Insegnate a vostro figlio a non portare rancore

· 3 ottobre 2016

Come può essere felice qualcuno che prova un forte rancore? La vendetta è dolce come tutti affermano? La persona che si lascia dominare dal rancore è come il pesce che morde l’amo: ora è qualcos’altro che lo controlla. Non essere vendicativo, come riuscirci? Insegnate a vostro figlio a non portare rancore. Come? Vi aiutiamo con questo articolo.

Se vi chiedessero un’opinione, direste che il fuoco è un bene o un male? “Dipende”, potreste rispondere. In una fredda notte invernale davanti a un camino, probabilmente direste che il fuoco è una buona cosa. Ma quello stesso fuoco, se venisse lasciato senza controllo, potrebbe diffondersi rapidamente e bruciare tutta la casa. Di certo, allora, non pensereste più la stessa cosa.

Qualcosa di simile accade con le emozioni. Quando vengono espresse in modo controllato sono positive, perché possono aiutare, tra le altre cose, a rafforzare le relazioni con gli altri. Ma se non vengono controllate, possono avere un effetto disastroso su di voi e su chi vi circonda. Come potete insegnare a vostro figlio a non serbare rancore?

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Che cos’è il rancore o risentimento

È una protesta o collera per un’azione offensiva che può durare per molto tempo e ripresentarsi ogni volta che si ricorda tale offesa. Questo disagio può ostacolare e rendere impossibili le relazioni con l’offensore. La persona arriva a radicare sentimenti di vendetta. Per questo motivo, proviamo indignazione quando veniamo offesi o ci fanno dei torti in qualche modo.

Il punto è che, per natura, il nostro senso del bene e del male richiede che venga riparata qualsiasi ingiustizia. Per gli adulti è difficile non portare rancore, per i bambini può essere ancora più dannoso, poiché stanno formando il proprio carattere e la propria personalità e stanno anche creando legami di amicizia che, per un’offesa, possono facilmente rompersi.

Serbare rancore nel cuore è come assumere del veleno e aspettare che muoia l’altra persona.

La vendetta è dolce?

Esistono, ovviamente, diverse situazioni in cui i bambini avvertono il desiderio di vendicarsi, come quando ricevono un insulto, uno schiaffo o una spinta, oppure sono vittime di maltrattamenti fisici, furto o altri tipi di oltraggi a scuola.

Come reagiscono quando subiscono tali ingiustizie? Ovviamente, ci auguriamo che niente di tutto questo possa succedere ai nostri figli, ma consolarli dicendo cose come “non devi permetterlo” o “chi sbaglia paga”, non è affatto positivo.

Questo modo di pensare provoca solamente più dolore, perché gli atti vendicativi tendono a generare un’interminabile spirale di violenza. Come a volte si dice, “la vendetta provoca altra vendetta”. Come sono vere queste parole! Dedicare tutte le nostre energie ad alimentare il rancore ci nuoce enormemente.

“Colui che pensa che la vendetta sia dolce guardi il viso di chi ha vissuto per anni avvolto nel rancore. La sua stessa ira lo consuma. Gli fa spendere tempo ed energia, mentre continua a ribollire nelle proprie dolorose esperienze passate, lanciando maledizioni contro coloro che lo hanno ferito e progettando come vendicarsi.”

-Libro Saper perdonare e vivere senza rancore-

Come reagire alle offese

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  • Hai diritto a difenderti, ma evita le botte. È meglio parlarne col papà, la mamma o un maestro.
  • A volte accadono cose ingiuste. Invece di rimuginarci e riempirti di frustrazione, dimenticalo.
  • Se la lite è tra fratelli, amici, compagni di scuola, ricordate a vostro figlio che anche lui offende o fa cose che agli altri non piacciono. Se vuole il perdono, deve iniziare a perdonare.
  • Aiutatelo a non prendere tutto come qualcosa di personale. Quella che sembra un’offesa deliberata, potrebbe essere il risultato di un malinteso. Insegnategli ad essere di mentalità aperta quando è vittima di parole aspre o gesti cattivi.
  • Insegnategli che perdonare è una dimostrazione di amore e buon animo e che farlo lo potrà rendere più felice.
  • Dimostrate con il vostro esempio che non portate rancore e che sapete perdonare.

Molte volte, quando esiste un disaccordo tra due persone, entrambe sono convinte di avere tutta la ragione e che l’altra abbia tutta la colpa. Come risultato, due vecchi amici si ritrovano in guerra, per così dire.

Combattono con armi silenziose: uno volta le spalle quando l’altro passa e, se sono in un gruppo, non si rivolgono la parola. Da lontano, si guardano di traverso o con freddezza e rancore. Quando si parlano, lo fanno bruscamente o si insultano con parole che feriscono come coltelli.

“Non voglio parlare con quella persona e non voglio più rivederla”. Se qualche volta avete detto queste parole riguardo a qualcuno, dovete prendere accorgimenti immediati per riparare al danno e dare così il buon esempio a vostro figlio. Ricordate che il rancore non farà altro che rovinare un’amicizia, provocherà stress, angoscia emotiva e persino malattie cardiache.