Controllare le emozioni: attività per i bambini

· 9 giugno 2018

La maggior parte dei bambini acquisisce le abilità di autocontrollo tra i 2 e i 5 anni, ma a volte i bambini più grandi continuano a lottare contro l’impulsività. Riconoscere i propri sentimenti e avere momenti di svago e concentrazione aiutano i bambini a controllare le emozioni.

Una delle chiavi per sviluppare il controllo dei propri impulsi è riconoscere la differenza tra i sentimenti e le azioni. Spesso i bambini hanno una certa difficoltà a controllare le emozioni e molte volte queste conducono a comportamenti negativi prima che sia possibile pensarvi.

Conviene, dunque, aiutare i propri figli a riconoscere i loro sentimenti di rabbia o frustrazione, classificandoli per loro. Il sito Scholastic.com consiglia di convalidare i sentimenti dei bambini per poi modellare un modo più consono di esprimerli.  

Ad esempio “Non picchiare la mamma. Così mi fai male. Capisco che sei arrabbiato, ma non puoi rispondere in questo modo”. Gli consente di sapere che va bene provare questi sentimenti, ma che in nome di essi non può agire in modo aggressivo.

Bambina che piange

Attività per controllare le emozioni

Allenarsi e muoversi aumentano i livelli di dopamina, norepinefrina e serotonina nel cervello. Questi ormoni migliorano la concentrazione e l’attenzione, al contempo riducono l’iperattività e l’impulsività.

L’azione inibitrice, o la possibilità di aspettare che qualcosa abbia inizio, è un’abilità essenziale per imparare a controllarsi. Fare giochi attivi con i vostri figli può aiutarli ad assumere il controllo degli impulsi mentre si divertono.

Alcuni giochi sono particolarmente indicati per sviluppare l’attenzione, seguire istruzioni e controllare il corpo contenendo i movimenti in un momento dato.

Le abilità di funzionamento esecutivo di un bambino costituiscono la sua capacità di pensare, pianificare, risolvere problemi ed eseguire compiti. Aiutare i nostri figli a sviluppare le loro capacità di funzionamento esecutivo permette loro di non reagire istintivamente e iniziare a pensare un po’ di più alle loro azioni.

I giochi di memoria sono ottimi in tal senso. La memoria a breve termine è vincolata al miglioramento del controllo dell’impulso, poiché il carico cognitivo della corteccia frontale si illumina, dunque è maggiormente capace di gestire l’impulsività.

Praticare arti marziali, ginnastica, meditazione, yoga o nuoto sono tutte attività che possono aiutare i bambini a controllare le emozioni, dato che insegnano a respirare in modo corretto e a concentrarsi.

I bambini sono anche in grado di stabilire e lavorare su delle mete. Aiutare vostro figlio in tal senso ne migliorerà il funzionamento esecutivo e l’autocontrollo.

Karate bambini

Regolare le emozioni

L’autoregolazione emotiva, che inizia a partire dai 4 anni, è uno dei compiti evolutivi più complessi che l’essere umano affronta, con maggiore o minor successo, durante il proprio sviluppo.

Grazie a uno studio condotto per più di 30 anni, lo psicologo Mark Greenberg ha dimostrato che quando ai bambini vengono insegnate le giuste abilità per calmarsi, viene spiegato loro come riconoscere i propri sentimenti e come parlarne in modo adeguato, migliorano naturalmente le loro abilità relazionali e accademiche.

Altri grandi eruditi, come Antonio Damasio, sostengono che le emozioni influiscono sulle funzioni strettamente cognitive come la percezione, la memoria e l’attenzione. È più che dimostrato, dunque, che emozione e cognizione non sono processi indipendenti, bensì sono intimamente relazionati.

I nostri bambini, pertanto, saranno molto più intelligenti e si adatteranno molto meglio conoscendo le proprie emozioni e gestendole in modo costruttivo.

Quando un bambino impara a riconoscere i suoi sentimenti e ad accettarli, migliora la propria sicurezza psicologia e la propria autostima. Prova una sensazione estremamente preziosa: che lui è “il padrone dei suoi sentimenti”.

Per poterlo aiutare in questo processo, noi adulti abbiamo la responsabilità di offrirgli un aiuto costruttivo e per farlo dobbiamo riconoscere i nostri limiti in questo difficile compito. Non potremo insegnare ai nostri figli a controllare le emozioni se noi per primi non accettiamo i nostri sentimenti negativi che causano tensioni e se non impariamo a gestirli senza rifiutarli.