9 barzellette per bambini: come far ridere i vostri figli

9 barzellette per bambini: come far ridere i vostri figli
María José Roldán

Revisionato e approvato da lo pedagoga María José Roldán.

Ultimo aggiornamento: 15 marzo, 2023

Il buon umore allevia le pene dell’anima e aiuta a instaurare legami forti. Ecco perché i genitori devono far ridere anche i piccoli di casa. A tale scopo, esistono centinaia di barzellette per bambini.

Così, non solo rideranno. Si sforzeranno anche di impararle per poi raccontarle agli amichetti e integrare le loro abilità sociali. È ovvio che queste devono essere innocenti e praticamente prive di volgarità. Di seguito trovate un repertorio di barzellette per bambini che potete mettere alla prova con i vostri figli.

L’uomo piccolo e la biglia

Questa barzelletta è molto semplice e dice: “C’era una volta un uomo piccolo, tanto piccolo. Era talmente piccolo che, dopo essersi seduto su una biglia esclamò: il mondo è mio!”

Queste storielle, se dette nella maniera giusta, non sono offensive. L’idea è che il piccolo non le usi in compagnia di bambini di bassa statura e che eviti di prenderle come un’offesa personale.

Pietro il golosone di crocchette

“Pietro, sono stufa! Non fai che mangiare” dice la mamma.  A questo punto Pietro risponde: “A cosa ti riferisci crocchettamente?” Chiaramente, questa barzelletta funziona solo se il bambino sa cosa sono le crocchette.

Come vedete, questa freddura è perfetta perché non contiene volgarità e non sminuisce nessuno. Si tratta di una frase innocente con un gioco di parole sano e infantile.

Anche i bambini devono ridere

Una barzelletta innocente sul famoso Pierino

Durante l’ora di matematica, la maestra chiede a Pierino: “Se nella tasca destra hai 100 euro e ne hai altri 50 in quella sinistra, che cos’hai in tutto?”

E Pierino risponde: “I pantaloni di qualcun altro, signora maestra!” Questa è la prova che esistono barzellette su Pierino che non contengono doppi sensi.

Battute con i giorni della settimana

Questa volta la maestra chiede a Carletto: “Dimmi, che pianeta viene dopo Marte?”

E naturalmente Carletto risponde: “Mercole”. Questo tipo di barzellette sono utili per i bambini dai 5 ai 10 anni che già comprendono i giochi di parole e conoscono i giorni della settimana.

Giovannino il distratto

“Mamma, a scuola mi dicono che sono molto distratto”. Al che la vicina risponde: “Giovannino, hai sbagliato casa un’altra volta”.

Queste barzellette per bambini permettono loro di allenare la logica. In questo modo, mettono in relazione le idee con la coerenza e sviluppano la propria personalità e i legami sociali.

Un’ironica barzelletta di Natale

Questa è una delle migliori barzellette natalizie per bambini. Dovrete solo chiedere a vostro figlio: “Come si chiamano i personaggi del presepe?”

Lui non saprà cosa rispondere e lo chiederà a voi. Da parte vostra, non dovrete far altro che dire: “Statuette!”. È ovvio che, per ridere, il bambino deve aver già visto un presepe.

Storielle divertenti per bambini

I colmi

Questo è il colmo per eccellenza: “Qual è il colmo per un muratore? Avere paura del cemento armato!” Oppure, il colmo per un astronauta è quello di avere una moglie lunatica.

“Sai qual è il colmo per un elettricista? Andare controcorrente!”. Se un bambino non ride con una di queste barzellette, forse ha dovuto affrontare una giornata difficile a scuola.

Le barzellette per bambini sui giapponesi non falliscono mai

“Come si chiama il campione giapponese di motociclismo? Hofuso Lamoto”. E poi “come si chiama il più pagato dentista giapponese? Tekuro Nakarie”.

L’importante è accompagnare il tutto con uno scherzoso accento asiatico. Così renderete la battuta ancora più divertente. Questa tipologia di freddure tende ad avere un grande effetto comico sui bambini dai 7 ai 10 anni.

Grazie a questo repertorio potete far ridere i vostri figli per diverso tempo. Tuttavia, tenetevi qualche asso nella manica. Il piccolo presterà attenzione alle barzellette e proverà a memorizzarle. Questo accadrà soprattutto se poi avrà la possibilità di raccontarle in classe. Sarà per lui un buon modo per attirare un po’ l’attenzione nel caso abbia problemi di integrazione.


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