Il tempo dedicato al gioco non è un lusso, ma una necessità

· 8 ottobre 2016

Come sono cambiati i tempi! In alcuni paesi i bambini cominciano l’educazione prescolare molto presto, a volte quando hanno appena due anni. La maggior parte dei genitori lavora tutto il giorno e nel poco tempo che riesce a dedicare ai figli, comunicazione e gioco entrano in competizione – spesso perdendo – con il computer, la televisione e altri dispositivi elettronici. Non è raro che genitori e figli conducano vite separate, quasi come estranei. La comunicazione, in questi casi, è praticamente inesistente.

Gli impegni e i doveri della vita moderna sono molteplici e ci sottraggono tempo da dedicare ai nostri figli. Ricordiamoci, tuttavia, che per il bambino è più importante la qualità del tempo che trascorre con l’adulto rispetto alla quantità.

Organizziamoci, quindi, per riservare tempo di qualità ai nostri figli. Tempo in cui possano godere delle nostra compagnia e del nostro amore, in cui possano apprendere e crescere.

Trascorrere tempo di qualità con i bambini non è solo un bene per loro, è utile per tutti e apporta molti benefici: migliora il legame affettivo e la comunicazione, stimola l’autostima, lo sviluppo, l’apprendimento e aiuta a combattere lo stress.

In ultima analisi, contribuisce al buon umore e alla felicità di tutta la famiglia.

Il bambino che non gioca, non è un bambino.

L’uomo che non gioca, ha perduto

per sempre il bambino che viveva in lui

e che gli mancherà molto.

Pablo Neruda

Quanto è importante il gioco?

Il gioco è l’attività principale del bambino. Non è soltanto un divertimento o una distrazione, ma anche un’occasione per imparare; si può dire che sia il termometro della salute. Il gioco non è una perdita di tempo né tanto meno un lusso, ma un bisogno fondamentale. Un bambino che gioca dimostra di essere sano sul piano fisico, mentale ed emotivo, e quando non gioca non sta bene.

Ricordiamoci che il tempo che non passiamo con i figli non si recupera più; passare insieme tempo di qualità, tuttavia, non vuol dire dedicare al bambino un pomeriggio per poi dimenticarcene per il resto della settimana. Significa organizzarci per essere costanti, per ritagliare quotidianamente tempo da passare con lui, per poco che sia. Come abbiamo detto, la chiave sta nel trasformare il tempo riservato al piccolo, tanto o poco che sia, in un momento di qualità e di benessere.

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Ogni genitore dovrebbe cominciare a chiedersi: ascolto veramente mio figlio? Conosco esattamente le sue necessità? Che tipo di gioco gli piace? Quello che vi aiuterà in questo compito è impostare una buona comunicazione. Non sarà tanto facile quando sarete stanchi o quando vi sembrerà di parlare di cose poco importanti, ma ciò che a noi pare banale può essere di grande rilevanza per il bambino.

Essere pronti ad ascoltare non significa solo prestare attenzione a quello che dice nostro figlio, ma anche a come lo dice. Il tono di voce e il linguaggio corporeo vi darà un’idea di quello che prova e pensa. Non dimenticate, inoltre, di fare domande. Una buona capacità di interpretare le risposte e la perspicacia sono fondamentali per scoprire l’opinione del bambino sui diversi argomenti.

Benefici del gioco

Passare insieme tempo di qualità porta vantaggi importanti a tutta la famiglia.

  • Migliora la comunicazione e il clima familiare.
  • Rafforza i legami affettivi.
  • Stimola lo sviluppo dei più piccoli: fisico, sociale, affettivo e cognitivo.
  • Favorisce la conoscenza reciproca: vi permette di conoscere meglio i vostri figli e a loro di conoscere voi.
  • Si attiva un mutuo apprendimento: loro imparano da voi e viceversa.
  • Previene lo stress. Divertirsi insieme e fare attività che coinvolgano tutta la famiglia contribuisce a sciogliere le tensioni.
  • Aumenta il grado di fiducia, sicurezza e autostima. I bambini si sentiranno amati e protetti.
  • Favorisce le abilità sociali.
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Anche noi abbiamo giocato e sappiamo che grazie al gioco possiamo appassionarci, stimolare l’immaginazione e fare “a modo nostro”, ma sempre rispettando il gioco degli altri, cercando di mediare e di stabilire regole comuni. Abbiamo anche imparato a controllare il nostro comportamento, ad allontanarci da chi non giocava correttamente e cercare chi, invece, ci piaceva.

Il gioco, quindi, raccoglie in sé tutti gli ingredienti per preparare il miglior piatto che si possa offrire ad un bambino.