Bambini problematici: celano emozioni che non sanno esprimere

· 8 Dicembre 2018
I bambini problematici spesso stanno solo cercando di esprimere le loro emozioni e i loro bisogni.

Dietro i bambini problematici si celano circostanze emotive che li spingono a essere ribelli o disobbedienti. Affrontare questi problemi di condotta infantile è molto complesso. Ciò nonostante è fondamentale insegnare al bambino a gestire ciò che prova.

Al contrario di ciò che si crede, qualsiasi castigo fisico, sgridata o parola detta con un tono di voce più alto del normale intensificano la frustrazione e le emozioni negative. Le quali si appropriano dei bambini problematici, distruggendo la loro autostima.

Per questo motivo, prima di cercare le possibili ragioni per cui abbiamo un figlio “difficile”, è utile capire qualcos’altro. Dietro la sua condotta indesiderata ci sono dei bisogni insoddisfatti che richiedono maggiore attenzione.

Bambini problematici o bambini esigenti

Molti genitori si lamentano per il comportamento dei loro figli. A volte infatti, questi attraverso i capricci o la disobbedienza sfogano in modo non appropriato emozioni cariche di rabbia o dimostrano i loro bisogni affettivi.

Davanti a queste situazioni così stressanti, molte madri nono sanno cosa fare. Sono arrivate a chiedersi: “Sono una madre cattiva?” “Cosa sto facendo male?”. Tuttavia, si tratta semplicemente si ammettere che si trovano davanti a bambini esigenti.

Probabilmente questi bambini problematici non sanno manifestare correttamente i loro bisogni e le loro carenze affettive. Può darsi che trovino nei comportamenti cattivi un modo che permetta loro di richiamare l’attenzione dei genitori. Piangono in eccesso, dormono poco e passano dal riso al pianto in questione di istanti.

Questi piccoli “iper-esigenti” hanno bisogno di più aiuto, parole e sicurezza. Negargli questo, è l’errore più grave che si possa commettere durante l’educazione del bambino. Fa parte della responsabilità di ogni padre dimostrare grandi quantità di pazienza e amore.

Bambini problematici ed emozioni bloccate

I bambini problematici spesso creano un alto livello di stress nei propri genitori. Questo però, è dovuto al fatto che soffrono di blocchi emotivi e non conoscono il modo di esprimere le proprie emozioni. La missione dei genitori deve essere quella di sbloccare questi sentimenti.

Bambino che piange

Affinché queste emozioni fluiscano liberamente sono necessari una buona comunicazione e molto affetto. Questi bambini problematici non hanno bisogno di altro se non comprensione. Devono riuscire ad abbandonare questa postura ermetica, riconoscendo cosa gli sta succedendo e manifestandolo nella maniera corretta.

Quindi, se il bambino mette un muro, non costruite una fortezza attorno a lui. Lasciate a un lato le punizioni che tendono ad isolarlo, a chiudersi in se stesso trascurando i suoi bisogni e le sue lacune.

Arrivare a loro non è sempre un compito facile. Cercate però, di farli sentire a loro agio e sicuri nel momento di liberarsi ed esprimere questi sentimenti che tengono chiusi dentro di loro. In questo modo riusciranno a sfogarsi e a conoscere se stessi.

Cosa c’è dietro ad un bambino problematico?

  • Sono bambini con una basa autostima, insicuri e con sentimenti di incomprensione.
  • Hanno bisogno di essere riconosciuti per le loro azioni e i loro successi.
  • La loro insicurezza genera il bisogno di commenti positivi frequenti.
  • Provano spesso gelosia. Per questo cercano di richiamare l’attenzione dei loro genitori per sentirsi amati.
  • Provano con maggior intensità quelle che sono riconosciute come emozioni negative (paura, tristezza, solitudine).

Mano a mano che questi bambini difficili crescono, i loro sentimenti di insicurezza sommati a certe sensazioni di mancanza di riconoscimento spesso di traducono in reazioni spropositate. Tuttavia, dentro questi bambini non si trova altro che dolore, solitudine, tristezza e sofferenza.

Ecco perché è così importante che aiutiate i vostri figli a capire, gestire e canalizzare le loro emozioni. Per riuscirci è fondamentale educare la loro intelligenza emotiva. In più, si devono offrire strategie che riducano questo bisogno di aiuto esterno per sentirsi bene.

I bambini problematici passano dal riso al pianto molto velocemente

Come comportarsi con i bambini problematici?

  • Appellatevi al potente aiuto positivo. Si tratta di una strategia educativa molto utile. Non consiste semplicemente nel dare un abbraccio al bambino quando fa qualcosa di sbagliato, ma che evita la punizione che genera reazioni infantili negative. Avvicinatevi al piccolo. Chiedetegli perché si comporta così. Spiegategli i suoi errori. Poi insegnategli l’atteggiamento corretto. Infine utilizzate la forza della positività. “Ho fiducia in te”. “So che puoi farcela”. “Sono qui per aiutarti e ti voglio bene, non deludermi”. Non c’è posto per lamentele ne rimproveri. Questi causano più rabbia e ansietà. Una parola positiva genera un’emozione positiva.
  • Educate la sua intelligenza emotiva. Questo fattore è fondamentale nell’educazione di qualsiasi bambino. È necessario affinché possa identificare le sue emozioni e tradurle in parole. “Cosa provi?”. Chiedeteglielo sempre e offritegli parole appropriate per ogni situazione che vive. Siate recettive e empatiche. Favorite un dialogo fluido e piacevole nel quale ci sia fiducia, confidenza. Non prendete in giro ne ridete per ciò che il bambino dice.
  • Evitate di giudicare o fare paragoni. Non esiste un peccato materno più grande che paragonare il bambino problematico con fratelli, cugini o altri bambini. In più, non è raccomandabile accusarli con sentenze o etichette come “sei cattivo”, “ti comporti sempre male”, ecc. È meglio cercare il momento giusto per parlare con il piccolo, utilizzare un tono piacevole e cercare di capirlo.
  • Favorite il suo equilibrio interiore. Insegnate a vostro figlio che ogni emozione può convertirsi in parole capaci di essere condivise. Spiegategli che non è sbagliato piangere e che voi sarete sempre disposte ad ascoltarlo. In più, può essere utile svolgere insieme attività che possono distrarlo come la respirazione, il rilassamento, ecc.