Cyberbullismo: cosa prevede la legge italiana

· 21 Aprile 2019
Nell'ambito scolastico assistiamo a molte situazioni di quello che viene chiamato cyberbullismo. Però c'è molto di più, soprattutto in un mondo dove le reti sociali ed il mondo digitale sono presenti ogni giorno. Cos'è il cyberbullismo?

Il cyberbullismo è una realtà che purtroppo vivono molti bambini e ragazzi in tutto il mondo. Questa forma di violenza è sempre più frequente ed ha effetti molto negativi per il loro sviluppo e benessere. Inoltre, viola i diritti fondamentali e provoca un danno emotivo e psicologico alle vittime ed ai loro familiari.

La politica pubblica ha trattato il cyberbullismo riconoscendolo come reato. Quello che è stato fatto con “La buona scuola” darà i suoi frutti solo nel tempo e speriamo vivamente di poterli vedere quanto prima.

Il problema è serio e va affrontato sotto i vari aspetti. Quello giuridico, quello psicologico, educativo, familiare, mediatico… Oggi analizzeremo alcuni aspetti giuridici del cyberbullismo.

Cos’è il cyberbullismo?

Il cyberbullismo è una forma particolare di bullismo scolastico. Si tratta della violenza tra pari che avviene nel contesto sociale cibernetico. Ne sono coinvolte le relazioni sociali che si creano all’interno della vita scolastica. Ci sono alcune forme di violenza vincolate al cyberbullusimo, come la discriminazione, l’omofobia e la repressione tra le altre.

Questo comportamento è definito come una condotta di persecuzione psicologica di un alunno contro un altro. Il bullo sceglie la sua vittima e realizza ripetuti attacchi. Si tratta di un’azione negativa ed intenzionata dalla quale la vittima non è in grado di uscirne da sola.

Per essere considerato tale, il cyberbullismo richiede che esista una situazione di disuguaglianza di potere tra il bullo e la sua vittima. Questa disuguaglianza può essere fisica, psicologica o sociale. Deve anche esistere una chiara intenzione di danneggiare, insieme alla reiterazione e continuità di questo tipo di aggressione.

Differenze tra bullismo scolastico e cyberbullismo

Sicuramente il cyberbullismo condivide molte somiglianze con il bullismo scolastico. Ma la sua particolarità è che gli aggressori utilizzano le nuove tecnologie per umiliare, intimidire, tormentare o minacciare le proprie vittime. Le principali sono le reti sociali, gli SMS, la posta elettronica, Whatsapp…

Differenze tra bullismo scolastico e cyberbullismo

Anche i danni che causa questo tipo violenza sono diversi, dato che nel cyberbullismo c’è una violazione della privacy. Questa avviene principalmente attraverso la diffusione di video o foto compromettenti senza il consenso della vittima.

Un’altra caratteristica di questo tipo di violenza è che il numero di spettatori è più elevato del bullismo scolastico tradizionale. Inoltre il cyberbullismo non si limita al solo ambiente scolastico ma perseguita la vittima in ogni momento e in ogni luogo.

Dal punto di vista giuridico, sia il bullismo scolastico che il cyberbullismo costituiscono una violazione dei diritti fondamentali dei minori. Questi due tipi di violenza provocano un grandissimo danno psicologico alle vittime ed ai loro familiari.

In alcune occasioni, le conseguenze sono state fatali dato che il bullismo è terminato con il suicidio dei minori. La gravità di queste situazioni ha portato la Camera ad approvare la legge 29 maggio 2017 n.71, Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo.

Cyberbullismo: cosa prevede la legge italiana

Ecco, in pratica, cosa prevede la legge italiana sul cyberbullismo:

  • All’interno degli istituti scolastici, è previsto un docente di riferimento per dar luogo ad iniziative di prevenzione e contrasto. Questo con l’aiuto delle autorità come la Polizia Postale ed i centri di aggregazione giovanile presenti nel territorio. Da parte sua anche il MIUR adotta linee di orientamento per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo garantendo una formazione professionale del personale scolastico.
  • I servizi del territorio sono incaricati alla promozione di progetti personalizzati a sostegno delle vittime. Sono anche incaricati alla rieducazione dei bulli attraverso attività sociali all’interno dell’istituto scolastico o di altre associazioni incaricate.
  • Il dirigente scolastico ha l’obbligo di informare i genitori delle vittime ed attuare le sanzioni previste dal regolamento d’Istituto.
  • I minori o i familiari coinvolti possono richiedere l’oscuramento, il blocco o la rimozione del materiale diffuso al gestore del sito internet, che deve avvenire entro le 24 ore. Se questo non si verifica dovrà essere fatta la stessa richiesta al Garante della Privacy che provvederà alla rimozione entro le 48 ore successive.
  • Se il caso di cyberbullismo non viene querelato o denunciato in base agli articoli 594, 595 e 612 del codice penale vi sarà un ammonimento da parte del questore che convoca il minore ed un genitore.
  • La Presidenza del Consiglio dei ministri prevede l’istituzione di un tavolo tecnico di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo e la realizzazione di una banca dati che monitora il fenomeno. Periodicamente dovrà svolgere attività di sensibilizzazione e prevenzione sul cyberbullismo sia in ambito scolastico che non.
Cyberbullismo: cosa prevede la legge italiana

Configurazione dei reati

Per concludere, la legge non prevede pene per il reato di cyberbullismo in generale ma si rifà alle normative vigenti sui reati derivati dalle azioni del bullo, come per esempio:

  • Violenza privata
  • Aggressione
  • Molestie
  • Estorsione
  • Diffamazione e diffamazione aggravata
  • Ingiuria
  • Furto d’identità
  • Pornografia infantile
  • Violazione della privacy
  • Ecc. ecc.