Come si calcola la possibile data del parto?

· 23 luglio 2018
Tra le grandi domande che i futuri papà e le future mamme si pongono più di frequente, si trova quella su come calcolare la possibile data del parto. Anche se non è possibile conoscerne con certezza il momento preciso, al giorno d'oggi esistono alcuni metodi che permettono di scoprirlo con una certa approssimazione.

Dopo che la gravidanza è stata confermata, il dubbio che sorge nella madre è: quando nascerà il bebè? Esistono alcuni modi per calcolare la possibile data del parto, che vanno da semplici formule matematiche fino alle tabelle mediche consultate dagli specialisti.

Indipendentemente dal metodo adottato, è fondamentale che la madre conosca con precisione la data della sua ultima mestruazione. I cicli di fertilità delle donne consentono di identificare il momento nel quale, probabilmente, si è verificato il concepimento. Questo calcolo viene fatto tenendo conto della data di inizio del ciclo.

Passati 14 giorni, si stima che l’ovulo si trovi nel momento migliore per essere fecondato. È in quel momento che, si presume, ha inizio la gravidanza. Questo periodo di massima fertilità di una donna dura da due a tre giorni. A partire da questo, si andrà poi a calcolare la data del parto.

Con quali formule viene calcolata la possibile data del parto?

I due sistemi di misurazione più comuni con i quali si calcola la possibile data del parto sono la regola di Naegele e il calendario ostetrico. La prima consiste in una formula matematica, il cui calcolo inizia a partire dalla data dell’ultima mestruazione. A questa vanno sottratti tre mesi, per poi sommare sette giorni.

Se facciamo un esempio impiegando date vere, possiamo pensare che, se il ciclo mestruale si è verificato l’11 maggio, la possibile data del parto sarà il 18 febbraio.

Il calendario ostetrico, invece, può presentarsi come una ruota o una tabella, ed è molto comune trovarlo negli ambulatori. Se scegliamo il metodo delle tabelle, la colonna di sinistra indica il mese dell’ultima mestruazione; la riga superiore, invece, i giorni. Tra il mese e il giorno, c’è una linea che indica la possibile data del parto.

Altri metodi per calcolare la possibile data del parto si possono trovare su Internet. Esistono infatti molte calcolatrici digitali che funzionano molto bene. Il requisito comune richiesto da tutte è, comunque, la data dell’ultima mestruazione. Tuttavia, solo il 10% delle donne partorisce nella data indicata da queste calcolatrici.

Anche se è possibile prevedere la data del parto, resta comunque un certo margine di incertezza

Benefici del conoscere la possibile data del parto

Normalmente, si considera che una gravidanza giunga al termine quando la nascita del bebè si verifica tra la 38a e la 42a settimana. In base a questa considerazione, gli specialisti offrono alla madre la possibilità di sapere in quale intervallo di tempo conoscerà il suo piccolo.

L’obiettivo principale di questa informazione è fare in modo che la madre abbia l’opportunità di prepararsi fisicamente e psicologicamente. Inoltre, potrà organizzare tutto il necessario per l’arrivo del bebè. In realtà, la data può variare tra le due settimane precedenti e le due successive a quella del giorno previsto.

In base al tipo di gravidanza e alle condizioni della madre, alcuni specialisti evitano di comunicare la possibile data del parto. Anche se forniscono alla madre il mese della nascita, non ne specificano però il giorno. Questo genere di decisione viene presa in presenza di madri molto ansiose o che soffrono di disturbi alla pressione arteriosa, associati a cambiamenti di umore.

“I cicli di fertilità delle donne consentono di identificare il momento nel quale, probabilmente, si è verificato il concepimento.”

Come sapere se il bebè è pronto per la nascita?

Molti specialisti attendono il risultato dell’ecografia della 12a settimana. In questo esame, si presta attenzione alle misure e all’evoluzione del bebè. Tenendo conto di questi valori e dell’età della madre, è possibile ottenere una data più precisa del parto. Da questa valutazione si ricava l’età gestazionale della gravidanza.

Conoscere la possibile data del parto consente ai genitori di prepararsi per l'arrivo del bebè

L’ecografia della 12a settimana permette anche di identificare eventuali anomalie presenti nel feto. Tra il 60% e il 70% delle malformazioni genetiche o delle anomalie congenite possono venire identificate attraverso questo check-up. La sindrome di Down, per esempio, è una di queste, così come i problemi associati al cuore e ai vasi sanguigni.

Un altro beneficio fornito dall’ecografia della 12a settimana è il fatto che permette di identificare gravidanze multiple. Inoltre, consente di ottenere informazioni sulla capacità pelvica della madre al momento del parto. Infine, i risultati di questa ecografia indicano l’eventuale presenza di complicazioni mediche nel corso della gravidanza.

La possibile data del parto consente ai futuri genitori di preparare lo spazio per accogliere l’arrivo del bebè, nonché di adattare le loro abitudini per quando giungerà quel momento.

Ciò che conta è essere consapevoli del fatto che la data definitiva è un dato flessibile. Per quante siano le analisi effettuate, non sarà comunque possible conoscere con perfetta sicurezza il momento della nascita.