal Portogallo.

Chi segue sono Malta (19,8%) e Romania (19,1%). La Svezia, invece, mostra un invidiabile 7%. Lo stesso avviene in  Croazia (2,8%), Slovenia (5%), Cipro (5,3%) e Polonia (5,3%). Tra i paesi con il tasso di bocciati più bassi ci sono anche Danimarca e Francia.

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