Giocate con il vostro bambino per stimolarlo

· 22 settembre 2016

Tutti impariamo giocando e, infatti, il gioco è il modo migliore di acquisire nuove conoscenze e di sviluppare le proprie abilità in diversi ambiti della vita. Quindi, giocate con il vostro bambino per stimolarlo! In questo articolo vi daremo alcuni consigli su come giocare con loro a seconda dell’età.

Per alcuni, sembra incredibile che, quando i bambini giocano, in realtà stanno anche imparando, stanno crescendo. Basta vedere come alcuni imparano le lingue straniere attraverso le canzoni per dimostrare che, grazie a ciò che consideriamo un “gioco”, i bambini imparano e crescono.

Facendo buon uso delle attività ludiche, i bambini imparano a comunicare con le persone che li circondano. Giocare con lui è tanto importante quanto parlargli o prendersi cura della sua salute e della sua dieta.

Alcune guide per genitori compilate dai pediatri spiegano che, durante i primi anni di vita del bambino, ci sono delle azioni e dei giochi che possono favorire il suo apprendimento, stimolare la sua curiosità e sviluppare le sue abilità psicomotorie.

I pediatri sottolineano che il giusto tipo di stimolazione ha dei benefici molto chiari, sia dal punto di vista fisico, sia intellettuale, sociale ed emotivo. Tutto deve essere fatto come se fosse un gioco e non bisogna mai costringere il bambino a fare qualcosa.

Non serve esagerare, pochi minuti al giorno bastano per fare alcuni dei giochi o delle attività che vi spiegheremo in questo articolo.

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Il gioco a seconda dell’età

È importante scegliere il gioco e la strategia giusta per stimolare il vostro bambino attraverso i giochi a seconda della sua età. Durante i primi tre mesi di vita, per esempio, potete farlo sdraiare a pancia in su e fargli vedere dei giocattoli dai colori vivaci, muovendoli da un lato all’altro.

Potete anche parlargli guardandolo negli occhi, cantare per lui, sorridergli, accarezzargli la guancia e gli angoli della bocca o fare dei suoni diversi quando siete vicino a lui.

Non abbiate paura di introdurre un dito nel palmo della sua mano, di muovergli le braccia o il corpo da un lato all’altro o di stirargli le gambe tenendolo dai talloni.

Quando è sdraiato a pancia in giù, potete anche mostrargli degli oggetti mettendoglieli davanti al viso e alzarli quando inizia a fissarli.

Il gioco è un’attività fondamentale per lo sviluppo e la formazione del bambino […]. La qualità e la quantità delle ore che il bambino trascorre a giocare, si trasformeranno in conoscenze, atteggiamenti e abilità sociali necessarie per la sua vita da adulto.

-Rosa Jove, psicologa-

Movimento e colori

Tra i tre e i sei mesi di vita, potete continuare a ripetere le attività fatte durante il suo primo trimestre. Inoltre, potete dargli dei bacetti sulle mani, fargli la linguaccia quando vi guarda e fare dei rumori con le labbra.

Riuscirete a stimolarlo anche prendendo le sue manine e avvicinandole fino a farle toccare. Potete anche tirarlo delicatamente dalle braccia per farlo mettere a sedere.

Vi consigliamo di fare una leggera pressione sulla pianta dei suoi piedi, così che faccia lo sforzo di stendere le gambe. Cercate di mettergli in mano degli oggetti e poi toglieteglieli quando li afferra.

Tra i sei e i nove mesi di vita, potete mostrargli degli oggetti dai colori accesi o che emettano dei suoni per invitarlo a seguirli con lo sguardo, avvicinarli a lui e poi allontanarli, nasconderli, ecc.

Anche mostrargli uno specchio perché si osservi mentre ripetete il suo nome, coprirgli il viso con un fazzoletto e aspettare che lo tolga ripetendo il suo nome, parlargli gesticolando e ripetere le sillabe sono degli ottimi stimoli per la sua età.

Non deve essere un gioco complicato, potete raccontare quello che state facendo con un linguaggio chiaro, dargli degli oggetti perché li afferri con le mani e invitarlo a sbatterli l’uno contro l’altro, fargli vedere i piedini mettendogli dei calzini colorati e stimolarlo a girare il corpo stendendovi accanto a lui e chiamandolo.

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Giocare e riconoscere

La psicologa Rosa Jove assicura che il gioco spontaneo e creativo è molto più efficace se svolto con oggetti quotidiani che il bambino può usare come preferisce, a seconda di ciò che gli suggerisce la sua immaginazione.

Questo gli servirà per esplorare il mondo e scoprire nuove possibilità, usi e dimensioni dell’oggetto e dell’esperienza. Ricordate che tra i nove e i dodici mesi potete iniziare a leggergli delle storie che abbiano dei disegni di animali, imitando i loro suoni.

Un altro gioco semplice consiste nel fargli toccare delle diverse consistenze, giocare a cambiare le espressioni del viso, fare rumori con la lingua o con le labbra, dargli dei baci, soffiare, avvolgere i suoi giocattoli in della carta che faccia rumore e aspettare che li scarti.

Vi consigliamo anche di dargli dei cubi di diverse dimensioni da inserire e togliere, di avvicinargli i piedi alla bocca, di aiutarlo a mettersi in piedi e a camminare reggendolo per le ascelle o per le mani. In questo modo, lo aiuterete a sviluppare la sua motricità.

Tra i 12 e i 15 mesi dovete aiutarlo a camminare e a salire le scale prendendolo per le mani. Insegnategli a mettere gli oggetti nei recipienti, a fare le torri con i cubi, a colorare sui fogli, a sfogliare le pagine di un libro, a reggere un cucchiaio, a bere da un bicchiere, ad aprire e a chiudere i recipienti o a incastrare gli oggetti.

Potere anche mostrargli le parti del corpo e insegnarli a riconoscersi nelle fotografie o nello specchio. Si tratta di un gioco che stimola la sua memoria e i processi cognitivi in generale.

A quest’età, potete anche chiedergli di aiutarvi quando lo spogliate, di mangiare da solo, oppure stimolare la masticazione. Inoltre, potete dargli dei piccoli compiti e fargli portare o riportare degli oggetti.

Più avanti, verso i 18 mesi di vita, è ottimo aiutarlo a salire e scendere le scale e a prendere a calci un pallone. Anche indicargli dei disegni familiari sui libri è uno stimolo molto importante per lo sviluppo del linguaggio, oltre a parlargli con frasi chiare e semplici, nascondere le cose per casa e poi spingerlo a trovarle.