Come conciliare lavoro e maternità

· 13 ottobre 2016

Se avete aperto questo articolo, è perché vi sentite identificate con il titolo e volete sapere se è possibile conciliare il lavoro e la maternità senza sacrificare nessuno dei due ruoli più importati della vostra vita, ovvero quello di donna in carriera e quello di madre.

Crediamo di poter avere tutto e di meritarcelo, ed è proprio così. È possibile ottenere il successo professionale e godere, al tempo stesso, della gioia della maternità senza sentirsi in colpa né fare sacrifici.

Tuttavia, bisogna tenere a mente quanto segue: non importa la quantità, ma la qualità del tempo che dedicate, soprattutto alla famiglia. Le dimostrazioni d’amore a vostro figlio dovranno sempre essere una priorità.

L’organizzazione è un altro strumento importante, ad esempio per mantenere sotto controllo lo stress causato dall’eccessiva domanda di attività da svolgere e dalla necessità di compierle tutte alla perfezione. Controllate lo stress, in modo che non vi giochi un brutto scherzo e non vi nuoccia dal punto di vista emotivo e fisico.

Essere lavoratrice e madre allo stesso tempo viene visto da molte persone come un errore, uno sbaglio. In molte culture, infatti, si vede la donna solo in funzione della sua partecipazione in casa, fattore che la obbliga a mettere da parte una fruttuosa carriera.

Tuttavia, si tratta di conquiste dell’umanità. Le donne hanno lottato per occupare il posto che, giustamente, spetta loro all’università, nelle aziende, in politica e in casa. Per questo motivo, bisogna, sopra ogni cosa, essere grandi equilibriste per mantenere quanto conquistato.

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Come conciliare il lavoro e la maternità

Routine differenziate

Mantenete un chiaro schema di orari tra i compiti dell’ufficio e quelli di casaNon portate il lavoro a casa, a meno che non sia strettamente necessario. Il fine settimana staccate del tutto dal lavoro e dedicatevi ai vostri figli e al vostro partner. Si tratta di mantenere tutto al giusto posto, in modo che, a lungo andare, non si generino crisi perché non avete stabilito sani limiti.

Valutate la convenienza del lavoro

Adesso siete madri, non potete permettervi un lavoro che richiede costantemente la vostra disponibilità e che non ha ferie. Si tratta anche di un periodo che vorrete vivere al massimo senza perdere i momenti determinanti della vita di vostro figlio, come il primo giorno di scuola, le sue gare sportive, le feste di compleanno, etc.

Vi consigliamo, dunque, di valutare se vale la pena dividervi tra l’essere madri e un lavoro tradizionale; magari potreste provare ad avviare un’attività vostra, oppure lavorare a distanza (freelance). Fate un bilancio dei guadagni e delle ricompense o gratificazioni lavorative; se il risultato dà numeri negativi o non vi convince, forse è il momento di ottenere maggiore indipendenza, oppure di dedicare il vostro tempo solo alla famiglia, almeno per il momento.

Organizzatevi

Tenete un’agenda su cui poter appuntare le vostre faccende, ordinare gli impegni professionali e familiari: le riunioni a scuola, le visite dal medico, etc. Cercate anche di pianificare con tempo le vacanze in famiglia e mantenere un ordine in casa che vi faciliti le cose. Se avete bisogno d’aiuto, assumete una baby-sitter che si prenda cura dei vostri bambini quando non siete in casa.

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Evitate che la maternità annulli le vostre aspirazioni

In Giappone, secondo quanto afferma uno studio, il 60% delle donne abbandonano il lavoro quando diventano madri. Questo si deve alla cultura giapponese, basata sull’eccellenza e sull’alta competitività. Le donne sono costrette ad abbandonare il loro lavoro anche per problemi quali la mancanza di un asilo in cui lasciare i propri figli mentre lavorano.

Per quanto anteriormente detto, vi esortiamo a cercare un asilo nido in tempo e a pianificare il tutto affinché le vostre aspirazioni lavorative non vengano spazzate via dall’arrivo del vostro bambino. Una donna felice e realizzata sarà di certo una madre migliore rispetto ad una donna frustrata, obbligata a scegliere tra la sua carriera e la maternità.