Timidezza durante l’infanzia: come affrontarla

28 Gennaio 2019
La timidezza si sviluppa nelle diverse fasi dell'infanzia come un modello di comportamento che rappresenta una vera sfida. Genera nel bambino difficoltà ad interagire con il proprio ambiente e paura di affrontare nuove situazioni

La timidezza durante l’infanzia per alcuni bambini è un problema serio. Tuttavia, essere timidi fa parte della personalità di molte persone. La timidezza durante l’infanzia, potrebbe far parte dello sviluppo del bambino.

Sebbene la timidezza possa avere origini genetiche, il comportamento dei genitori e dell’ambiente influiscono molto. Pertanto se si prendono le misure appropriate, il bambino può superare tale caratteristica e diventare estroverso durante la crescita.

Per raggiungere questo obiettivo, è necessario capire cosa succede al bambino in ciascuna delle fasi. In questo modo, i genitori avranno gli strumenti necessari affinché il bambino sviluppi le sue capacità senza sentirsi limitato a causa della timidezza.

Segni di timidezza nelle diverse fasi dell’infanzia

Molti bambini sono naturalmente timidi dalla nascita. Gran parte del loro comportamento è dovuto alla loro neurochimica. Ecco perché sono molto cauti, non mostrando predisposizione a nuove situazioni.

Primi mesi

Durante i loro primi mesi, alcuni bambini tollerano di più la compagnia di persone estranee, anche se non appartengono al loro ambiente familiare. Generalmente, quando uno sorride o è gentile, il bambino si sente a proprio agio.

In questa fase, il bambino riconosce i suoi genitori. Tuttavia, non è capace di identificare i loro volti. Pertanto, prestare attenzione alle sue esigenze e richieste di attenzione aiuta ad evitare l’eccessiva timidezza nelle fasi successive.

Bambino soffre di timidezza durante l'infanzia

6 mesi

A partire dai sei mesi, il bambino tende a mostrarsi sospettoso. Riconosce già i volti dei suoi genitori e delle persone che passano più tempo con lui. Pertanto, una faccia nuova, può risultare strana e generare insicurezza. In questa fase dell’infanzia è abbastanza frequente che il bambino abbia bisogno di sostegno e sicurezza e che li cerchi nelle persone che già conosce. Quindi, quando queste sono assenti, cresce nel piccolino la paura della separazione.

Molti genitori, per paura che il bambino sviluppi una dipendenza assoluta, spesso forzano la separazione. Tuttavia, si tratta di qualcosa che deve imparare da solo. Con la crescita, inizierà a sentirsi più sicuro, anche se continuando in un modo o nell’altro a manifestare certa timidezza.

2 anni

A due anni, i bambini di solito non salutano gli sconosciuti, si nascondono dietro i genitori, hanno bisogno di sentirsi sicuri.

Sebbene questo comportamento sia legato alla timidezza durante l’infanzia, in realtà i bambini a quest’età sono socialmente selettivi. Se non si avvicinano ad altri bambini, non è che non amino farlo, è probabile che preferiscano giocare da soli. In generale, i bambini spesso si sentono a disagio quando gli si tolgono i giocattoli e li si trattano male, quindi evitare queste situazioni gli permette di stare tranquilli.

Tuttavia, se la timidezza durante l’infanzia è eccessiva, potrebbe essere un problema. Se ha già tre anni e non ha ancora nessun interesse sociale, non gioca con altri bambini, è insensibile al contatto fisico, non si esprime chiaramente o si mostra ansioso in situazioni nuove, potrebbe essere necessario l’aiuto di un esperto.

3 anni

Dai tre ai sei anni il bambino inizia a sviluppare alcune abilità intuitive, in modo che è in grado di interagire meglio con gli altri. Tuttavia, questo può anche creare certe paure nel bambino, che possono renderlo più sensibile quando si relaziona con gli altri.

Si preoccupa spesso di ciò che gli altri pensano di lui, non sopporta i commenti negativi. Inoltre, ha paura di non soddisfare le aspettative dei suoi cari. Diventano autocritici, si concentrano sulle loro debolezze e pensano di non avere il coraggio di affrontare situazione che temono.

Come si può combattere la timidezza durante l’infanzia?

Prima di tutto, bisogna considerare il modo in cui i bambini esprimono le loro emozioni. Spesso il comportamento, il modo di giocare e i disegni possono darci un’idea di ciò che sta provando il bambino. Ciò è utile perché nelle fasi iniziali è difficile esprimerlo con le parole.

  • Di solito, i bambini piccoli si sentono spesso intimiditi da uno sconosciuto, se stanno giocando, si fermano. Per superare questo momento di disagio, è necessario che i genitori lo tranquillizzino. Un sorriso, un abbraccio o parole di incoraggiamento sono di grande aiuto affinché il bambino si senta sicuro.
  • Anche se il bambino non si sente a suo agio, non va bene tenerlo lontano dagli altri. Bisogna aiutarlo ad integrarsi. Questa esposizione sociale è utile, lo farà sentire tranquillo e sicuro di fronte alle altre persone.
  • Quando è più grande, nella fase in cui ascolta e ragiona con gli altri, non va bene dirgli che è timido. Ciò potrebbe sembrargli una critica e, di conseguenza, lo farà isolare di più.
  • Per generare sicurezza, è meglio dire che il bambino ha bisogno di tempo per sentirsi a proprio agio con gli estranei.
  • È essenziale avere aspettative realistiche, poiché la timidezza durante l’infanzia può essere superata. Tuttavia, aspettarsi troppo da lui può avere un impatto negativo sul suo comportamento.
Problemi di timidezza

È possibile superare la timidezza durante l’infanzia?

Sebbene preoccupi molto, non c’è modo di sapere se un bambino timido smetterà di essere timido. In molti casi, la timidezza nelle diverse fasi dell’infanzia può essere superata, e crescendo, i bambini riescono a comportarsi in modo estroverso.

Si dice che, con il passare del tempo, l’esperienza acquisita dal bambino ha il sopravvento sulle sue caratteristiche genetiche. Pertanto, non dovete angosciarvi. Come genitori dovreste sforzarvi a fornire stabilità, sostegno e affetto. Se lo aiutate a sentirsi a proprio agio, avrà la sicurezza per riuscire a superare la sua timidezza.

 

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