Che cos’è il metodo Ferber?

· 30 settembre 2018
Il metodo Ferber era considerato un sistema efficace per insegnare ai bambini a dormire da soli, ma oggi è molto criticato dalla comunità scientifica.

Il metodo Ferber era considerato fino a non molto tempo fa un metodo efficace per aiutare i bambini a dormire da soli, ma ora non più. Eccovi i suoi vantaggi e svantaggi.

Una delle preoccupazioni maggiormente sentite dai genitori è che i figli possano soffrire di disturbi del sonno. Il metodo Ferber è una proposta inventata dal pediatra Richard Ferber, fondatore del Centro Pediatrico per i Disturbi del Sonno presso l’Ospedale Infantile di Boston.

In base a questa indagine, il dottor Ferber ha scritto il libro Solve Your Child’s Sleep Problems (“Risolvete i disturbi del sonno di vostro figlio”).

In che cosa consiste il metodo Ferber?

Il metodo Ferber contribuisce alla creazione di abitudini di sonno da parte dei bebè. Questa pratica fa in modo che il bambino impari ad addormentarsi da solo, affermando che i genitori non devono accorrere alla culla nemmeno se si mette a piangere, in modo da non interrompere l’applicazione delle sue nuove abitudini di riposo.

Il metodo Ferber afferma che i bebè tra i 3 e i 5 mesi sono fisicamente ed emotivamente preparati a iniziare a dormire da soli. Idea molto criticata da gran parte della comunità scientifica odierna.

Con il metodo Ferber, il bambino impara ad addormentarsi da solo

Ferber ha affermato che il suo metodo è piuttosto efficace, ma di non facile applicazione. Se ne possono vedere i primi risultati dopo qualche giorno o una settimana, anche se ha riconosciuto che non accade in tutti i casi.

Richard Ferber si è dedicato a questa ricerca per più di 20 anni. Il suo obiettivo principale consisteva nel mettere in atto una tecnica che risolvesse i disturbi del sonno dei bambini.

Vantaggi e svantaggi del metodo Ferber

Ci sono diverse persone che considerano crudele questo metodo, a causa del fatto che per molti genitori risulta davvero difficile non accorrere alla culla del bambino quando quest’ultimo si mette a piangere. Inoltre, molti studiosi affermano che quando i bambini sono molto piccoli, non sono abbastanza maturi per addormentarsi senza percepire la vicinanza dei genitori. Lasciarli piangere, insomma, causerebbe in loro ansia e paura.

Altri, invece, lo considerano una pratica piuttosto efficace per far adottare al bebè abitudini di riposo.

Di seguito, comunque, riassumiamo alcuni dei vantaggi e degli svantaggi di questo metodo:

Vantaggi

  • Con il metodo si può fare in modo che il bebè riposi di più.
  • Il bambino acquisisce l’abitudine di dormire da solo fin da un’età precoce.
  • Per addormentarsi, il bebè non dipenderà dai genitori, che potranno vivere più tranquillamente.
  • Impara a calmarsi da solo, senza bisogno di alcun aiuto.

Svantaggi

  • Alcuni ritengono che il legame tra i genitori e il bebè possa risultarne danneggiato.
  • L’autostima del piccolo può restarne colpita.

Altre alternative perché il bambino riesca ad addormentarsi

Spesso, il metodo Ferber viene messo in discussione a causa dello stress che può generare nel bebè, che piange a lungo alla ricerca di attenzione.

Il metodo Ferber può risultare stressante, sia per il bebè che per i genitori

Di fronte a questa situazione, oltre che per altre ragioni ancora, i genitori preferiscono ricorrere a una soluzione meno rigida, per aiutare il bebè a non avere difficoltà nel conciliare il sonnoEcco alcune alternative che abbiamo a nostra disposizione, per fare in modo che il bebè dorma:

  • Giocare e intrattenere il bebè durante il giorno per impedirgli di dormire. In questo modo si stancherà e potrà dormire facilmente, durante la notte.
  • Quando è il momento di alimentarlo o cambiargli il pannolino durante la notte, è importante cercare di non dargli degli stimoli e non svegliarlo.
  • Se il bebè ha sonno, è fondamentale metterlo nella culla, anche se è ancora sveglio. In questo modo si abituerà a considerarla il suo luogo di riposo, e a non dover aspettare di addormentarsi mentre è tenuto in braccio.
  • Prima di accorrere in risposta al pianto del bebè, aspettate qualche minuto. Potete andare a vedere che cosa gli succede o che cosa gli dà fastidio, ma senza fare troppo rumore o accendere la luce.
  • Potete bagnarlo con dell’acqua calda, prima di andare a dormire. Questo lo aiuterà a rilassarsi.
  • Anche cullarlo e cantargli qualcosa prima di metterlo a dormire risulta di aiuto. Sentendo cantare ninna nanne libererà ossitocina, un ormone che produce serenità e benessere.