Isterectomia: si può diventare madri dopo?

· 28 maggio 2018

“L’isterectomia è un’operazione complessa alla quale si ricorre quando le altre alternative non funzionano. Questo intervento rende impossibile per una donna di diventare madre?” 

Alcune malattie del sistema riproduttivo nella donna attaccano l’utero, l’organo predisposto per la gestazione del bebè. Se ciò accade, le possibilità di avere un figlio si riducono; in modo totale? Di seguito vi spieghiamo se è possibile o meno diventare madre dopo aver subito un’isterectomia.

Nonostante sia la seconda causa di interventi chirurgici femminili, la prima è il taglio cesareo, molte donne non sanno bene cosa sia un’isterectomia. Pertanto prima di passare nel dettaglio centrale del testo, vogliamo proporvi una visione generale di questo tipo di intervento.

Inoltre, vi parleremo delle cause scatenanti, degli effetti che genera sulla salute e dei differenti tipi esistenti. Infine risponderemo alla domanda: si può diventare madre dopo aver subito un’isterectomia?

Cos’è un’isterectomia?

Si tratta di un’operazione che consiste nell’asportazione dell’utero in forma parziale o totale. Dato che è l’organo principale dove cresce e si sviluppa il feto, molte donne si chiedono se possono esser madri dopo aver subito un’operazione del genere.

isterectomia

Come conseguenza, la donna cesserà di avere il ciclo mestruale e se vengono asportate anche le tube di Falloppio e le ovaie, entrerà in menopausa. In generale viene rimossa solamente un ovaia, se necessario.

Tipi di isterectomia

Questo tipo di operazione si può classificare in 3 tipi:

  • Totale. Oltre l’utero si estrae anche il collo uterino. Non sempre è necessario rinunciare alle tube di Falloppio e alle ovaie.
  • Parziale. Viene estratta solamente la parte superiore dell’organo senza toccare il collo uterino.
  • Radicale. L’utero viene estratto interamente, così come il collo uterino, il tessuto del collo uterino e la parte superiore della vagina. Viene praticata per estirpare alcuni tipi di cancro.

Quando è appropriato sottoporsi ad isterectomia?

L’isterectomia viene utilizzata come trattamento per diverse malattie che colpiscono l’apparato riproduttivo femminile. Ecco quali sono.

  • Fibromi o miomi uterini. Tumori benigni formati da tessuto muscolare all’interno dell’utero e al suo intorno.
  • Endometriosi. Viene praticata l’isterectomia quando le cure e la chirurgia non portano risultati.
  • Prolasso uterino. Si verifica quando l’utero scende versa la vagina.
  • Cancro dell’utero, del collo uterino o ovarico.
  • Sanguinamento vaginale che non risponde ai trattamenti principali.
  • Adenomiosi. Si verifica quando il tessuto che ricopre l’utero cresce all’interno di esso. Inoltre, le preti ingrossandosi provocano forti dolori e sanguinamento prolungato.

Dato che si tratta di un trattamento di chirurgia maggiore, l’isterectomia viene praticata solo quando tutte le altre cure non hanno dati risultati.

Secondo la stessa organizzazione, circa mezzo milione di donne si sottopongono a quest’operazione negli Stati Uniti.

“L’isterectomia è un’operazione che consiste nell’estirpazione dell’utero in forma parziale o totale.”

Si può essere madre dopo un’isterectomia?

L’utero è un organo fondamentale per la gestazione. Ed è proprio al suo interno che il bebè vive per nove mesi; dalla fase embrionale fino a diventare un bambino pronto a venire alla luce.

Precedentemente vi sarà sembrato di capire che non si può essere madri dopo un’operazione del genere. Tuttavia le scoperte tecnologiche hanno aperto nuove porte. Se le ovaie non vengono estratte dal corpo, i loro ovuli possono essere utilizzati per una fecondazione in vitro (FIV).

isterectomia

Logicamente il bebè si svilupperà in un altro utero. Questo processo si chiama gestazione surrogata, sarebbe come un “affitto” dell’utero di un’altra donna. Questo tipo di pratica genera molte controversie sociali, legali, etiche e religiose.

Per essere chiari, il processo consiste di:

  • Estrazioni degli ovuli della donna isterectomizzata.
  • Generazione dell’embrione tramite la FIV.
  • Trapianto dell’embrione nell’utero della gestante.
  • Gravidanza, parto e cessione del bambino alla madre.

Senza dubbio si tratta di un procedimento che si affida all’immensa solidarietà della donna gestante. Sarebbe un gesto di profondo amore che permette, grazie alla tecnologia, di dare la possibilità di formare una famiglia ad una persona che non ha potuto farlo in altro modo. A seconda delle leggi vigenti, ci sono paesi in cui questa pratica è permessa e altri in cui non lo è.

Esiste poi la possibilità dell’adozione, che non rende meno madri di una gravidanza.