Colestasi gravidica: tutto quello che c’è da sapere

· 8 ottobre 2018
La colestasi gravidica è una patologia tipica della gravidanza e che riguarda il fegato. Ecco tutto quello che c'è da sapere.

La colestasi gravidica è una patologia che fa la sua comparsa solamente durante la gestazione. Interessa il fegato e in genere si presenta durante gli ultimi mesi della gravidanza.

Si tratta di una condizione poco comune, che colpisce all’incirca una donna incinta su un migliaio in tutto il mondo. E ha un’incidenza maggiore in paesi come il Cile e la Svezia.

Bisogna tenere presente che esistono alcuni fattori che rendono determinate donne incinte maggiormente predisposte a soffrire di questa patologia.

Tra essi si possono annoverare per esempio l’aver già sofferto di una malattia epatica in passato, diversi fattori genetici o casi di gravidanze gemellari. Uno dei principali sintomi della colestasi gravidica è un intenso prurito in tutto il corpo. 

Anche nota con i nomi di colestasi ostetrica o itterizia della gravidanza, questa patologia è causata dai normali cambiamenti ormonali della gestazione.

La quantità di ormoni prodotta dall’organismo può provocare un eccessivo accumulo di bile a livello epatico, nonché un’alterazione del suo normale deflusso.

In questo senso, bisogna sottolineare che la comparsa di questa patologia coincide con gli ultimi mesi della gravidanza, ossia il periodo in cui il livello di ormoni raggiunge il picco massimo.

Sintomi della colestasi gravidica

Come abbiamo già detto, la colestasi gravidica in genere insorge verso la fine della gestazione e si manifesta con un intenso prurito su tutto il corpo, ma localizzato in particolare  su mani e piedi.

In casi più rari, può fare la sua comparsa anche l’ittero. Per questo motivo il prurito è considerato uno dei sintomi maggiormente visibili. 

Il prurito è uno dei principali sintomi della colestasi gravidica

Altri sintomi della colestasi sono:

  • Variazioni nel colore dell’urina e nella frequenza nella minzione
  • Nausea
  • Stanchezza
  • Depressione
  • Mancanza di appetito.

In generale, la maggior parte dei sintomi inizia a scomparire pochi giorni dopo il parto.  Tuttavia gli specialisti ritengono che esistano buone probabilità che questa patologia possa fare la sua comparsa anche nelle gravidanze successive.

Per quanto riguarda il trattamento della malattia, non esiste una cura specifica. Gli sforzi degli specialisti si focalizzano sull’attenuazione del prurito. Inoltre, è prevista la somministrazione di farmaci allo scopo di ridurre o eliminare l’eccesso di acidi biliari.

Bisogna anche tenere sotto controllo i valori del sangue per proteggere il bambino da una possibile emorragia endocranica.  

Quali rischi comporta la colestasi gravidica per il feto

In base all’opinione degli esperti, le complicazioni di questa malattia sono maggiori per il feto che per la madre. I sintomi della colestasi possono essere molto fastidiosi per la gestante, ma possono essere ancora più pericolosi per il bambino, che corre dei rischi poiché la sua salute dipende in buona misura dalle condizioni del fegato della madre.

Una conseguenza comune nel caso di colestasi gravidica è che il liquido amniotico possa essere contaminato dalla prima evacuazione del bambino. Quando ciò accade, è fondamentale eseguire un monitoraggio costante.

Molte volte, infatti, l’aspirazione di meconio è una delle cause dei parti indotti che vengono eseguiti nei centri specializzati in neonatologia.

La colestasi gravidica può comportare seri rischi per il feto.

La colestasi gravidica può colpire anche il fegato del bambino. Ciò può essere causa di rischio di parte prematuro o di morte endouterina.

Ecco perché, se la gestante è affetta da questa patologia, a volte i medici, dopo aver valutato attentamente le condizioni dello sviluppo polmonare del piccolo e aver stabilito che i polmoni del piccolo sono abbastanza maturi, preferiscono indurre il parto.

Altre complicazioni nel feto possono essere curate con il giusto trattamento. Tuttavia, la mortalità endouterina fetale in casi di colestasi gravidica, può raggiungere il 20%.

Sebbene non sia possibile stabilire con chiarezza le cause della morte di molti di questi bambini, la relazione tra il parto prematuro e questa patologia il livello di gravità della colestasi.

Conseguenze della colestasi nel post partum

Dopo la nascita del bambino, in genere la malattia regredisce nell’arco di poche settimane. Nel caso in cui ciò non accadesse, allora è necessario rivedere la diagnosi fatta in precedenza.

Si ritiene che sia sufficiente un periodo di circa sei settimane perché malattie virali o altre come la cirrosi epatica e la steatosi epatica, anche conosciuta con il nome di “fegato grasso”, regrediscano fino a scomparire.

Bisogna ricordare che fino al 90% delle donne cui è stata diagnosticata la colestasi gravidica, probabilmente soffrirà di nuovo di questa patologia nelle gravidanze future. Ecco perché bisogna mantenere alta l’attenzione per le gravidanze future.

L’ideale, per le donne che hanno già sofferto di colestasi gravidica, sarebbe migliorare il proprio stile di vita e in particolare l’alimentazione.

Un altro avvertimento ha a che vedere con i contraccettivi orali. Infatti, le donne che in una precedente gravidanza hanno sofferto di colestasi gravidica dovrebbero evitare di assumerli poiché sono stati associati a problemi epatici.