Famiglie disfunzionali: come sopravvive il bambino?

13 maggio, 2020
Le famiglie disfunzionali sono famiglie i cui membri non ricevono ciò di cui hanno bisogno, in termini di attenzione e amore. Come fanno i bambini a cavarsela in situazioni simili? Con la resilienza.

Vi siete mai chiesti cosa succede nella mente di un bambino in un contesto disfunzionale? Come riesce a sopravvivere e andare avanti? Oggi vogliamo parlare della realtà delle famiglie disfunzionali.

Si definisce disfunzionale un nucleo familiare in cui uno o più membri non forniscono misure di cura, protezione ed educazione necessarie al resto del gruppo.

Le cause della disfunzionalità possono essere varie. Queste famiglie sono considerate prive delle risorse psicologiche di base necessarie alla convivenza. I membri della famiglia, in questo modo, devono affrontare numerosi ostacoli nel loro sviluppo emotivo e psicologico.

Caratteristiche delle famiglie disfunzionali

Sebbene siano strettamente correlate alla causa sottostante alla disfunzionalità, le caratteristiche si possono raggruppare in:

  • Eccessiva dipendenza. I membri della famiglia creano legami di interdipendenza che ostacolano lo sviluppo personale e la crescita.
  • Non appartenenza. Un’eccessiva lontananza emotiva genera sentimenti di solitudine e non appartenenza al nucleo familiare.
  • Assenza di regole e limiti. Uno squilibrio di potere tra familiari causa insicurezza e relazione di dominio-sottomissione.
  • Gerarchie di potere invertite. I genitori sottostanno alla volontà dei bambini. Questi ultimi diventano piccoli tiranni.
coppia preoccupata guarda un foglio di carta

  • Problemi di comunicazione. Il dialogo è scarso o assente e ciò genera problemi di convivenza, oltre a limitare la capacità di entrare in relazione con altre persone.
  • Ruoli e modelli di comportamento troppo rigidi. Non è contemplata la negoziazione, né alternative alla risoluzione dei problemi. Ciò che viene fissato all’interno di una regola viene mantenuto in modo inflessibile.
  • Mancanza di empatia: difficoltà a mettersi nei panni degli altri familiari e di dare significato alle emozioni e sentimenti altrui.
  • Alto livello di manipolazione emotiva. Sono tipici di questi contesti il senso di colpa, le umiliazioni e i ricatti.

Famiglie disfunzionali: quali conseguenze sul bambino?

Quando un bambino cresce all’interno di una famiglia disfunzionale, spesso finisce per assumere quello specifico ruolo che lo aiuta a sopravvivere in questo contesto. Il problema è che tale ruolo finisce in genere per estendersi a tutti gli aspetti della vita.

La famiglia è il primo contesto di socializzazione. Quello che impariamo tra le mura domestiche ci segneranno per tutta la vita.

Alcuni dei ruoli più comuni sono:

  • Sacco da boxe. Questo ruolo nasce dal senso di colpa del bambino. Se lo si è incolpato dei problemi familiari, penserà di dover incassare colpi per tutta la vita.
  • Ribelle. Non accetta la figura dell’autorità e quindi la rifugge.
  • Guardiano. È il bambino che si è fatto carico presto delle responsabilità dell’adulto. Ha dovuto risolvere problemi familiari o agire da mediatore nel conflitto tra genitori.
  • Tiranno. Non ha conosciuto norme e limiti, ha sempre ottenuto tutto quello che voleva. Di solito è iperprotetto e finisce per stare al vertice della gerarchia del potere familiare.
  • Inosservato. È il bambino eccessivamente timido e silenzioso. Poiché non è stato curato emozionalmente, tende a soffocare i propri sentimenti nella convinzione che questi non meritino attenzione. Non si reputano degni di essere amati.
Padre parla con la figlia

Resilienza vs Famiglia disfunzionale

La resilienza è la capacità di superare le difficoltà che si presentano e le circostanze avverse. Aiuta a superare situazioni traumatiche e raggiungere uno sviluppo emotivo e psicologico stabile.

La capacità di resilienza nei bambini è enorme. Sono programmati per affrontare ogni tipo di avversità anche se la stessa famiglia non fornisce loro le risorse necessarie a questo scopo.

Come ci riescono? È sufficiente che incontrino una persona che serva da base o supporto. Se almeno un membro della famiglia è in grado di offrire un legame funzionale, il bambino lo utilizzerà per costruire la propria personalità selezionandone gli aspetti più positivi.

Non è necessario, tuttavia, che questa persona sia un familiare. Anche a scuola o in un contesto esterno il bambino può trovare una figura d’attaccamento che lo aiuti a riformulare quei modelli di comportamento acquisiti che ne ostacolano la crescita.

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