Quale sarà la prima parola del mio bebè? “Papà” o “mamma”?

· 21 ottobre 2018
Qual è la prima parola pronunciata dai bebè? E quali sono le ragioni per cui alcune sono più comuni di altre? Scopritelo leggendo questo articolo.

Uno dei momenti più agognati dai genitori è quello in cui, finalmente, il loro bebè pronuncia la sua prima parola. Ci domandiamo quale sarà, ma, in realtà, anche se gli insegniamo a dire anche “papà”, desideriamo che sia “mamma”. Sono molte le parole che il bebè può comprendere fin dalla nascita, o di cui, perlomeno, conosce il suono, così come conosce i suoni che compongono il linguaggio materno.

È molto probabile che la prima parola del vostro bebè sia “papà” o “mamma”, perché è questo che, di solito, gli insegniamo a ripetere. È anche possibile, però, che finisca per essere qualunque altra parola che ha a che vedere con la sua alimentazione, oppure il nome delle persone che lo circondano o una qualche parola che ascolta di frequente. A volte, può capitarci di ripetere il nome di un animale domestico o di un altro bambino della casa.

Tuttavia, dal punto di vista linguistico, esistono parole che sono più semplici di altre da pronunciare da parte degli organi che intervengono nella produzione del linguaggio. È probabile che il bambino possa ripetere solo quel vocabolo che il suo organismo è disposto a riprodurre. Altri, invece, gli costeranno un notevole sforzo, oppure non verranno pronunciati nella maniera corretta. Questo avrà una grande influenza sulla prima parola di vostro figlio.

“Papà” è più comune, come prima parola del bebè

Chissà: potremmo renderci conto con sorpresa, e magari con un po’ di gelosia, che la sua prima parola è “papà”. Il che può anche sembrare sembrare ingiusto, se teniamo conto di tutto ciò che abbiamo fatto per lui. In realtà, però, non è colpa sua. Tra le parole “papà” e “mamma”, la prima è un po’ più semplice da riprodurre della seconda, da parte del nostro organismo.

La fonetica è un ramo della linguistica che studia i suoni del linguaggio parlato. In questo caso particolare, ci spiega che, per produrre elementi della catena fonica (le parole), è necessario mettere in movimento diversi organi allo stesso tempo. Secondo quanto emerge dagli studi, sono le vocali aperte come la /a/ e le consonanti nasali come la /m/ e la /n/ le più complicate da pronunciare per l’organismo.

Anche se desideriamo che sia "mamma", spesso la prima parola pronunciata dal bebè è "papà"

In questo senso, per un bebè che sta ancora imparando a utilizzare il suo apparato fonetico, la parola “mamma” potrebbe risultare molto più faticosa di “papà”, la cui pronuncia si ritiene che sia una delle più semplici della lingua italiana. In questo modo, anche se il bambino vi sorprende dicendo “mamma” alla perfezione, è possibile che, per farlo, debba compiere uno sforzo maggiore.

Anche la ripetizione di sillabe è molto comune, nella produzione di suoni da parte del bebè. Per questa ragione, le parole più comuni tendono a seguire questo stile: “papà”, “mamma”, “tata”, “pappa”. È difficile che un bebè riesca a introdurre nelle sue prime parole fonemi più complessi come la /r/ o la /z/. Non esiste però, alcuna garanzia, nonostante si ritenga che, in generale, ci siano maggiori probabilità che vengano prodotti suoni simili.

Di che cosa parlano i bebè?

Che un bebè inizi a pronunciare le sue prime parole intorno ai sei mesi di vita non significa necessariamente che non abbia provato a farlo in precedenza o che non abbia alcuna familiarità con il linguaggio parlato. Anche quando il piccolo non è in grado di esprimere a parole le sue emozioni, in realtà dentro di lui si sta già formando la sua struttura lessicale.

Le prime parole del bebè fanno riferimento a oggetti che si trovano intorno a loro

In se stessa, la lingua è un elemento astratto che si trova nel nostro cervello, pronto per interpretare, esprimere e analizzare strutture linguistiche. Quando un bebè decide finalmente di mettersi a parlare per la prima volta, deve aver già provato a farlo. All’interno del suo cervello si trovano le strutture necessarie che attivano i suoi organi di produzione fonetica.

Per quanto riguarda il significato, è possibile che i bebè non comprendano molte delle cose che diciamo di fronte a loro. Ciononostante, ne riconoscono il suono. Sappiamo che apprendono rapidamente il significato della parola “no”, e che sanno che cosa vuol dire “acqua”. Di conseguenza, fanno il loro esordio con parole che hanno ascoltato, che sono facili da pronunciare e che sanno che eserciteranno un effetto sugli altri.

Fin da quando sono molto piccoli, ci assicuriamo di chiedere loro di ripetere la parola “mamma”. Per questa ragione, anche se per loro non è molto chiaro che cosa significa, sanno che la loro madre sta chiedendo loro di dirla fin da quando sono nati. I bebè parlano di cose che si trovano intorno a loro e utilizzano parole per fare riferimento a oggetti che vedono e indicano. In generale, quindi, si tratta di sostantivi che hanno un rapporto con la loro vita quotidiana.