Stress infantile: quando la causa è la fretta di mamma e papà

· 5 ottobre 2016

È importante rispettare il tempo di cui il bambino ha bisogno per portare a termine ogni sua attività. Lo stress infantile è causato da una relazione disfunzionale tra il bambino, la famiglia e la società. Ecco come può nascere lo stress nei più piccoli.

15 cause di stress infantile

Si chiama stress infantile la reazione, psicologica e fisiologica, del bambino di fronte a determinate esperienze negative.

Quando l’ambiente che circonda il bambino subisce cambiamenti che sfuggono al suo controllo, si produce uno squilibrio nel suo mondo emotivo.

Lo stress infantile provocato dalla fretta di mamma e papà è più frequente di quanto non crediamo, ma questo può essere dovuto anche ad altre cause:

Fattori sociali

1. Abuso sessuale
L’abuso sessuale, le molestie e altre violenze che riguardano la sfera sessuale del bambino.

2. Esposizione a disastri naturali
Terremoti, maremoti, tsunami, uragani, frane, inondazioni e tutti gli eventi naturali drammatici.

3. Esperienze spiacevoli
Qualsiasi situazione che sia frustrante per il bambino, ad esempio gli spaventi, la discriminazione e l’umiliazione.

4. Solitudine e scarsa vita sociale
Solitudine, isolamento dall’ambiente circostante o mancanza di contatto con i coetanei.

5. Troppe attività
Il peso eccessivo di un allenamento fisico e intellettuale, anche se volto al loro sviluppo professionale e a stimolarne l’intelligenza. Una routine sovraccarica di impegni e attività a discapito del tempo libero.

6. Maltrattamento familiare o bullismo

7. Paura
La paura di essere soli, del fallimento, dei rimproveri, di essere presi in giro. La paura degli animali, di alcune persone … qualsiasi tipo di paura.

La scuola

stress infantile-bullismo

8. Lo scherno dei compagni di classe

Commenti ironici sull’aspetto fisico, il modo di camminare, di parlare o di atteggiarsi. La discriminazione per non essere allo stesso livello degli altri, in quanto a disponibilità economiche, bellezza, intelligenza o altro.

9. La pressione scolastica

Gli esami, un cambio di scuola o il passaggio ad una scuola di grado superiore, il carico di studio, il voler essere il primo della classe.

La famiglia

10. Perdere o rompere un oggetto a casa, a scuola o in qualsiasi altro luogo.

11. La nascita di un fratello: porta cambiamenti drastici nella vita del bambino. Il figlio maggiore si rende presto conto di non essere più il piccolo di casa e di aver perso l’attenzione esclusiva degli adulti.

12. Problemi di salute: essere malato, essere ricoverato, subire esami dolorosi.

13. Le pretese degli adulti: dover essere il figlio più bravo, lo studente migliore, il più preparato per la vita, il più affettuoso, etc. Essere sempre e comunque il primo.

14. Un ambiente familiare e sociale violento: schiaffi, spintoni, urla, non dare ascolto alle loro opinioni e tutte le forme di violenza fisica e psichica.

15. Le cattive notizie: il divorzio dei genitori, la morte di un familiare o un amico, un trasloco che li costringa a cambiare la scuola e i compagni di classe, un improvviso cambiamento nella vita familiare.

Tutte queste situazioni possono generare cambiamenti nel comportamento del bambino e squilibrio emotivo.

Quando lo stress colpisce i più piccoli

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I sintomi dello stress infantile

I sintomi possono variare da bambino a bambino. Ecco i più comuni:

  • Emicrania
  • Tristezza
  • Mal di stomaco
  • Auto-lesionismo
  • Crisi di pianto senza motivo apparente
  • Indifferenza
  • Irritabilità eccessiva e violenza
  • Eccessiva introversione
  • Ansia
  • Perdite urinarie, specialmente notturne
  • Disturbi del sonno
  • Sudorazione
  • Poca fiducia in se stessi
  • Scarsa concentrazione
  • Eccessiva sensibilità
  • Paura di stare soli
  • Bassa autostima

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Nel corso dell’infanzia, ogni essere umano deve affrontare e superare moltissimi cambiamenti, che rappresentano un’occasione per imparare e adattarsi al mondo circostante.

L’insieme di queste situazioni formano un bagaglio di esperienze positive o negative, necessarie per transitare verso la successiva fase della vita.

Ogni volta che un bambino viene esposto ad un nuovo evento, si crea in lui uno stato di tensione, da considerare normale sempre che sia passeggero e che non generi un livello di ansia tale da cambiare il suo comportamento o il suo stato fisico.

Un consiglio:

Se notate in vostro figlio uno dei sintomi descritti, andate alla radice del problema e cercate di porvi rimedio. Se per qualsiasi motivo non vi è possibile o non sapete come gestire il nuovo comportamento del bambino, non esitate a chiedere aiuto ad uno specialista.

Perché siamo sempre di fretta?

Come gestiamo il tempo al giorno d’oggi

Ovunque andiamo, qualunque cosa facciamo, siamo sempre di fretta. È molto raro trovare una persona che non sia assillata da questo problema.

Espressioni come: “il tempo stringe”, “gli anni volano”, “guarda che si fa tardi.”, “ci vorrebbe un giorno di 48 ore” sono diventate frasi fatte e tipiche del XXI secolo.

Pare che l’epidemia di fretta non abbia cura. Il fattore tempo, al giorno d’ oggi rispetto a decenni fa, è decisivo quando si vuole fare una scelta efficace e rapida; l’apprendimento, raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, realizzare un sogno… tutto deve essere ottenuto il prima possibile.

Perché abbiamo sempre fretta?

Perché vogliamo fare di più e avere di più nel minor tempo possibile.

Sfruttare al massimo il proprio tempo è una nostra priorità; nel mettere in pratica questo ideale, tuttavia, molte volte ci dimentichiamo di compiti assai più importanti, come il dovere di rispettare i tempi dei bambini, le loro necessità e i loro sogni.

Quando la fretta dei genitori diventa stress per i figli

Come aiutare un bambino stressato?

Un genitore possiede due vantaggi: sa cosa significa essere stressati e conosce bene il bambino; si può dire che ha, in buona sostanza, molte armi per gestire lo stress del piccolo.

Partendo da questo presupposto, non è sbagliato affermare che, il più delle volte, la soluzione allo stress infantile si trova nelle mani dei genitori.

Dunque, cosa possiamo fare?

  • Prestare più attenzione al modo in cui affrontiamo la vita. Lavorare per vivere e non vivere per lavorare può essere un buon punto di partenza.
  • Trascorrere più tempo con i nostri figli.
  • Agevolare il gioco del bambino e, se è possibile, condividerlo.
  • Decidere cosa mettere al primo posto e cosa è sacrificabile. Capire se quello che attualmente stiamo sacrificando vale meno o più dei nostri veri obiettivi.
  • Lasciare che il bambino si prenda il tempo necessario per svolgere le sue attività, qualunque siano.

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