Il linguaggio degli adolescenti: conoscerlo per capirlo

· 17 Gennaio 2019
Il linguaggio degli adolescenti può essere difficile da comprendere per gli adulti, ma bisogna fare uno sforzo per i nostri figli.

Gli adolescenti utilizzano un particolare modo di comunicare, che è caratterizzato da tendenze e nuove tecnologie, tipiche dell’era digitale. Che vi piaccia o no, genitori, familiari e insegnanti hanno necessariamente bisogno di imparare a conoscere il linguaggio degli adolescenti per comprendere meglio tutti gli aspetti della loro vita. In parole povere, per costruire una comunicazione positiva e basata sulla sincerità, la fiducia e il rispetto.

Internet e i social network possono aiutarvi nel conoscere il vocabolario e il modo di pensare dei giovani. In questo articolo vi sveleremo alcuni consigli pratici per riuscire, in modo sano e naturale, a comprendere il gergo e il modo d’esprimersi dei vostri figli.

Nel linguaggio degli adolescenti, il contesto è fondamentale

Molti genitori rimangono sorpresi dinanzi alla capacità degli adolescenti di riassumere, in poche frasi o parole, concetti anche molto estesi. Quando li sentite parlare, è incredibile come possano mettere descrivere così tante idee usando una quantità assai ridotta di termini. E la cosa più importante è che riescono a farsi capire facilmente, dal loro interlocutore.

I giovani, di solito, non ritengono necessario usare molti avverbi né preposizioni. Sviluppano un tipo di comunicazione semplificata, diretta e obiettiva, con l’unico scopo farsi comprendere da altri che utilizzano lo stesso “codice”.

Agli occhi dei puristi, questo nuovo linguaggio degli adolescenti può sembrare un po’ povero o limitato. Ma bisogna riconoscere che è necessaria una grande opera di interpretazione, per poter afferrare, in così pochi termini, tutte le sfumature.

Utilizzando un vocabolario compatto, in cui molte parole hanno diversi significati, il contesto assume il ruolo principale nella comunicazione giovanile. Non a caso, gli adolescenti esercitano costantemente una rapida analisi su ciò che circonda le parole per poter decifrare il messaggio trasmesso da chi si rivolge a loro.

due ragazzine su una panchina giocano con i loro smartphones

Anche il linguaggio del corpo è importante

Forse può sorprendere, ma è comprensibile che l’uso del linguaggio corporale acquisti maggiore rilevanza, quando le parole sono scarse. Nel comunicare tra loro, come sicuramente avrete visto, i vostri figli usano solitamente saluti, gesti e espressioni facciali per trasmettere il loro messaggio all’interlocutore, senza la necessità di parlare o scrivere. Una serie di codici che gli adulti spesso ignorano e non comprendono.

Va anche osservato che il linguaggio degli adolescenti dà moltissimo valore alle immagini e alle espressioni offerte dal mondo virtuale. Per questo motivo, spesso, scelgono di esprimere le loro idee sui social network, utilizzando simboli pittografici come emoticon o emoji, gif (immagini animate) e altri elementi interattivi che riassumono facilmente concetti e stati d’animo.

La complessità del messaggio non si riflette nel modo di trasmetterlo

Un’altra caratteristica del linguaggio degli adolescenti è la capacità di scindere la complessità del messaggio dal percorso utilizzato per trasmetterlo. Cioè, i giovani riescono a trasmettere gli felicità o tristezza in un modo incredibilmente semplice.

Quando un adolescente è giù di morale, per esempio, può bastare una semplice emoticon di una faccina triste o con le lacrime. Oppure l’amore per una fidanzatina può essere rappresentato dal classico gattino con gli occhi a forma di cuoricini. Ma questo non significa che i sentimenti siano meno intensi, perché gli adolescenti tendono ad essere molto sensibili e perspicaci.

Semplicemente, non hanno bisogno di esprimere la complessità dei loro pensieri ed emozioni in parole, per viverli intensamente. La densità del messaggio trasmesso non è nella forma o nella struttura della lingua, ma nel contesto ed è codificato per raggiungere il soggetto della comunicazione.

Una comunicazione prevalentemente scritta

Negli Anni ’90, parlare al telefono con gli amici era una vera e propria moda. Ricordate la pubblicità della vecchia Telecom, divenuta famosa grazie al celebre “Ma mi ami? Ma quanto mi ami?”. I genitori di allora sicuramente ricordano ancora quelle salatissime bollette. Ma, nel bel mezzo dell’era digitale, sono pochissimi gli adolescenti che ricorrono alla comunicazione orale. I messaggi scritti sono i veri protagonisti di questa fase moderna.

Un fatto interessante è che anche nelle app di messaggistica (WhatsApp, Viber e altri) che consentono la registrazione audio, sono gli adulti a preferire questo sistema di comunicazione. In generale, è più veloce e più pratico per gli adolescenti scrivere frasi brevi e appositamente arricchite dalle popolari “faccine”.

ragazza sul letto ascolta musica con telefonino

Un linguaggio che cambia costantemente

Tutto cambia molto rapidamente e costantemente nell’era digitale. Anche il linguaggio dei “figli di Internet” che è sinonimo del loro modo di essere, segue questo ritmo frenetico. La comunicazione degli adolescenti è influenzata dalle tendenze che diventano virali nelle reti. Il “problema” è che questi linguaggi scompaiono e si rinnovano a una velocità impressionante. Se una nuova tendenza diventa virale, quasi immediatamente, quella vecchia viene scartata e inevitabilmente dimenticata.

Pertanto, il linguaggio degli adolescenti cambia costantemente. Nuovi termini sono incorporati quotidianamente così come ulteriori abbreviazioni del tradizionale vocabolario. Mentre alcune parole cessano di essere utilizzate, in una determinata cerchia sociale, allo stesso tempo perdono il loro ruolo comunicativo e il relativo significato.

Probabilmente, questa è la più grande sfida quando si cerca di imparare e comprendere il linguaggio degli adolescenti. Un ottimo consiglio è quello di mantenere una mente aperta e di avvicinarsi ai giovani in modo positivo. Lasciate da parte le critiche e i pregiudizi e ricordate che sono proprio i vostri figli che possono insegnarvi, meglio di chiunque altro, il loro modo di percepire e vivere il mondo.