Come evitare di crescere dei bambini capricciosi

14 Giugno 2019
Tutti i genitori ricordano un momento imbarazzante in cui i loro figli hanno fatto i capricci in pubblico e in modo plateale. Per evitare che si ripeta, ecco alcuni consigli per evitare di crescere bambini capricciosi.

I bambini sono “esigenti” perché hanno bisogno di soddisfare i loro bisogni primari. Piangono perché hanno sete, fame, per il pannolino sporco o perché vogliono dormire. Diventano capricciosi quando diamo loro più di quello di cui hanno bisogno e questo si traduce spesso nell’incapacità di apprezzare ciò che hanno, innescando un meccanismo di continue richieste: vogliono sempre di più.

Quando i bambini sono piccoli chiedono tutto quello che desiderano perché non conoscono nessun altro modo per ottenerlo. Questo atteggiamento è considerato normale fino ai quattro anni al massimo. Tuttavia, dopo questa età, può capitare che facciano delle richieste in modo insistente e facendo i capricci.

Come genitori ricordiamo sicuramente l’imbarazzo provato in una riunione di famiglia o in una festa con amici quando i nostri figli, per un motivo o per un altro, hanno fatto i capricci in maniera insistente e plateale. La verità è che a volte siamo inconsapevolmente responsabili di questo atteggiamento. Senza alcun dubbio è meglio evitare di educare dei bambini capricciosi. Questo farà bene ai vostri figli ed anche a voi stessi.

Alcune caratteristiche dei bambini capricciosi

Le continue richieste dei bambini diventano spesso esagerate causando situazioni di tensione e scatti d’ira che rovinano le riunioni tra amici o la normale vita familiare.

In generale, i bambini molto piccoli tendono ad essere particolarmente capricciosi. Sin dall’inizio, è importante imparare il modo attraverso il quale affrontare queste situazioni. In questa maniera, non prolungherete questo atteggiamento nel tempo evitando dei possibili problemi nella personalità nel futuro adolescente.

bambini capricciosi

A volte però, non è facile capire se un bambino è capriccioso o meno. Per questo motivo, è importante conoscere quali sono le caratteristiche più comuni di questo tipo di comportamento:

  • Un bambino capriccioso è generalmente testardo. È capace di lamentarsi a lungo, arrabbiarsi o avere degli attacchi d’ira per attirare l’attenzione ed ottenere ciò che vuole, soprattutto se l’oggetto dei suoi desideri gli è stato negato in anticipo.
  • La mancanza di empatia e la scarsa capacità di apprezzare e soddisfare i desideri e i bisogni degli altri è una delle caratteristiche principali di un bambino egocentrico. Per lui tutto ruota intorno ai suoi “capricci” e ai suoi desideri.

Questo tipo di atteggiamento lo rende un bambino infelice e insoddisfatto che è tranquillo solamente quando i suoi desideri a breve termine sono soddisfatti. Una volta appagati i suoi “capricci”, ha subito bisogno di qualcosa di nuovo.

  • Non apprezza le cose e spesso le trascura. Questo atteggiamento nasce dal fatto che può ottenerne facilmente altre attraverso i suoi capricci.

Di conseguenza, crede di poter ottenere tutto ciò che vuole con poco o, addirittura, nessuno sforzo. Questo comportamento gli impedisce di apprezzare il valore del lavoro, della disciplina e della buona educazione.

L’atteggiamento capriccioso di un bambino può essere corretto se vengono cambiati i comportamenti inadeguati che hanno causato questa situazione. Quando fate notare ai vostri bambini che stanno sbagliando, dovete essere fermi e determinati.

Alcuni consigli

bambini capricciosi

Se la situazione di vostro figlio è simile a quella che abbiamo descritto in precedenza, eccovi alcuni consigli che possono esservi utili per correggere il suo comportamento:

  • È importante che il bambino comprenda la differenza tra capriccio e bisogno. Se gli comprate un giocattolo, evitate di sostituirlo subito con un altro quando ve lo chiede. Deve accontentarsi di quello che ha per un po’ di tempo.
  • Se fa i capricci perché non vuole finire di mangiare qualcosa che desiderava, perché ha un gusto diverso da quello che si aspettava, provate a fargliela mangiare lo stesso. In questo modo, la prossima volta ci penserà due volte prima di chiedere insistentemente di soddisfare le proprie voglie.
  • Le regole e le limitazioni aiutano il bambino a comprendere cosa può e cosa non può fare. Prima vengono definite, meglio le comprenderà.
  • Per evitare dei capricci continui, potete stabilire delle regole. Ad esempio, che l’acquisto dei dolci venga fatto solo la domenica o che i giocattoli si comprino nelle occasioni speciali.
  • Con i bambini più piccoli, una soluzione efficace è la tecnica del “depistaggio”. Consiste nel trovare un’alternativa, qualcosa di diverso da quello che volevano, ma che sia sufficientemente attraente da far dimenticare l’oggetto del loro desiderio.

È di fondamentale importanza che il compito di educare i figli capricciosi sia svolto da entrambi i genitori. Se uno di loro è più permissivo dell’altro, è molto probabile che il bambino si rivolga a lui (o a lei) quando riceve una risposta negativa ad una sua richiesta.

È normale che i parenti o gli amici, non essendo a stretto contatto con i bambini, siano più permissivi e soddisfino con più facilità i loro capricci. Questi gesti non devono essere vietati, ma si deve far comprendere al bambino che si tratta di situazioni particolari che non possono essere ripetute in ogni occasione.

Bisogna imparare a dire “no” nello stesso modo con cui si dice “sì”. Cercate di farlo con dolcezza, senza arrabbiarvi e senza farvi influenzare dalle possibili reazioni (che saranno sicuramente diverse rispetto a quando ricevono un “sì”).

Siate decisi quando il bambino reagisce male ad un “no” e non negoziate le decisioni già prese. Questo vi aiuterà a riflettere bene sulla risposta che gli darete. Quando avete preso una decisione, mantenetela fino alla fine. Fate che il “no” sia la risposta ad una situazione specifica e non la conseguenza di uno stato d’animo. Non rispondete “no” perché siete arrabbiati, stanchi o perché in precedenza avete detto “no” a comportamenti simili.

  • Beyebach, M., & de Vega, M. H. (2013). Cómo criar hijos tiranos: manual de antiayuda para padres de niños y adolescentes. Herder Editorial.
  • QUICHIMBO, C., & ELOÍSA, C. (2013). La sobreprotección de los padres como factor determinante en el desarrollo del aprendizaje de los niños/as del cuarto año de educación básica, paralelos “a” y “b” del centro educativo “bautista” de la ciudad de Ambato, provincia de Tungurahua (Bachelor’s thesis). https://www.medigraphic.com/cgi-bin/new/resumen.cgi?IDARTICULO=8088
  • Prado, E., & Amaya, J. (2005). Padres obedientes, hijos tiranos: una generación más preocupada por la amistad que por su papel como padres. Trillas.