Come aiutare a parlare i bambini di 2 e 3 anni?

· 30 settembre 2016

Un bambino impara a parlare perché cresce tra gli adulti per i quali la comunicazione attraverso il linguaggio articolato è la norma. A volte, però, i bambini iniziano tardi a parlare. Scoprite cosa potete fare per aiutare i vostri bimbi.

Come aiutare a parlare i bambini di 2 e 3 anni? La risposta a questa domanda interesserà a qualsiasi mamma. Prima di cominciare a chiarire questo dubbio, bisogna porsi questa domanda: come mai un bambino di 2 o 3 anni ancora non parla?

Rispondiamo per gradi.

Dobbiamo partire dall’inizio, cioè da quando il bambino è ancora un feto nel ventre della madre.

L’importanza di parlare ai bambini durante la gravidanza

Nonostante l’apparente distacco con il mondo, un feto è in grado di percepire ed elaborare gli stimoli che riceve dall’esterno, soprattutto quelli di natura uditiva.

Anche se inizialmente, cioè quando il bambino è ancora un “puntino” nella pancia della mamma, la voce arriva in maniera distorta, dopo la nascita, il bambino può riconoscere le vocali della lingua madre.

Parlare al bambino prima della nascita favorisce il suo sviluppo uditivo e potenzia le abilità linguistiche che si consolideranno in futuro, oltre a ridurre possibili disturbi del linguaggio verbale.

Donna-incinta

Se volete spianare già la strada a vostro figlio, in termini di allenamento uditivo, allora parlategli, cantategli una canzone e leggeteli racconti finché è ancora nella vostra pancia.

Ora, se vostro figlio o figlia di 2 o 3 anni ancora non parla, avete molte alternative per incentivare la comunicazione orale.

Dovete però assicurarvi che non sia affetto o affetta da disturbi fisici o psichici con ricadute sul linguaggio.

4 disturbi che ostacolano lo sviluppo del linguaggio

La parola nei bambini si sviluppa quasi per istinto, per il semplice fatto di imitare chi sta loro attorno.

Imparare a parlare è un processo graduale. Il bambino:
• Emette fonemi
• Riesce a dire qualche parola
• Amplia il suo vocabolario
• Costruisce frasi complete

Dopo aver superato queste fasi, si può dire che il bambino sa effettivamente parlare.

Tuttavia, ci sono bambini che fanno davvero fatica ad abbattere le barriere fonologiche ed arrivano a compiere 3 anni senza parlare ancora correttamente.

La mancata capacità di parlare potrebbe dipendere da un disturbo del linguaggio.

1. Ritardo semplice del linguaggio

I bambini con ritardo semplice del linguaggio non usano o usano solo alcuni dei fonemi a cui ricorre la maggior parte dei bambini della stessa età. Hanno un ritardo nell’uso dei fonemi e della sintassi rispetto ai pari.

Fortunatamente, questo disturbo può essere facilmente corretto e non è sintomo di alcuna patologia psichica o fisica.

2. Deficit uditivo

I bambini con sordità o altri tipi di deficit dell’udito, dato che non sentono bene, non possono imparare ad emettere i suoni.

Un modo molto semplice per capire se i bambini hanno un deficit dell’udito è fare rumore o chiamarlo per nome quando non stanno guardando. Se non si voltano per capire cosa sta succedendo o rispondere, allora probabilmente non sentono bene.

3. Autismo

L’autismo è un disturbo dello sviluppo che si evidenzia soprattutto nella comunicazione orale. I bambini autistici presentano marcate alterazioni nel linguaggio e per loro è quasi impossibile farsi capire.

4. Stress infantile

I bambini che soffrono di stress infantile possono presentare difficoltà di linguaggio. Questo disturbo, qualsiasi sia la sua origine, insieme alla carenza di affetto dei genitori e la mancanza di attenzioni e di cure, incide in maniera negativa sullo sviluppo del lessico.

Il nostro consiglio

Un bambino tra i 2 e i 3 anni dovrebbe, se non dominare il linguaggio, almeno parlare fluentemente, avere un vocabolario sufficientemente ampio per esprimere i suoi pensieri e sentimenti, per chiedere che venga soddisfatta una sua necessità o risolto un suo problema. Deve pronunciare vocaboli simili a quelli che usano gli adulti.

Se vostro figlio ancora non riesce ad esprimersi, allora consultate il vostro medico oppure cercate un aiuto specializzato, come lo psicologo, il logopedista, il foniatra o il neurologo pediatra…

Come aiutare i bambini tra i 2 e i 3 anni a parlare?

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Un bambino che non ha disturbi del linguaggio o deficit fisici o psichici come quelli di cui abbiamo parlato prima,imparerà a parlare. Tuttavia, gli adulti possono favorire questo apprendimento in modo che sia più veloce.

Come aiutare a parlare i bambini di 2 e 3 anni? La risposta alla domanda è più semplice di quanto non sembri: attraverso il gioco.

I giochi vocali aiutano a parlare

I giochi vocali aiutano la lallazione. Dato che le attività di questo tipo coinvolgono i suoni, non solo aiutano a stimolare la lallazione, ma anche lo sviluppo linguistico in generale.

Attraverso il gioco, i bambini di 2 e 3 anni sviluppano abilità fisiche e mentali. Questi esercizi sono concepiti per stimolare il bambino, ma anche per farlo divertire.

A seguire vi presentiamo due giochi vocali.

• Il gioco di tradurre suoni

Questo gioco è piuttosto semplice. Basta solo imitare lo stesso suono quando si sente nominare un oggetto, un animale o un elemento qualsiasi.

Ad esempio:
Se un cane abbaia, dobbiamo imitare il verso del cane e dire al bambino la parola: cane.
Possiamo anche dire: il cane, un cane, cagnolino…

• Il gioco di non sapere

In questo gioco l’adulto deve far finta di non sapere cosa vuole il bambino.
Se i genitori sono sempre pronti ad anticipare le risposte dei figli, questi non sentiranno mai la necessità di parlare.
Ad esempio:
Quando il bambino vuole dell’acqua e dice solo “quello”, “questo” o semplicemente indica con il dito com’è abituato a fare, i genitori non dovrebbero correre a dargli l’acqua. Il gioco di non sapere consiste nel chiedergli varie volte di che cosa ha bisogno. Quindi, si dà da bere al bambino ripetendo la parola: acqua.

Provate ad inventare altri giochi che aiutino i bambini a sviluppare il linguaggio orale.

Tenete in considerazione le nostre raccomandazioni. Siate ogni giorno genitori migliori.