Un cortometraggio per imparare a non arrendersi mai

3 Marzo 2019
Non arrendersi mai è un insegnamento molto importante, che tutti dovremmo cercare di trasmettere ai nostri figli. Noi vi veniamo in aiuto in questo fondamentale compito, presentandovi un bellissimo cortometraggio sull'argomento.

Questo adorabile cortometraggio Disney Pixar insegnerà ai vostri figli a non cedere, a vivere appieno, a lottare, a diventare parte di ciò che li circonda e, soprattutto, a non arrendersi mai. Perché in questo mondo complesso e impegnativo, dobbiamo essere capaci di educare dei bambini emotivamente forti, persone capaci di superare le avversità.

“Bounding” (L’agnello rimbalzello in Italia) è un corto che, nonostante siano passati quasi 16 anni dalla sua uscita, continua ad incantarci. Generazione dopo generazione, tutti continuano a capire il messaggio e ad ispirarsi ai suoi due protagonisti: il piccolo agnello e quella creatura un po’ strana, grande e di gran cuore, il lepronte.

Qui a Siamo Mamme vi proponiamo di vedere con i vostri figli questo piccolo film d’animazione. È divertente, avvincente e invita senza dubbio a più di una riflessione che vorremmo condividere con voi. In particolare, può essere utile per insegnare ai vostri figli a non arrendersi mai.

Succeda quel che succeda, non bisogna arrendersi mai

Insegniamo ai nostri figli a parlare, gli insegniamo le buone maniere, ad attraversa sulle strisce quando il semaforo è verde e li aiutiamo a capire dove si trova Venere nel nostro sistema solare. Eppure… famiglia e scuola si occupano di trasmettere ai bambini i valori della resilienza e del superamento personale? Insegniamo forse loro che non bisogna arrendersi mai, per quanto difficili possano essere le cose?

corto della pixar L'agnello rimbalzello

Quando ci innervosiamo, ci arrendiamo

Il cammino verso l’indipendenza emotiva passa attraverso l’imparare a controllare la frustrazione. Una cosa che tutti sappiamo è che i bambini sono egocentrici per natura: vogliono tutto e lo vogliono ORA.

Se non insegniamo loro fin da quando sono piccoli che a volte le cose non vanno come si vuole, cresceremo delle persone che se si arrendono subito. Persone arrabbiate con se stesse e con chi le circonda, perché non hanno una buona autostima.

Un modo per favorire la loro crescita emotiva è insegnare loro che a volte la vita non è giusta. Ma, invece di arrenderci, l’ideale è essere pazienti, essere intelligenti ed aspettare il momento adeguato per agire, per “buttarsi”.

“Cosa importa di che colore sei fatto tu? Se giallo, scarlatto o anche blu. Un giorno sei allegro, un giorno abbattuto, ma guarda dalla vita che cosa hai avuto…”

-L’agnello rimbalzello (Pixar, 2003)-

La vita è composta da fasi e cicli che bisogna saper capire

Il nostro protagonista è un piccolo agnello pieno di energia, vitalità e felicità. È un ottimo ballerino, sta ben al caldo nella sua lana e tutti nella Natura lo amano, lo salutano e si pervadono della sua allegria.

Fino a che, all’improvviso, arriva il momento della tosatura. Il piccolo agnello rimane senza la sua lana, nudo, indifeso, piccolo e fragile. La tristezza e la depressione lo sovrastano. Smette di saltare, di ridere, di guardare il mondo con occhi di speranza.

Questo finché non appare il lepronte e con ragione, grazia e saggezza dà una buona lezione al piccolo agnello. Gli fa capire che la vita è fatta di cambiamenti, e di fronte a ogni cambiamento l’unica cosa che importa è non arrendersi e contare sulla forza della nostra stessa mente per far fronte alle avversità.

I cambiamenti ci invitano anche a poter mettere in pratica nuove strategie per uscirne rafforzati e rinnovati. In questo cortometraggio, il piccolo protagonista è un fantastico ballerino. Ad ogni modo, l’aver perso la sua lana può essere il momento giusto per fare dei cambiamenti… È il momento di saltare, di toccare il cielo, di lasciare da parte la tristezza per superare se stessi.

imparare a non arrendersi

Figlio mio non arrenderti mai, devi saltare molto in alto

Come genitori, vogliamo il meglio per i nostri figli: i migliori vestiti, la migliore scuola, tutti i comfort possibili… Ma non dobbiamo perdere mai di vista la bussola emotiva che guiderà i nostri figli verso quello che davvero importa: la loro felicità.

Dobbiamo essere guide e artefici di un’educazione in cui stimolare il loro benessere psicologico, in modo che si sentano sempre forti e capaci per far fronte alle sfide della vita quotidiana. Saltando sempre molto in alto, toccando quel cielo che si meritano senza alcun dubbio.

Cosa significa saltare in alto:

  • Saltare in alto significa capire che sono amati e che sono degni di lottare per i propri sogni.
  • Significa insegnare loro che a volte la vita è complicata, ma che dentro di noi abbiamo tutti gli strumenti per superarci, per essere di nuovo felici.
  • Saltare in alto è non arrendersi mai, è capire che nessuno ha il diritto di farci del male, di dirci che non meritiamo di essere felici, che siamo inferiori, brutti, ingenui o stupidi.
  • Vuol dire trovare la forza nella nostra stessa autostima per darci lo slancio e toccare la luna, per ballare insieme alle stelle.
  • Saltare in alto significa inizialmente saltare noi stessi insieme ai nostri figli. In modo che, a poco a poco, siano loro stessi a percorrere il proprio cammino sempre più in alto, in libertà e felicità.

Per concludere, impariamo che non è mai troppo presto per educare i nostri figli all’intelligenza emotiva. Insegnando loro a non arrendersi mai, a capire che sono degni di avere sempre il sorriso sul volto e l’allegria nel cuore.

Godetevi questo cortometraggio insieme ai vostri figli.