La crosta lattea: che cos’è e quando trattarla

14 luglio 2018
Più che una malattia, la crosta lattea rappresenta un problema estetico. Si presenta sotto forma di pelle squamosa, tipo la forfora, ma è grassa e giallognola. Se le squame aumentano e sorgono complicazioni, allora la crosta lattea deve essere trattata.

La crosta lattea è il nome colloquiale della dermatite seborroica, che si sviluppa sul cuoio capelluto del neonato sotto forma di squame bianchicce o giallognole. 

In questo articolo vi diciamo tutto su questo argomento e vi spieghiamo quando la crosta lattea deve essere trattata.

Quando compare la crosta lattea

Questa specie di dermatite seborroica in genere colpisce il 10 per cento dei neonati, ma può svilupparsi anche in bambini più grandi, solitamente fino ai tre anni. Tra la seconda e la terza settimana di vita del bambino possono comparire delle croste giallastre untuose. Queste croste si sviluppano sulla testa, sulle sopracciglia, nel solco tra le sopracciglia, dietro alle orecchie, in alcune pieghe del corpo.

La crosta lattea è legata a fattori genetici o meteorologici. In alcuni casi è provocata da disordini ormonali, che provocano una secrezione eccessiva di sebo dalle ghiandole sebacee. Le croste non sono gravi e non fanno male. Tuttavia, non devo essere staccate, per evitare lesioni della pelle e l’insorgere di infezioni. Non sono neanche contagiose né sono provocate dalla mancanza di igiene.

Cause della crosta lattea

In alcuni neonati la crosta lattea è provocata dal cambiamento di alimentazione. Vale a dire dal passaggio dall’alimentazione placentare al latte materno, contenente gli ormoni della madre, o a quello artificiale. Gli alti livelli di grasso generano una stimolazione eccessiva delle ghiandole sebacee del cuoio capelluto, che provoca a sua volta la crosta lattea. Ogni bambino ha le sue peculiarità.

Anche gli ormoni trasmessi dalla madre al feto alla fine della gravidanza possono essere una causa probabile della crosta lattea. Un altro motivo può essere un fungo che cresce nel sebo.  Di fatto, la crosta lattea non ha nulla a che vedere con l’intolleranza al latte o alla sua assunzione.

Per eliminare la crosta lattea si consiglia di usare olio di oliva o di mandorla

Tra le altre cause si annoverano anche i climi estremi, alcuni problemi del sistema immunitario, lo stress e certe malattie della pelle. Bisogna sottolineare che tutti gli specialisti concordano nell’affermare che la crosta lattea è innocua. Altrettanto non si può dire delle sue cause. Per questo è necessario stare molto attenti.

Ldermatite atopica, un’irritazione generale della pelle del lattante che non è provocata da nessuna causa apparente, rende i neonati che ne sono affetti più inclini a sviluppare la crosta lattea.

Il colore e l’aspetto della crosta lattea variano dalla zona in cui essa si sviluppa. È bianca o giallognola, di aspetto untuoso se si trova sul cuoio capelluto. Se si sviluppa sul viso, avrà un colore rosso e sarà accompagnata da croste giallastre. Con il giusto trattamento, queste papule guariscono in un breve lasso di tempo. Bisogna tenere presente che i neonati potrebbero soffrirne di nuovo in futuro.

La crosta lattea: un problema risolvibile

Nei casi più lievi, non c’è da preoccuparsi. La crosta tende a scomparire con il passare dei mesi, senza bisogno di alcun trattamento. Se invece i genitori decidono di eliminarla prima, una buona alternativa è ammorbidirla fino a farla cadere, utilizzando creme o olio per il corpo, specifico per i neonati. Questi prodotti vanno applicati direttamente sulle croste con un massaggio delicato. Quindi, trascorsa mezz’ora dall’applicazione, si consiglia di lavare il bambino.

La testa del bambino deve essere lavata quotidianamente con uno shampoo specifico, non di tipo cosmetico, acquistabile in farmacia. Quindi bisogna pettinarla e applicare applicare il trattamento indicato dal pediatra, laddove previsto.

La crosta lattea si può ammorbidire con una spugna

Un’altra opzione è fregare con una spugna bagnata imbevuta di shampoo la testa del bambino per staccare alcune crosticine. Questo trattamento va ripetuto ogni tre giorni, sempre in maniera molto delicata. Non bisogna dimenticare che stiamo trattando la pelle di un neonato, molto sottile e vulnerabile.

La dermatite seborroica può estendersi fino alla fronte o alle sopracciglia. L’olio di oliva o di mandorla risolveranno il problema, anche in presenza di pus.

Si possono applicare anche prodotti ad azione emolliente, massaggiandoli sulla testa del bambino. L’olio può essere lasciato in posa tutta la notte. Dopodiché deve essere lavato via con uno shampoo che non secchi troppo il capello. Quindi, vi consigliamo di pettinare il bambino con una spazzolina morbida per eliminare le croste.

Quando prestare particolare attenzione

Ci sono casi in cui bisogna prestare particolare attenzione.  Se la crosta è molto estesa o se diventa giallastra con i bordi arrossati è consigliabile anticipare la visita dal pediatra. Bisogna consultare il medico anche nel caso in cui le croste sanguinino o si propaghino oltre il cuoio capelluto.

Le pomate a base di cortisone, antibiotici o funghicidi, in generale, sono una buona soluzione. La crosta lattea è, come già detto, più un problema estetico che un’affezione, è semplice da curare e che non comporta rischi per la salute.

Guarda anche