5 cose che forse non sapete sull’allattamento materno

· 17 Ottobre 2016

L’allattamento materno è l’alimentazione perfetta per i neonati. Il latte materno non contiene soltanto tutti i nutrienti di cui il piccolo ha bisogno, ma apporta anche un equilibrio nutrizionale perfetto e anticorpi.

Oltre ad essere il modo più naturale per nutrire il neonato, l’allattamento aiuta anche a creare e a rafforzare il vincolo materno, oltre ad aumentare l’autostima della madre, che è fondamentale per prevenire una possibile depressione postparto.

Ma questo di certo lo sapete già. Naturalmente però, c’è un’altra serie di aspetti in tema che non sono così conosciuti o in merito ai quali si sono diffuse tante leggende che appaiono comunque interessanti per rafforzare l’idea che l’allattamento materno è un’opzione eccellente.

L’allattamento al seno può ridurre il rischio di cancro alla mammella

Studi recenti hanno dimostrato che le donne in premenopausa che a tempo debito hanno allattato i propri figli hanno fino al 50% in meno di possibilità di sviluppare un cancro alla mammella rispetto alle donne che non l’hanno fatto.

Tale indagine ha inoltre avvalorato una forte correlazione tra la durata dell’allattamento materno e il tasso di riduzione del rischio di cancro, soprattutto in donne che hanno allattato per più di un anno.

Altre indagini hanno dimostrato l’esistenza di una relazione diretta tra le donne che sono state allattate in tenera età e un minor rischio di cancro alla mammella.

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La dimensione del seno e la quantità del latte

In generale, la dimensione dei seni non ha nulla a che fare con l’allattamento e con la capacità della madre di allattare il suo bambino. Non esistono prove che suggeriscono che le donne con seni o capezzoli di piccole dimensioni hanno problemi nella produzione di latte. Il latte viene prodotto nelle ghiandole mammarie presenti nei seni di ogni donna.

Inoltre, l’incapacità di produrre latte a sufficienza per alimentare il bambino è piuttosto rara. È poco comune trovare donne che non producono latte a sufficienza e che devono perciò ricorrere al latte in polvere. In generale, tale carenza può essere associata ad un trauma pregresso, a un’estrema restrizione calorica, a ipertiroidismo o ad altri fattori, come lo stress.

L’allattamento al seno può essere difficile

I bambini nascono con l’istinto della suzione, ma è il senso dell’olfatto che li aiuta a creare il vincolo con la propria mamma. Tramite l’olfatto, il piccolo è in grado di dirigersi verso il petto della madre per cercare il suo nutrimento e sa riconoscerla anche solo attraverso questo senso.

Il fatto che l’allattamento sia un qualcosa di naturale, non significa che sia facile. Certamente, a volte può trattarsi di una fase difficile e che in un primo momento può comportare delle complicazioni. L’allattamento può essere doloroso e c’è la possibilità di sviluppare una mastite in qualsiasi momento, che può portare complicazioni se non viene curata per tempo.

Come se non bastasse, allattare condiziona tutta la vita di una madre e la costringe a organizzarsi in funzione delle necessità del suo bambino. All’inizio è soprattutto una questione di coordinare i ritmi di sonno e riposo, ma col passare del tempo, le donne si rendono conto che portare avanti l’allattamento richiede un maggiore impegno e sacrificio.

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I seni crescono e diventano più sensibili e reattivi

Con l’arrivo del latte, il volume del seno aumenta e con esso aumenta anche la sensibilità. Di fatto, qualunque stimolo, sia esso fisico o sensoriale, può provocare la fuoriuscita del latte (molte donne perdono il latte anche solo ascoltando il bambino che piange).

Come se non bastasse, il latte stesso che si accumula nelle mammelle può provocare congestione e quindi dolore. Per questo è importante attaccare spesso il piccolo al seno o tirarsi il latte, affinché non si accumuli, evitando fastidi e la possibilità di sviluppare una mastite.