Le fasi del processo di maturazione dei vostri figli

· 26 Maggio 2019
Le fasi del processo di maturazione hanno delle caratteristiche precise. Ma attenzione a non essere troppo rigidi, ogni bambino è diverso!

Le fasi del processo di maturazione e dello sviluppo psico-affettivo dei bambini hanno delle caratteristiche proprie e, gradualmente, permettono al bambino di raggiungere una struttura stabile attraverso acquisizioni e obiettivi di sviluppo.

Il percorso che porta il bambino dalla totale indipendenza (sia fisica che psichica) richiede il sostegno e l’accompagnamento dei genitori. È importante conoscere le fasi del processo di maturazione per rendersi conto se c’è qualche deviazione dalla normalità.

Quali sono le fasi del processo di maturazione?

Nel valutare lo sviluppo dei bambini, non è corretto generalizzare e parlare in modo drastico di “normale” e di “patologico”. La salute non si definisce esclusivamente come assenza di malattie, ma come stato di benessere, sia fisico che psicologico, influenzato dallo specifico contesto sociale e familiare.

Ecco perché dobbiamo sempre considerare l’individuo nel suo insieme prima di fare qualsiasi diagnosi. Lo sviluppo dei bambini è un processo complesso che presenta diverse fasi di sviluppo:

  • Acquisizione di funzioni adattive e strumentali. È diviso in quattro aree: Psicomotricità; Intelligenza; Linguaggio; Socializzazione.
  • Sviluppo psico-affettivo. È la struttura del suo apparato psichico. Gli consentirà di raggiungere l’indipendenza psicologica e affettiva dai genitori ed avere un’identità propria al termine dell’adolescenza.

Entrambi i processi sono correlati tra di loro, si influenzano a vicenda, ma non sono lineari. Hanno progressi e battute d’arresto e non seguono lo stesso ritmo di evoluzione.

 

Neonato in processo maturativo

Per poter distinguere tra ciò che è normale e ciò che è patologico, bisogna valutare una serie di fattori:

Fasi del processo di maturazione

Sviluppo fino a 15-18 mesi

Il neonato dipende completamente dalla sua mamma, sia fisicamente che psicologicamente. È totalmente indifeso di fronte a tutti gli stimoli ed è la sua mamma che, attraverso il binomio madre-figlio, organizza tutte queste sensazioni.

Le manifestazioni del neonato davanti ad ogni stimolo sono somatiche (pianto, calci …), e questo permette alla madre di rispondere ai suoi bisogni e rafforzare la relazione. In questa fase del processo di maturazione il bambino non distingue sua madre da se stesso.

Man mano che il funzionamento mentale del bambino si evolve, inizia a differenziare altre persone, ed è circa all’ottavo mese di vita che inizia a distinguere la madre e il suo ambiente più prossimo dagli estranei.

La simbiosi madre-figlio scompare per lasciare il posto a una relazione oggettuale, poiché la madre è il primo oggetto dell’amore essenziale per il bambino. In questo momento, l’assenza della madre genera angoscia.

In questo periodo avvengono due fatti fondamentali:

  • Comparsa del linguaggio
  • Il movimento.

Il bambino è in grado di chiedere e chiamare le cose con il proprio nome, allo stesso modo che è in grado di muoversi nel suo ambiente in modo autonomo, senza dipendere da un adulto.

La risposta della madre a questi progressi è fondamentale, poiché potrà motivare il bambino potenziando la sua curiosità o bloccandolo con la paura di possibili pericoli e rischi.

In questa fase si stabiliscono anche chiari orari di sonno diurno e notturno, oltre ad introdurre un solido modello di alimentazione.

Sviluppo tra 2 e 3 anni

Questo periodo è caratterizzato da una grande attività psichica, che si riflette in un cambiamento di atteggiamento e comportamento del bambino. Inizia il controllo dello sfintere, e questo si ottiene quando il bambino è neurologicamente maturo.

Inizia anche il gioco simbolico, cioè la capacità di giocare “come se”. A questo punto vuole fare più cose da solo, e ogni volta che ci riesce si rafforza la sua autonomia.

In questo periodo inoltre avviene l’acquisizione di regole. Queste regole sono rappresentate dai primi divieti dei genitori davanti all’aumento delle capacità motorie del bambino. Fanno la comparsa le prime nozioni su ciò che è giusto o sbagliato.

Davanti alle prime frustrazioni di non essere in grado di ottenere tutto ciò che vuole, iniziano i capricci e l’ostinazione, del famoso stadio del “no”.

Il gioco è importante per lo sviluppo

Sviluppo tra 4 e 5 anni

Questo stadio è caratterizzato dal passaggio della relazione duale a quella triangolare. Il suo apparato psichico è già più strutturato e il bambino riconosce la relazione tra i suoi genitori. Non si considera più il centro dell’universo. D’ora in poi, il rapporto non sarà più madre-figlio o padre-figlio, ma diventerà madre-padre-figlio.

Ciò è fondamentale per il suo sviluppo, dal momento che non si considererà più essenziale per il benessere dei suoi genitori, cosa che gli permetterà di iniziare il suo processo di socializzazione.

In questa fase avviene anche l’assimilazione della differenza sessuale. Le differenze sessuali anatomiche vengono incorporate nel livello psichico.

È necessario evitare che i bambini si concentrino sui comportamenti stereotipati che appaiono in questa fase, che corrispondono agli standard dei ruoli sessuali.

In questa fase compaiono anche le prime domande sulla sessualità (“come si fanno i bambini”, per esempio), così come i primi comportamenti masturbatori.

Queste pratiche sono normali. Dovete solo spiegare al bambino dove e quando possono portarle a termine, così come rispondere con la verità (con l’informazione adattata al suo livello) alle sue domande.

Fase latente: da 6 a 10 anni

Questo stadio è caratterizzato dalla socializzazione e dall’apprendimento scolastico. I genitori devono tollerare e incoraggiare le relazioni sociali dei loro figli, permettendo loro di svolgere attività con i loro pari.

Gli amici diventano essenziali e permettono di consolidare l’identità e la personalità del bambino. Il bambino diventa sensibile e geloso della sua privacy ed i suoi confidenti non saranno più i genitori ma i suoi amici. Questo comportamento non bisognerebbe vederlo come una mancanza di fiducia, ma come lo sviluppo della sua autostima.

È il periodo delle operazioni concrete; iniziano a gestire concetti spaziali, temporali e numerici, che consentono di approfondire l’apprendimento scolastico. Questa è una delle pietre miliari più importanti in questa fase.

Pubertà e adolescenza: da 11 a 18 anni

In questa fase avviene un gran numero di cambiamenti fisici e psichici. Il corpo cambia e cresce, si sviluppano le caratteristiche sessuali primarie e secondarie e inevitabilmente arriva la fine dell’infanzia, dando origine a un periodo di lutto.

Processo maturatico dell'adolescenza

Si verifica una crisi di identità in cui l’adolescente non è più soddisfatto come prima. Si rifugia nel suo gruppo di amici e si ribella contro i valori del mondo degli adulti.

Arrivano i primi rapporti sentimentali e sessuali, aprendo la porta alla sessualità adulta con tutte le sue conseguenze.

Sulle fasi del processo di maturazione ricordate …

Il bambino è un individuo in continua evoluzione, ed è essenziale avere tutte le informazioni su ogni fase per essere in grado di accompagnarlo nel processo.

Problemi di adattamento (transitori) possono verificarsi in ogni fase del processo di maturazione, a causa delle normali difficoltà nello sviluppo. Consultate con il pediatra ogni vostro dubbio ed accompagnate vostro figlio o figlia nella propria crescita.

  • Escudero, C. (2012). Las etapas del desarrollo madurativo. Form Act Pediatr Aten Prim. 2012; 5(2): 65-72.