L’alimentazione del bambino prematuro

20 Agosto 2019
La scelta migliore per l'alimentazione del bambino prematuro è quella del latte materno, perché offre numerosi benefici per la salute e l'aumento di peso del bebè.

Controllare l’alimentazione del bambino prematuro è molto importante affinché possa crescere a un ritmo vicino a quello dei bebè che si trovano ancora nell’utero.

Quando consideriamo un bambino prematuro?

Si definisce prematuro il bambino nato prima delle 37 settimane di gestazione, contando a partire dal primo giorno dopo la data dell’ultima mestruazione della madre.

Nonostante ci sia unanimità nella definizione di neonato prematuro, esiste una controversia nel determinare i sottogruppi di prematurità. La terminologia impiegata per i sottogruppi è la seguente:

  • Prematuro estremo: < 28 settimane.
  • Molto prematuro: da 28 a < 32 settimane.
  • Prematuro moderato: da 32 a < 34 settimane.
  • Prematuro tardivo: da 34 a 37 settimane.

Alimentazione del bambino prematuro

Il Comitato di Nutrizione dell’American Academy of Pediatrics definisce l’alimentazione ideale del bambino prematuro come quella che consente di raggiungere una crescita a livelli intrauterini senza sottoporre a stress la sue ancora immature funzioni metaboliche ed escretorie.

I bebè nati prematuri tra la 34a e la 37a settimana, spesso hanno difficoltà ad alimentarsi da un biberon o al seno, a causa di problemi nel coordinare la suzione, la respirazione e la deglutizione.

L'alimentazione del bambino prematuro è molto importante per garantirgli una crescita adeguata

Per questa ragione, è possibile che i neonati molto piccoli abbiano bisogno di ricevere la loro alimentazione e i liquidi per via endovenosa. A mano a mano che si rafforzano, possono iniziare a ricevere latte materno o artificiale attraverso un sondino.

Il sondino viene introdotto fino allo stomaco attraverso il naso o la bocca: in questo caso si parla di alimentazione enterale attraverso un sondino nasogastrico. La quantità di latte viene aumentata molto lentamente, soprattutto per i bebè molto prematuri. In questo modo si riduce il rischio di contrarre un’infezione intestinale chiamata enterocolite necrotizzante.

Il latte materno

Il latte materno è l’alimento che meglio viene tollerato dal bambino prematuro, presentando uno svuotamento gastrico più rapido e una ritenzione inferiore rispetto all’alimentazione con latte artificiale. È possibile che la bassa osmolarità del latte materno, la sua specificità di specie e le sue qualità difensive lo rendano in grado di proteggere i bambini prematuri dalle enterocoliti necrotizzanti.

Inoltre, sembra dimostrato che i bambini prematuri alimentati con latte materno sottoposti al metodo della mamma canguro subiscano meno infezioni ospedaliere. Si tratta di bambini che mantengono un contatto pelle a pelle con la madre al più presto possibile, in maniera continua e prolungata.

La madre secerne immunoglobuline A specifiche contro i germi presenti sulla sua pelle e quelli della regione neonatale che la madre stessa ha incorporato e che sono i responsabili delle infezioni ospedaliere.

La composizione del latte materno varia a seconda che appartenga alla madre di un bambino prematuro o di uno nato da una gravidanza a termine. Durante le prime 24 settimane, le madri dei bambini prematuri secernono un latte la cui composizione si adatta alle necessità nutrizionali dei figli. Solo il suo contenuto di calcio (Ca) e fosforo (P) risulta inferiore.

Si raccomanda di integrare questo latte a partire dalla quarta o dalla sesta settimana, che è il periodo nel quale diventa “maturo”, con preparati che contengano proteine e minerali. Altri integrano il calcio e il fosforo per ridurre al minimo la bassa densità ossea e il rachitismo biochimico presenti nelle prime settimane di vita nei bambini prematuri alimentati con il latte della propria madre.

Alimentazione del bambino prematuro: a volte è necessario ricorrere al sondino nasogastrico

Il latte della madre del bambino prematuro contiene una serie di aminoacidi necessari per lo sviluppo del sistema nervoso centrale del bebè. Inoltre, contiene una serie di sostanze che hanno reso il seno materno un organo del sistema immunitario.

Inoltre, contiene anche acidi grassi a catena media e lunga che sono stati associati a un coefficiente intellettuale di alto livello. Presenta più colesterolo del latte “maturo” e molto di più di quello del latte artificiale.

Altri fattori importanti nell’alimentazione del bambino prematuro

È fondamentale controllare le necessità idriche dei bambini prematuri. Questi bambini fanno più fatica a mantenere il giusto equilibrio di acqua nell’organismo e possono essere disidratati o sovraidratati.

Dopo essere stati dimessi dall’ospedale, alcuni bebè dovranno continuare ad assumere integratori nutrizionali. Per i lattanti, questo può significare uno o due biberon di latte materno arricchito al giorno, così come integratori di vitamina D.

Alcuni bebè avranno bisogno di più supplementi di altri. Il che comprende anche i bebè che non sono in grado di ingerire un volume di latte sufficiente per ottenere le calorie di cui hanno bisogno per crescere adeguatamente.

  • Gómez Papí. (1997).  “Lactancia materna en prematuros.” Bol pediatr 37: 147-152.
  • Martínez, Eduardo Doménech. (2011). “Avances en la alimentación del prematuro.” Canarias Pediátrica 35.2: 77-90.
  • Dirección Nacional de Maternidad e Infancia, Ministerio de Salud de la Nación República Argentina. (2015). Nutrición del niño prematuro, Recomendaciones para las unidades de Cuidado Intensivo Neonatal.
  • Romero-Maldonado, Silvia, Leyla María Arroyo-Cabrales, and Edna Rocely Reyna-Ríos. (2010). “Consenso prematuro tardío.” Perinatol Reprod Hum 24.2: 124-130.