Come insegnare l’intelligenza emotiva quando un bambino è arrabbiato

· 25 ottobre 2017

Quando i figli attraversano una tempesta emotiva, anche i genitori meglio intenzionati possono innervosirsi e provare malessere. Ciò, inevitabilmente, renderà più difficile tranquillizzarliI più piccoli non dispongono delle strategie necessarie per calmarsi da soli quando sono arrabbiati: hanno bisogno della guida dei loro genitori. Quello sarà il momento di insegnare l’intelligenza emotiva.

 

Insegnare l’intelligenza emotiva regolando le vostre emozioni

I bambini non faranno sempre ciò che dite, ma faranno sempre ciò che fate. I piccoli imparano la regolazione emotiva dai loro genitori. Insegnare l’intelligenza emotiva dando il buon esempio è quindi assolutamente necessario. Quando rimaniamo calmi, loro imparano a restare calmi… la vostra tranquillità è ciò che insegna ai bambini a rasserenarsi.

È molto importante non perdere il proprio autocontrollo di fronte a situazioni stressanti e far capire ai bambini che state ponendo dei limiti attraverso la tranquillità. Non esiste alcuna ragione (mai) per dare la colpa a un figlio o punirlo. Semplicemente, quando è necessario, bisogna stabilire dei limiti e delle conseguenze.

Per esempio, potreste dire ai vostri figli qualcosa come: “Mi dispiace, so che non vorresti smettere di giocare, ma è ora di andare a dormire. È il momento di mettere via i giocattoli. So che questo ti rende triste, ma devi riposarti, e vediamo di trovare il tempo per leggere una storia. Quale vorresti, stasera?”.

Indubbiamente, dire frasi come queste è molto meglio che perdere la calma o alzare la voce per far raccogliere i giocattoli a un figlio perché si sta facendo tardi. In tal caso, il bimbo non farebbe che arrabbiarsi ancora di più perché vorrebbe continuare a giocare, senza capire perché dovrebbe smettere di farlo.

Insegnare l'intelligenza emotiva a una figlia.

Identificate le emozioni della rabbia

È necessario contenere alcune azioni dei bambini, soprattutto quando sono fastidiose o pericolose (attraversare la strada, correre senza guardare, buttare la cena per terra, picchiare la sorella, giocare troppo a lungo con il tablet, ecc.). Quando il comportamento di un figlio è inaccettabile, bisognerà stabilire dei limiti chiari, sempre, però, sulla base dell’intelligenza emotiva.

Per quanto dobbiate contenere le azioni di vostro figlio, dovrete identificare ed esprimere le emozioni che sta provando, anche se si tratta di delusione o rabbia in risposta ai limiti che avete stabilito.

I bambini devono mostrare come si sentono e rendersi conto che li ascoltiamo e li comprendiamo… hanno bisogno di quella valvola di sfogo.

Non è affatto una buona idea mandare in camera da letto un bambino e lasciare che controlli da solo le sue emozioni. In questo modo, gli starete solo insegnando che le sue emozioni non sono importanti.

Anche se devono rispettare dei limiti, i bambini hanno bisogno di abbracci e della vostra presenza, in modo che possiate stabilire un contatto con le loro emozioni. Per esempio, potreste dire loro qualcosa come: “Sei triste, e non è una cosa cattiva. Io sono qui e ti capisco“.

Dopo la tempesta arriva sempre la calma

Dopo che la tempesta sarà passata, sicuramente vostro figlio, rendendosi conto che le sue emozioni vengono valorizzate, sarà collaborativo e affettuoso, e si sentirà molto più legato a voi, perché siete rimasti al suo fianco nel corso della sua tempesta interiore.

Non fate caso alla rabbia o alla crisi che ha attraversato: ricordate che vi starà mostrando il suo malessere perché ha bisogno della vostra guida.

È importante sapere che durante la tempesta non si può dare nessun insegnamento: bisognerà farlo quando sarà passato tutto. Il vostro appoggio nel calmare le sue emozioni è il primo passo perché possa imparare le competenze necessarie, e comportarsi in futuro nella maniera sperata.

Insegnare l'intelligenza emotiva

Rispondete alle necessità che si nascondono dietro la rabbia

I bambini vogliono essere felici: per farlo hanno bisogno di intrattenere scambi affettuosi con i genitori. I bambini desiderano spontaneamente compiacere i genitori. La loro cattiva condotta deriva sempre da sentimenti negativi o necessità insoddisfatte.

Se i genitori non si occupano dei sentimenti e delle necessità più profonde, è inevitabile che i figli finiscano per esplodere con cattivi comportamenti.

L’ira è sempre una difesa contro le emozioni più profonde, come la paura, il dolore o la tristezza. L’odio è un atteggiamento che assumiamo per proteggerci da qualcosa che crediamo possa farci male.

Quando un bambino è in collera è necessario riconoscere questo sentimento per sentire empatia con le emozioni che gli fanno provare rabbia. Poter sentire queste emozioni permetterà a vostro figlio di entrare in relazione con voi… e a voi d’insegnare l’intelligenza emotiva al vostro piccolo.