Una donna a cui è stato indotto il parto con la forza

· 6 dicembre 2018
Il caso di una donna a cui è stato indotto forzatamente il parto ha fatto molto discutere in Spagna. E voi cosa ne pensate?

Oggi vi parleremo di una donna a cui è stato indotto il parto con la forza. È stata trattata come una criminale e la polizia l’ha obbligata ad andare in ospedale a partorire. Quando un bambino cresce dentro la nostra pancia, siamo responsabili della sua vita, a quanto pare fino al punto di non avere più il diritto di prendere delle decisioni.

Secondo questa storia, nell’ospedale di Barcellona Parc Sanitari Sant Joan de Déu de Sant Boi de Llobregat, una donna ha perso il diritto di decidere del proprio corpo e della vita di suo figlio solo per essersi fatta visitare dai medici. Si trattava di una gravidanza al termine che la madre ha deciso di controllare all’ultimo momento per vedere se tutto procedesse al meglio.

I medici le hanno consigliato un’induzione d’emergenza. Tuttavia, la donna ha rifiutato, dichiarando di voler andare a casa ad aspettare che il bimbo nascesse in maniera naturale e che, se ciò non fosse avvenuto, avrebbe accettato il cesareo, ma non un parto indotto.

Ha così deciso di aspettare che arrivassero le contrazioni da sole, però non si aspettava le iniziative prese dai medici. Considerando il procedimento degli specialisti, in questi momenti siamo liberi di scegliere o il sistema sanitario ha il controllo in tutti i casi? Chi ha ragione?

Si doveva davvero fare un parto indotto?

Tenendo in considerazione tutto il tempo di attesa, l’urgenza potrebbe non essere così giustificata. Secondo quanto dichiarato dalla donna, si sentiva abbastanza tranquilla quando ha deciso di tornare a casa. Tuttavia, si devono prendere sul serio le opinioni dei medici, che sono gli esperti in materia, credendo che sicuramente avevano ragione nel suggerire l’induzione.

In questo caso, il problema è sorto per il rifiuto della donna a farsi indurre il parto, però la polemica è nata per il modo in cui hanno agito i medici. Con giustificazione o no, l’ospedale ha emesso un’ordinanza giudiziaria affinché la polizia andasse a prendere la donna a casa con il fine di portarla nella struttura per farla partorire.

donna in ospedale con flebo

La donna ha accettato di tornare in ospedale per il timore di andare contro la legge. Molto spaventata perché credeva che suo figlio fosse in pericolo di vita, è rimasta in sala d’attesa per almeno 6 ore, chiedendosi chi stesse agendo male in questo caso. Era lei la criminale? I medici volevano mostrare il loro potere?

Appurato che non ci fosse una situazione d’emergenza e nessun bisogno di indurre il parto, non c’era alcun motivo per essere stata portata in ospedale dalla polizia. Possiamo quindi affermare che la legge è stata applicata in maniera estrema; si stava per far nascere un bambino prima del tempo e si stava togliendo il diritto ad una madre di prendere una decisione.

D’altro canto, non c’è alcun dubbio che i medici abbiano visto qualcosa di preoccupante durante la visita. Tuttavia, non si capisce perché non l’abbiano portata direttamente in sala parto. Un altro procedimento mancante è stato quello di chiedere alla madre di firmare un documento dove accettava di essere informata sulla situazione e che per sua volontà aveva deciso di lasciare l’ospedale.

Che cosa è successo realmente?

Le opinioni sulla questione variano secondo la prospettiva dalla quale si guarda; si può pensare che i medici abbiano esagerato sulla diagnosi d’emergenza. Forse hanno voluto far valere il loro potere obbligando la donna a tornare in ospedale e seguire le raccomandazioni, però è possibile che il procedimento sia stato corretto.

Si può obbligare una donna a partorire? Forse la risposta si trova in ambito amministrativo. È probabile che in assenza di un documento firmato dalla madre, l’ospedale abbia temuto che, in caso di un problema associato alla donna o al bebè, sarebbe stato denunciato per averla fatta andare via senza risolvere la situazione.

donna incinta che viene visitata con aghi

Tuttavia, i rischi a cui viene esposta una donna incinta per un parto indotto sono abbastanza alti; ovvero, se qualcosa fosse andato storto durante la procedura, la responsabilità sarebbe ricaduta sull’ospedale. In questo senso, ciò magari spiega perché non è stato deciso per un parto indotto una volta che la madre è stata obbligata a tornare nella struttura.

La legge in Spagna afferma che i pazienti sono liberi di scegliere se sono disposti a ricevere certi trattamenti dopo essere stati informati sui rischi.

In alcuni casi però il paziente non può decidere, per esempio in situazioni che compromettono la salute pubblica o quando il personale sanitario è a rischio. In entrambi i casi si deve comunicare con le autorità, con il paziente e con i familiari.