Dolore addominale in gravidanza: quali sono le cause?

06 settembre, 2020
Il dolore addominale in gravidanza non è un sintomo grave. L'importante è conoscerne le cause per essere sicuri che non ci siano altri problemi.

Durante la gravidanza il corpo delle donne sperimenta molti cambiamenti. La pancia cresce, si ha una maggiore sensibilità e ci si sente a disagio per alcune cose. Durante questo periodo è molto comune avere le nausee e dei leggeri crampi alla pancia che possono spaventare le future madri. Il dolore addominale in gravidanza non è un sintomo grave, ma è importante conoscerne le cause.

In linea di principio è normale avere delle coliche durante la gravidanza. Nel primo periodo sono abbastanza frequenti, proprio come le contrazioni negli ultimi mesi. Se sono sporadiche e il dolore è lieve, non bisogna preoccuparsi.

Possono essere dovute alla presenza di gas o alla costipazione provocata da alcuni ormoni gestazionali che rallentano la digestione. Può anche accadere che i legamenti che sostengono l’utero si siano allungati. Questo accade se si è fatto dello sport o dei movimenti bruschi.

Dolore addominale in gravidanza: quando non è normale?

Se in gravidanza il dolore addominale è forte e persistente, bisogna consultare un medico il prima possibile. Se si hanno anche febbre, vomito o altri sintomi preoccupanti, è molto probabile che ci sia qualcosa che non va. È possibile che abbiate contratto un virus o un’infezione. In questi casi bisogna rivolgersi immediatamente ad un medico.

Ci sono una serie di gravi infiammazioni che possono causare il dolore addominale in gravidanza. Alcune di esse, come la peritonite o l’appendicite, non sono correlati con la gravidanza.

Nel secondo caso, ad esempio, siamo di fronte ad una infiammazione dell’appendice che richiede una semplice operazione. Nel primo caso, invece, il rischio aumenta perché l’infiammazione del peritoneo è molto pericolosa.

Donna incinta con dolore alla schiena.

Problemi relazionati alla gravidanza

Gravidanza extrauterina

La gravidanza extrauterina si verifica quando l’ovulo viene fecondato al di fuori dell’utero, in genere nelle tube di Falloppio. I sintomi che presenta sono importanti emorragie, dolore alle spalle, all’addome, al bacino.

In quest’ultimo caso il dolore è dovuto all’accumulo di sangue nel diaframma e può verificarsi se una delle tube è danneggiata. Questo tipo di gravidanza, di solito, richiede un aborto indotto perché, se le tube di Falloppio si rompono, le conseguenze per la madre potrebbero essere fatali.

Dolore addominale in gravidanza e aborto spontaneo

L’aborto spontaneo è una causa molto frequente del forte dolore addominale in gravidanza. Di solito, si verifica tra le tredici e le venti settimane di gestazione ed è accompagnato da sanguinamento. Inoltre, può provocare dei crampi alla schiena e l’improvvisa scomparsa di altri sintomi gestazionali.

È una situazione straziante per la madre, ma dobbiamo prendere in considerazione la saggezza della natura. Se l’embrione non è pronto a sopravvivere, è meglio che il corpo lo elimini. Le gravidanze successive potranno essere più proficue.

Dolore addominale in gravidanza e distacco della placenta

Si tratta di una grave complicazione della gravidanza. Si verifica quando la placenta si stacca (parzialmente o totalmente) dall’utero prima del momento del parto. A volte la madre se ne accorge per una grande perdita di sangue, altre volte, invece, la perdita di sangue non c’è rendendo la situazione più pericolosa.

Di solito questo evento è accompagnato da crampi, contrazioni e dolori alla pancia. È possibile anche che non si senta più la presenza del bambino. In genere si verifica durante il terzo trimestre di gravidanza e può essere il segnale di un parto prematuro.

Donna incinta seduta sul letto con dolore alla schiena.

Preeclampsia

L’ipertensione e la presenza di proteine nelle urine ci permettono di diagnosticare la preeclampsia. Nei casi più gravi può provocare dei forti mal di testa o la miopia. Questa sindrome può anche impedire di respirare correttamente e provocare gonfiori nel corpo.

Se notate uno di questi sintomi, consultate immediatamente un medico. Se non viene trattata in tempo, la preeclampsia può danneggiare il fegato, il cervello, i reni, e il feto. È possibile anche che si verifichi un rapido e inconsueto aumento di peso dovuto alla ritenzione idrica.

Parto prematuro

Si parla di parto prematuro quando il bambino nasce prima della 37a settimana di gestazione. Le contrazioni ci indicano che il bambino sta per nascere. La pressione nella pelvi aumenta così come la secrezione di liquidi dalla vagina.

Oggi i parti prematuri non presentano particolari problemi. I progressi della medicina consentono ad un bambino di sei mesi di sopravvivere grazie alle incubatrici, cosa impensabile mezzo secolo fa.

Se vi trovate in una delle situazioni elencate, mantenete la calma. Più calme sarete, più facile sarà controllare il dolore. La cosa più importante è seguire le indicazioni del medico o dell’ostetrico e lasciare che loro si occupino di tutto.

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