Le prime parole del bambino: quali fattori influiscono?

13 Aprile 2018

Sono vari i fattori che influiscono sull’acquisizione del linguaggio da parte dei bambini. Le prime parole del bambino sono collegate alla sua capacità di identificare i suoni e di ripeterli.

Durante lo sviluppo del bambino, i genitori saranno sempre il suo più attento sostegno. Guideranno i suoi passi e lo correggeranno man mano, aspettando che pronunci le sue prime parole. In questa fase il suo cervello è una spugna che assorbe e processa tutto quello che gli succede attorno.

Il bambino si relazionerà a poco a poco con i componenti del suo nucleo familiare e inizierà a comunicare attraverso l’emissione delle sue prime parole.

La percezione dei suoni e le prime parole del bambino

In ogni caso, fin dal ventre materno il bambino ha la capacità di percepire i suoni. Questo gli permetterà più avanti di poter ripetere delle parole.

È importante fare delle prove in casa che permettano di valuare la capacità dei neonati di percepire i suoni e di reagire ad essi. Se la madre nota che il bambino è indifferente ai rumori o ai suoni alti è necessario che si rivolga a uno specialista. Questo potrà valutare in maniera adeguata lo stato dell’udito del bambino.

Bambino gioca in giardino

Gli oggetti che lo circondano

È molto comune che il bambino inizi ad indicare gli oggetti che lo circondano con le dita e a farfugliare quelli che possono essere indizi più che parole. In quel momento i genitori sono quelli che dovranno suggerirgli il nome di quello specifico oggetto. Ugualmente a molti altri aspetti, perché il bambino acquisista la capacità del linguaggio deve aver luogo un processo di socializzazione. Ovvero, il bambino deve sentire costantemente parlare le persone che lo circondano.

Il momento in cui il bambino inizia a pronunciare le sue prime parole non è determinato con esattezza. Alcuni bambini iniziano a pronunciare delle parole in modo più precoce rispetto ad altri. Inoltre, le bambine tendono a farlo prima dei bambini.

Il momento del pianto

È fondamentale prestare attenzione al pianto del bambino e ai suoni che emette in quella situazione. Questo potrà determinare se esistono o meno problemi alle corde vocali o problemi uditivi.

È risaputo che l’ideale per ogni madre è ascoltare il proprio figlio che farfuglia le sue prime parole. La maggior parte delle volte, quello che fanno è ripetere quello che loro stesse dicono ogni giorno. Tuttavia, sono le stesse reazioni che compaiono sul viso dei genitori a far sì che ripetano queste parole di frequente. I bambini si fissano sulle espressioni facciali e tendono a ripetere parole che provocano certe reazioni.

Non esistono delle ricerche esatte che possano definire quali sono le prime parole dei bambini. Né qual è il significato reale di ognuna di queste parole. Quello che è certo è che spesso imparano ad esprimersi con le parole che si usano solitamente in casa. Soprattutto, quelle che usano i loro genitori e le persone che li circondano.

È molto frequente osservare nei bambini l’uso di parole che sono utilizzate molte volte dalle persone che si occupano delle pulizie. Inoltre, le parole che per una famiglia possono non significare nulla, per un’altra sono chiare espressioni di affetto.

Bambino ascolta della musica

Stimolare il linguaggio del bambino

Come possiamo vedere, molte tra le prime parole del bambino sono collegate ai suoi gesti. È facile capire questa idea con le parole “ciao” o “arrivederci”. Questi termini sono espressioni di saluto o commiato, e normalmente sono accompagnati da gesti della mano. Questa combinazione risulta molto facile da assimilare per il bambino che sta iniziando a pronunciare le sue prime parole.

“Perché il bambino acquisista la capacità del linguaggio deve aver luogo un processo di socializzazione. Ovvero, il bambino deve sentire costantemente parlare le persone che lo circondano.”

Esiste una relazione diretta tra l’acquisizione di nuove parole da parte del bambino e la sua necessità di comunicare con chi lo circonda. In molt studi appare chiaro l’apprendimento precoce della parola “mio”. Soprattutto nel caso di bambini che hanno dei fratelli che vivono insieme a loro.