L’orologio biologico delle donne: miti e verità

· 30 luglio 2018
Il nostro orologio corporeo è responsabile di qualcosa di più del ciclo del sonno e della veglia. Stabilisce perfino quando le donne possono concepire dei figli. Leggete il presente articolo per scoprire tutto ciò che dovete sapere sul mito dell'"orologio biologico".

Il mito più comune che riguarda l’orologio biologico delle donne consiste nel fatto che il desiderio di avere figli inizia a manifestarsi a mano a mano che invecchiano. Tuttavia, non c’è alcuna prova che suggerisca che una donna nasca con la necessità innata di avere figli. Non esiste nemmeno un impulso biologico che promuova questa “febbre del bebè”.

Ad ogni modo, l’orologio biologico delle donne stabilisce che la fertilità diminuisce a partire dai 35 anni e che le possibilità di riuscire a concepire si riducono nel corso della vita adulta. Ciò è dovuto al fatto che il numero di ovuli si riduce e la loro qualità peggiora con l’invecchiamento, motivo per il quale le donne non rimangono fertili durante la totalità di questo periodo di tempo.

Tuttavia, esistono molti centri che offrono trattamenti per combattere l’infertilità e fare in modo che anche quelle donne che non riescono a concepire possano entrare nella tanto sospirata gravidanza.

L’orologio biologico delle donne

La prima cosa che dovete sapere è che la vita fertile di una donna inizia con il primo periodo mestruale, di solito intorno ai 12 anni di età, e dura fino all’ultimo ciclo mestruale, circa quattro decenni più tardi.

La combinazione di alcune circostanze fa sì che la fertilità della donna inizi a diminuire intorno ai 20 anni e si deteriori significativamente dopo i 35 anni.

Pertanto, le possibilità di rimanere incinta in maniera naturale o mediante tecniche di riproduzione assistita che impiegano i suoi stessi ovuli è significativamente inferiore per le donne tra i 30 e i 40 anni. Ciononostante, come vedremo più avanti, bisogna tenere conto anche degli altri fattori che influiscono sull’orologio biologico.

l'età è un fattore importante che influisce sulla fertilità, ma non è l'unico

Rapporto tra età e fertilità

La verità è che la fertilità della donna è indubbiamente influenzata dall’età. Dopo la pubertà, la fertilità femminile aumenta. Successivamente, con l’avanzare dell’età, cresce il rischio di non riuscire a concepire.

Generalmente, in rapporto all’età e alla fertilità, la donna segue la seguente linea temporale:

  • Picchi all’inizio e a metà della ventina. Poi, la fertilità inizia a calare lentamente.
  • Calo più drammatico intorno ai 35 anni di età.
  • La cessazione dei periodi mestruali, o menopausa, si verifica generalmente tra i 40 e i 50 anni.
  • La menopausa segna la fine della fertilità, anche se l’infertilità in relazione all’età può presentarsi prima di questa data.

Di conseguenza, le donne che hanno più di 35 anni di età devono sapere che l’età ha molto a che fare con la fertilità. Infatti, le probabilità di avere un figlio iniziano a diminuire gradualmente verso i 20 anni, e subiscono un brusco calo a partire dai 40. Certo, esistono anche altri fattori che influiscono sulla fertilità della donna.

“L’orologio biologico delle donne stabilisce che la fertilità diminuisce a partire dai 35 anni e che le possibilità di riuscire a concepire si riducono nel corso della vita adulta. Tuttavia, esistono molti centri che offrono trattamenti per combattere l’infertilità.”

Fattori che influiscono sull’orologio biologico delle donne

La salute di una donna prima della gravidanza determina tanto le possibilità che possa concepire quanto le probabilità che riesca ad avere una gravidanza sana. Il fumo, il consumo di alcol in maniera moderata o eccessiva e i problemi di peso diminuiscono le possibilità di essere fertili.

D’altra parte, anche altri problemi medici come l’ipertensione o il diabete, entrambi più comuni a mano a mano che la donna invecchia, compromettono le possibilità di portare a buon fine una gravidanza. Inoltre, bisogna tenere conto dell’anamnesi familiare.

Grazie ai trattamenti per la fertilità, oggi è possibile estendere i limiti stabiliti dall'orologio biologico

L’eredità genetica esercita una notevole influenza sull’età alla quale una donna smette di produrre ovuli. Come risultato di questo fenomeno, i cicli mestruali subiscono un’interruzione.

Inoltre, anche la salute generale della coppia ha effetto sulle possibilità di rimanere incinta. Infatti, è perfino possibile prolungare la fertilità, riducendo i rischi per la salute che possono essere controllati.

Infine, desideriamo ricordarvi che l’ipotesi o il mito secondo il quale l’orologio biologico delle donne non è che un timer installato nel loro corpo, che impone loro di concepire prima dei 35 anni, è solamente una maniera della società di interpretare la maternità e la fertilità delle donne. Non dovete subire alcun genere di pressione per il fatto che non siete diventate madri prima del previsto.

Dovete sapere che la tendenza attuale è quella di avere gravidanze a un’età più avanzata. Anche la maternità tra le donne che hanno più di 40 anni è in aumento, forse anche a causa della comparsa di trattamenti per la fertilità che aiutano a superare i limiti posti dalla natura.