La serie Tredici è per adolescenti?

29 Giugno 2019
Tredici è una serie che tutti gli adolescenti vogliono vedere. Ma è adatta a loro? Analizziamo questo aspetto tenendo conto del suo contenuto.

La serie Tredici ha scatenato un acceso dibattito negli ultimi anni, e continua a farlo. Ci riferiamo, ovviamente, alla sua prima stagione, quella basata sull’omonimo libro. La seconda stagione è stato un tentativo – privo di giustificazione – di allungare la storia, per cui non entreremo nel merito.

Quando Netflix lanciò Tredici (13 Reasons Why), nel marzo del 2017, si è rivelata una delle serie più controverse e polemiche di quell’anno. Oggi adolescenti di tutto il mondo la vedono per la prima volta. Per questo motivo, la sua influenza è un tema importante che non va dimenticato.

Trama della serie Tredici

La serie racconta la storia di Hannah Baker, una ragazza che frequenta il liceo, si suicida e lascia tredici nastri, ciascuno indirizzato a chi lei ritiene colpevole della suo gesto. Hannah sente che il modo in cui queste persone si sono comportate con lei è la ragione per cui ha preso la decisione di smettere di vivere.

Per questo motivo, lascia tredici nastri audio registrati. Ciascun lato di ogni cassetta si rivolge al protagonista di quella motivazione. Ricorda cosa hanno vissuto insieme e racconta come si è sentita a causa di questo. Le istruzioni prevedono di passare i nastri a un’altra persona, per cui alla fine tutti sanno cosa gli altri hanno o non hanno fatto.

Hannah Baker
© July Moon Productions

Il coprotagonista è Clay Jensen, un ragazzo del liceo che conosceva Hannah e che riceve i nastri quando arriva il suo turno. Con Clay scopriamo ciò che può provocare in una persona venire a conoscenza di cose che non sapeva. Conoscere determinate verità fa sì che Clay si ribelli contro le ingiustizie. In tal modo scopriamo come gli altri lo trattano per il fatto di essersi ribellato.

La serie e il suicidio

Ad oggi, il suicidio è la principale causa di morte nei giovani tra i 10 e i 24 anni. Questo è quanto riportato in uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità La prevenzione del suicidio: una guida per insegnanti ed altri operatori scolastici.

È dura conoscere Hannah man mano che la serie si sviluppa, venire a conoscenza di cosa le sua successo e di come per lei siano un mondo, mentre per gli altri non sono niente. La chiamano “melodrammatica”, esagerata e sminuiscono i suoi problemi.

Proprio vedendo che ciò che le è successo non ha soluzione capiamo l’importanza della serie. C’è chi afferma che in questa serie il suicidio si presenti come forma di vendetta, ma in realtà quel che emerge chiaramente è che suicidarsi non è la soluzione, perché è un punto di non ritorno.

Se un adolescente guarda questa serie, è importante che da parte nostra – in quanto educatori o genitori – parliamo con lui o lei di ciò che sta guardando, di ciò che sta succedendo nella serie e delle conseguenze. È molto meglio questo che cercare di evitare che la guardi (probabilmente la vedrebbe comunque, senza farcene rendere conto) o di sminuire l’argomento.

Inoltre, bisogna ricordare che la serie non è assolutamente adatta ai minori di 13 anni. Netflix ha elaborato una nuova classificazione di età, indicando che può essere vista a partire dai 16 anni, in compagnia di un adulto. Ma dobbiamo essere consapevoli del fatto che probabilmente ragazzini più piccoli sentano parlare della serie o leggano di essa sui social e che queste cose richiamino la loro attenzione.

I genitori: il loro ruolo in Tredici

Un aspetto degno di nota – che chi lavora con gli adolescenti ogni giorno può confermare – è osservare che la maggior parte dei genitori non conoscono assolutamente i propri figli. Nella serie questo è chiaramente visibile. I genitori di Hannah e degli altri ragazzi non sanno praticamente nulla delle vite dei loro figli né sanno come approcciarsi a loro.

Se nostro figlio adolescente non ha visto ancora la serie e pensiamo che possa iniziare a vederla, la cosa migliore, per iniziare, è vederla noi per primi. Possiamo parlare con loro del fatto che è una serie di fantasia e che questo non sempre riflette la realtà.

La serie può essere una buona occasione per parlare con gli alunni o con i figli adolescenti di queste situazioni reali in cui potrebbero imbattersi e che si concretizzano, proiettati sullo schermo. Molte situazioni possono essere chiarite e risolte grazie a questo.

La serie affronta tematiche come la molestia (a scuola o online), il consumo di alcol tra minori, abusi sessuali e altri temi che può essere molto interessante affrontare con un adolescente. Con Tredici possiamo iniziare a parlare in modo naturale con gli adolescenti di temi che altrimenti potrebbero risultare forzati o non naturali.

Hannah in Tredici
© July Moon Productions

Affrontare Tredici in tutta sicurezza

Una delle cose più chiare della serie è che può essere utilizzata da adulti, maestri, psicologi, professori, genitori, come uno strumento. Per i genitori, vedere la serie con i propri figli darà lo spunto per parlare man mano dei temi che proietta.

Quindi, in quanto genitori arriveremo a scoprire se anche loro hanno vissuto qualcosa di simile, o se è successo ai loro amici o compagni. Possiamo spiegare cosa c’è da fare in ogni caso, a chi rivolgersi e come realizzare cosa sta succedendo.

In quanto professori, il tema tende a essere affrontato in modo molto più naturale; a volte sorge in modo spontaneo in alcune classi o durante una supplenza, ed è una buona occasione per vedere in che modo stanno assorbendo la serie e dare le nostre opinioni da adulti. Di solito ascolta attentamente e si fermano a riflettere per iniziare un dibattito.

Per concludere

Probabilmente penserete che parlare con un figlio adolescente di alcuni temi affrontati da Tredici non sia una cosa facile né piacevole, ma dobbiamo considerarla una grande opportunità. Parlare con un adolescente in questa tappa della sua vita è fondamentale, e dare il nostro punto di vista da adulti su tutti questi temi, può essere di grande aiuto.

  • Ministerio de Sanidad, Política social e igualdad.(2015). Guía de Práctica Clínica de Prevención y Tratamiento de la Conducta Suicida.
  • Jay Asher. (2007). Por trece razones. RazorBill – Penguin Books.