Esercizi pratici per attivare il linguaggio

· 27 Agosto 2017

I primi mesi della vita dei neonati sono silenziosi perché loro non sanno ancora parlare. In questa fase il pianto è il sostituto di qualsiasi altra espressione e noi genitori non vediamo l’ora che dicano la loro prima parola. Siate furbi e fate degli esercizi pratici per attivare il linguaggio del vostro piccolo: è un modo per accorciare le attese.

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Stimolare nostro figlio perché impari a parlare è relativamente semplice, ma le attività che possiamo realizzare in casa per riuscirci non sono molto conosciute.

In questo articolo vi sveliamo alcuni esercizi utili, raccomandati per bambini tra i 6 e i 36 mesi.

Attivate il linguaggio con questi esercizi pratici

Come sviluppare l’acquisizione del linguaggio è una domanda a cui sperano di avere risposta molte persone, perché genitori, specialisti, educatori e maestri hanno tutti il compito di aiutare i bambini a parlare.

Per attivare il linguaggio è necessario avere delle conoscenze in merito alle azioni da realizzare, ma non tutte sono tanto complicate da richiedere l’intervento di un esperto. Ecco le pratiche più semplici per ottenere questo piccolo ma importante obiettivo.

1° esercizio: lettura di racconti

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I racconti per bambini hanno tutte le caratteristiche per essere compresi e stimolano la loro capacità emotiva, per questo bisogna scegliere quelli indicati per la loro specifica età.

Per esercitarsi per mezzo della lettura di racconti, interrogateli su qualche disegno del libro perche lo indichino.

2° esercizio: il teatro della marionette

Questo divertente esercizio permette ai bambini di interessarsi al dialogo dei personaggi. Burattini e marionette per bambini sono degli abili maestri per l’attivazione del linguaggio perché i piccoli si sforzano a parlare, descriverli e rispondere loro.

Il teatro si può ampliare con oggetti che servano per creare dei simboli all’interno della conversazione. Sono utili anche travestimenti e drammatizzazioni.

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3° esercizio: giochi partecipativi tradizionali

Tutti quei giochi che contengono qualche canzone o balletto, per mezzo dei quali i bambini devono interagire con l’esecutore, sono utili per attivare il linguaggio. Queste attività di solito sono accompagnate da rime, frasi e suoni che obbligano a rispondere, continuare o agire in base al contenuto.

4° esercizio: le canzoncine per bambini

Lo scopo di queste canzoncine è quello di insegnare qualcosa ai bambini, ma contengono un elemento segreto che le rende irresistibili e che permette loro di divertirsi mentre imparano.

Queste composizioni vengono riempite di termini dell’infanzia, sono semplici, inverosimili e divertenti. Questo favorisce la ripetizione insistente da parte dei piccoli, prima in sillabe e poi in frammenti più lunghi.

 

5° esercizio: le immagini

Per cominciare a masticare questo codice astratto conosciuto come “segno linguistico”, è importante che il bambino colleghi le immagini che vede con la parola che le definisce.

Possiamo provare a mostrargli foto, disegni e immagini diverse per offrirgli informazioni semantiche e dialettiche. Si raccomanda di descrivere tutto quello che vede in quelle immagini per riuscire a creare in lui delle idee e acquisire lessico nuovo.

Qual’è l’età raccomandata per cominciare questi esercizi?

Di solito a partire dai 6 mesi il piccolo comincia a dare segnali di comprensione di un sorriso, sta attento quando gli si parla e fa i suoi primi suoni. In quel momento è necessario cominciare con lo stimolo adeguato.

Tra i 9 e i 18 mesi il neonato è in grado di rispondere con sillabe doppie, può indicare quello che vuole, rifiuta o accetta, conosce il nome di molte cose e molte persone, comincia a usare gesti con un significato.

Dal secondo anno dice parole complete e dimostra di conoscerne il significato; questo vuol dire che è pronto per essere stimolato con gli esercizi destinati ad attivare il linguaggio.

A 36 mesi il bambino è capace di completare tutti gli esercizi descritti precedentemente, alcuni con più abilità rispetto ad altri, ma almeno con i requisiti di base. Se così non fosse, si raccomanda di consultare uno specialista.