Il riflesso di prensione nei neonati: cos’è e come si stimola

· 8 luglio 2018
Avete mai notato che i neonati, anche a pochi mesi di vita, afferrano tutto ciò che si avvicina alle loro mani? Questo viene chiamato riflesso di prensione e indica che il sistema nervoso funziona correttamente.

Durante le prime settimane di vita del neonato arriva un momento in cui comincia a chiudere la manina per afferrare tutto ciò che tocca o si avvicina al palmo. Si tratta del riflesso di prensione. Sebbene all’inizio sia involontario, con il tempo si trasformerà in un’azione volontaria.

Esistono poche cose che generano tenerezza come toccare le manine di un neonato. Ma ne generano ancora di più quando cominciano ad afferrare tutto quello che capita, poiché sono le prime interazioni con l’ambiente circostante. L’oggetto di questa azione possono essere le vostre dita, un giocattolo leggero o i vostri capelli.

In questo ultimo caso si comprendono davvero la forza e la fermezza della presa provocate dal riflesso di prensione. Di fatto, quando il piccolo vi afferra il dito, potreste alzarlo da terra senza che lo lasci andare.

Un aspetto curioso del riflesso di prensione è che non riguarda solo le mani. Potrete osservare che, quando qualcosa viene a contatto con la pianta del piede, il bambino piega le dita come per prendere qualcosa. Secondo gli specialisti, si tratta di una caratteristica evolutiva. Quando i nostri antenati avevano ancora il corpo ricoperto di peli, questa azione permetteva ai cuccioli di attaccarsi alla madre in caso di pericolo.

Caratteristiche del riflesso di prensione

Vediamo alcune particolarità di questo riflesso:

  • Come tutti i riflessi, è un atto involontario in risposta a uno stimolo percepito da mani o piedi.
  • Si manifesta tra il primo e il secondo mese di vita del neonato. La forza che può esercitare grazie a questo movimento è piuttosto sorprendente.
  • È un segnale che indica il corretto funzionamento del sistema nervoso. Tuttavia, se permane più del normale, è probabile che sussista qualche deficit in questa parte dell’organismo.
  • Al terzo mese, comincia ad essere meno forte, ma movimento e controllo sono maggiori.
  • A partire dal quarto mese, i suoi sensi sono molto più maturi e le azioni sono intenzionali e dirette. Tuttavia, ancora non è del tutto in grado di calcolare bene le distanze. Da qui in poi, la coordinazione aumenterà e sarà maggiormente capace di mettere a fuoco gli oggetti e prenderli con entrambe le mani.
  • Per quanto riguarda i piedi, il riflesso dura un po’ di più (fino ai 3-6 mesi di vita).
Il riflesso di prensione riguarda anche i piedi

Come stimolare il riflesso di prensione

Per esercitare questo tipo di movimento, esistono alcune attività che potete fare tutti i giorni assieme al neonato. La più semplice (ma non per questo meno efficace) consiste nell’avvicinare il vostro dito al palmo della mano del piccolo e lasciare che lo afferri.

Il riflesso di prensione plantare può essere stimolato alla stessa maniera. Avvicinate un dito o una matita alla pianta del suo piedino e osservate il movimento delle dita. Se le chiude come per prendere qualcosa o come per fare presa sul terreno, avrete una chiara dimostrazione del riflesso di prensione.

È possibile anche lavorare attraverso la stimolazione precoce. Lo scopo è quello di migliorare la mobilità, indurre nuove senzazioni e risvegliare i suoi primi stimoli.

Tutto ciò che implica l’uso di braccia e gambe, l’uso consapevole dei sensi, comprese le carezze e gli esercizi di rilassamento faranno in modo che il piccolo impari a conoscere meglio il proprio corpo e ad utilizzarlo.

“Per esercitare questo tipo di movimento, esistono alcune attività che potete fare tutti i giorni assieme al neonato.”

Altri grandi alleati in questi casi sono la musica e i giocattoli colorati o con le luci. Infatti, l’udito e la vista stanno iniziando a risvegliarsi.

Neonato che afferra il dito della mamma

Altri riflessi comuni nei neonati

Oltre al riflesso di prensione, nei primi mesi di vita di un neonato se ne presentano anche altri. Vediamo quali:

  • Riflesso di Moro. Si controlla subito dopo la nascita. Consiste nel provocare una reazione di soprassalto lasciando andare la testa del neonato per alcuni istanti (senza lasciare che tocchi la superficie sottostante, che comunque è imbottita).
  • Riflesso di suzione. Si verifica quando si tocca la zona che circonda la bocca.
  • Riflesso di marcia automatica. Il neonato tenta di camminare appena i piedi toccano una superficie rigida.
  • Riflesso di Galant. Se si posiziona il bambino a pancia in giù e si accarezza o si danno colpetti lungo la colonna vertebrale, il neonato si gira dalla parte in cui sente il tocco.
  • Altri riflessi che permangono fino all’età adulta. Questi includono lo starnuto, lo sbadiglio, la tosse, la nausea e il riflesso palpebrale.