Volete figli più intelligenti? Ecco l’effetto palla di neve

· 22 settembre 2016

Se volete che vostro figlio sia più intelligente, dovete guidarlo e procurargli gli strumenti necessari. Nel fare questo, dovrete considerare l’effetto palla di neve. Ne avete mai sentito parlare?

La metafora della palla di neve viene utilizzata in psicologia dell’età evolutiva per spiegare come sia possibile ottenere risultati migliori e uno sviluppo ottimale del bambino, sfruttando tute le occasioni per migliorarne le competenze.

Occorre cogliere ogni opportunità di apprendimento e di crescita del bambino; i primi passi nel cammino educativo sono i più importanti.

Per capirne un po’ di più, pensate ad una palla di neve. Al principio è solo un fiocco, ma rotolando giù da un pendio comincia gradualmente a crescere. Inizialmente potrebbe stare nel palmo di una mano, ma alla fine diventerà più grande di noi.

Tutto questo per dire che ogni tratto percorso dalla palla di neve equivale a un passo di vostro figlio, e ogni suo passo è una nuova esperienza, una nuova scoperta.

Quando il bambino è piccolo, apprende ogni giorno cose nuove e aumenta la sua capacità di comprendere le situazioni. Assimila nuove informazioni sulla casa, sul parco, sulla scuola. Questo accade in qualsiasi altro ambiente con cui viene a contatto e mediante tutte le persone che interagiscono con lui.

Ogni informazione acquisita lo fa crescere, così come ad ogni tratto la palla raccoglie più neve e diventa sempre più grande.

Quindi , come si fa a rendere un bambino più intelligente?

Essere intelligenti non vuol dire solo assimilare informazioni. La conoscenza non ci rende più saggi, tuttavia l’intelligenza può essere sviluppata.

Secondo lo psicologo Feuerstein il nostro organismo possiede la capacità di modificare la propria struttura e la sua modalità di funzionamento in risposta agli stimoli. L‘intelligenza è, quindi, una risposta adattiva. La modificabilità ci permette di andare incontro a trasformazioni e di acquistare processi cognitivi superiori in modo permanente. Secondo le sue parole: “L’essere umano è dotato di una mente plastica, flessibile, aperta ai cambiamenti. È dotato di potenziale e di una naturale propensione all’apprendimento”.

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Feuerstein ha introdotto il concetto di Esperienza di Apprendimento Mediato (EAM), che si produce quando gli stimoli, che dal mondo giungono ad un essere umano, vengono mediati da un altro essere umano. Il mediatore può essere il genitore, il maestro o un’altra figura di riferimento.

Affinché la mediazione sia efficace devono essere soddisfatti tre elementi:

  • Intenzionalità: il mediatore è mosso dall’intento esplicito di mediare e deve percepire quando la motivazione del bambino aumenta o diminuisce.
  • Mediazione del significato: il mediatore deve contribuire a dare un significato a ciò che il bambino sta apprendendo: questo migliora considerevolmente l’esperienza di apprendimento.
  • Principio della trascendenza: la conoscenza acquisita ha bisogno di essere applicata e ampliata ad altri settori. Trasferire la nuova conoscenza ad altri contesti è un’esperienza in grado di arricchire molto di più.

Cosa significa?

Significa che dobbiamo guidare i nostri figli lungo la strada dell’apprendimento. È un compito importante affidato sia agli insegnanti che ai genitori. Dobbiamo mediare tra il mondo e il bambino, trasferire le nostre conoscenze, ampliare la sua visione, indicargli la strada.

In che modo possiamo arricchire l’esperienza di apprendimento?

Come abbiamo visto, ogni esperienza di apprendimento nei nostri bambini può generare un cambiamento nella loro struttura cognitiva. In quanto esseri umani, sono flessibili, aperti al cambiamento e inclini ad imparare e noi abbiamo la capacità di guidarli. Agendo da mediatori in tutte le situazioni che ci si presentano, potremo sfruttarle al meglio.

Ogni esperienza, positiva o negativa, è una buona occasione per imparare.

Leggete anche: Come capire se siete emotivamente intelligenti

Alcuni consigli:

  • Mantenete una buona comunicazione con vostro figlio.
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  • Cercate di capire se ha un problema.
  • Aiutatelo ad identificare il problema.
  • Cercatene insieme la causa.
  • Lasciate che capisca la sua responsabilità nella situazione che si è creata.
  • Cercate insieme una soluzione al problema.
  • Trasformate le esperienze negative in occasione di apprendimento.
  • Aiutatelo a imparare dagli errori.

Ma soprattutto, permettete ai vostri figli di crescere e maturare, insegnate loro ad essere flessibili e ad adattarsi alle circostanze. Ricordate, nel futuro questa sarà una capacità molto importante!