La sindrome da distress respiratorio nei neonati

6 Gennaio 2020
Quando si prevede che il parto del bambino sia prematuro o pretermine, di solito si somministrano alla madre dei glucocorticoidi. Questi ormoni steroidei permettono la crescita dei polmoni del feto riducendo il rischio di distress respiratorio nei neonati.

La sindrome da distress respiratorio (ARDS, Acute Respiratory Distress Syndrome), nota anche come malattia delle membrane ialine, è un disturbo respiratorio che si manifesta soprattutto nei neonati prematuri.

Cosa è la sindrome da distress respiratorio?

La sindrome da distress respiratorio si caratterizza per una mancanza di surfattante (o sostanze tensioattive) nei polmoni ed è legata ad una immaturità polmonare. Normalmente, questo complesso tensioattivo fosfolipoproteico viene prodotto a partire dalla trentaquattresima settimana di gestazione.

Ma cosa è il surfattante? È un liquido composto da lipidi e proteine che consente agli alveoli polmonari di rimanere aperti in modo da poter respirare. La sua funzione è di ridurre la tensione superficiale e impedire che gli alveoli si chiudano quando esce l’aria.

Quando vi è una carenza di surfattante, è necessaria una pressione maggiore per aprire gli alveoli quando entra l’aria. Questo provoca un’infiammazione dei polmoni e la possibile insorgenza di un edema polmonare. Inoltre, il sangue non si ossigena bene e di conseguenza diminuisce la disponibilità di ossigeno in tutto il corpo.

neonato intubato per sindrome da distress respiratorio

La sindrome da distress respiratorio è la prima causa di insufficienza respiratoria nei neonati prematuri, specialmente in quelli nati prima della trentaquattresima settimana di gestazione. Il rischio aumenta quanto minori sono le settimane di gestazione prima della nascita.

Principali fattori di rischio

Come abbiamo detto,il fattore principale di rischio per la sindrome da distress respiratorio è la prematurità. Inoltre, altri fattori predisponenti che contribuiscono alla comparsa di questa sindrome sono:

  • Rottura prematura delle membrane.
  • L’induzione del parto.
  • Nascita tramite parto cesareo.
  • Madre con diabete.
  • Emorragia durante il parto.
  • Parto multiplo.
  • Meconio nel liquido amniotico.

Sintomi

I sintomi principali che compaiono in un neonato con sindrome da distress respiratorio sono:

  • Respiri affannati e pianto.
  • Aumento della frequenza respiratoria.
  • Movimenti inusuali dei muscoli pettorali durante la respirazione.
  • Congestione nasale.
  • Tachicardia.
  • Cianosi: colorazione bluastra della pelle.

Se non trattata correttamente, alcune delle complicazioni che possono insorgere sono:

  • Disturbi metabolici.
  • Deterioramento della funzione polmonare.
  • Ipotensione.
  • Emorragie intracraniche.
  • Sepsi o infezioni.
  • Pneumotorace: accumulo di aria nello spazio che circonda i polmoni.

Trattamento della sindrome da distress respiratorio

Generalmente, il trattamento si basa sulla somministrazione di surfattante e sull’utilizzo della ventilazione artificiale (o ventilazione meccanica). Per eseguire la ventilazione meccanica è necessaria l’intubazione endotracheale.

neonato con difficoltà respiratoria che fa l'aerosol

Tuttavia, aumentano sempre più i sostenitori dell’uso di una ventilazione non invasiva. Per i neonati più grandi o che sono meno prematuri, si può utilizzare dell’ossigeno somministrato per via nasale.

L’applicazione rapida del surfattante diminuisce notevolmente la mortalità e le possibili complicazioni. Inoltre, questo metodo riduce la necessità di una ventilazione meccanica e il tempo di intubazione.

I surfactanti artificiali usati più comunemente in questi casi sono:

  • Beractant.
  • Poractant alfa.
  • Calfactant.
  • Lucinactant.

Generalmente, con il trattamento, la prognosi è molto buona. I polmoni, grazie alla ventilazione, iniziano a produrre da soli il surfactante e il problema si risolve in pochi giorni.

Come si può prevenire?

Quando si prevede una nascita prematura, di solito, si somministrano alla madre dei glucocorticoidi come il betametasone. Questo tipo di ormoni aiutano a sviluppare i polmoni del feto accelerando la produzione di surfattante.

Prima del parto, è possibile valutare lo stato di maturità dei polmoni analizzando il liquido amniotico. Pertanto, il rischio che si presentino difficoltà respiratorie alla nascita o altre complicazioni è ridotto.

In ogni caso, se le condizioni lo permettono, si dovrebbe cercare di ritardare la nascita fino alla trentanovesima settimana o fino a quando si ritiene che i polmoni siano sufficientemente sviluppati. Un parto prematuro ha sempre dei rischi associati che è meglio prevenire.

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