Disturbi del sonno nei bambini: 7 segnali da riconoscere

· 29 ottobre 2017

I segnali di disturbi del sonno nei bambini cominciano a comparire fin dai primi mesi di vita e possono presentarsi con diversi gradi di gravità. Approssimativamente, il 30% dei bambini può avere disturbi del sonno nel corso della vita.

La buona notizia è che gran parte di questi problemi ha una cura. L’importante è che i genitori si accorgano in tempo di questa patologia.

Quanto deve dormire un bambino?

Primo mese di vita

I bambini devono dormire dalle 14 alle 17 ore al giorno. Solitamente, tra un riposino e l’altro, restano svegli fino a tre ore. In questa fase, ancora non hanno sviluppato l’abitudine del sonno notturno, quindi i periodi in cui dormono sono variabili.

Primi quattro mesi di vita

Dormono comunque tra le 14 e le 17 ore al giorno, ma i cicli del sonno iniziano a regolarizzarsi. Esiste già una routine consolidata, ma si svegliano per mangiare o quando hanno qualche altra necessità.

Primo anno di vita

I cicli del sonno iniziano a ridursi e oscillano tra le 14 e le 15 ore, suddivise tra il giorno e la notte. Questa è la fase ideale per aiutarli a creare abitudini salutari, soprattutto nelle ore notturne.

Bambino che dorme di lato, disturbi del sonno nei bambini.

Primi tre anni

I bambini di questa età necessitano tra le 12 e le 14 ore di sonno. La cosa migliore sarebbe che dormissero tutta la notte, facendo un riposino nel corso della mattinata e uno nel pomeriggio.

Fra i 3 e i 6 anni

L’inizio della scuola genera cambiamenti nelle abitudini di riposo. Oltre a dormire di notte, molti bambini fanno un sonnellino pomeridiano. In totale arrivano a 11 o 12 ore di riposo.

Fra i 7 e i 12 anni

Di solito, per i bambini di questa età sono sufficienti 9 o 10 ore di sonno. In generale, la vita scolare non permette di riposare anche il pomeriggio.

Teoricamente, dopo i 13 anni e nell’adolescenza servono tra le 8 e le 10 ore di sonno per mantenersi in salute, ma è più frequente che i ragazzi dormano tra le 6 e le 8 ore al giorno.

I segnali dei disturbi del sonno nei bambini

1. Eccessiva sonnolenza diurna

È una condizione ricorrente sia tra i bambini che tra gli adulti. Si manifesta con stanchezza costante e assenza di energia nello svolgimento delle attività quotidiane. La sonnolenza può essere sintomo di apnee notturne, narcolessia e della sindrome delle gambe senza riposo.

2. Problemi ad addormentarsi

Se vostro figlio si lamenta spesso di non riuscire a dormire, o gli serve molto tempo per addormentarsi, potrebbe soffrire di insonnia. Le cause di questo problema sono lo stress, parti del corpo doloranti o situazioni che generano ansia.

3. Russamento

In molti casi si tratta solo di vibrazioni delle vie nasali, ma è un segnale da non sottovalutare. Infatti, potrebbero indicare un blocco nell’apparato respiratorio. Il russare è il primo campanello di allarme quando bisogna prevenire un disturbo del sonno.

Altri segnali da tenere in considerazione

4. Incubi

Sono immagini e suoni che terrorizzano i bambini, che dopo non riescono più a riaddormentarsi con facilità. Iniziano a presentarsi attorno ai 3 anni e possono provocare disturbi del sonno.

bambino dorme con copertina

5. Terrori notturni

La differenza rispetto agli incubi è che, nel corso dei terrori notturni, i bambini non si svegliano completamente. Non suscitano timore come gli incubi, ma generano sintomi fisici come sudore, cambiamenti nel ritmo della respirazione e anche grida. Spesso sono sintomo di disturbi del sonno.

6. Sonnambulismo

Si presenta soprattutto fra i 3 e i 7 anni. I bambini possono camminare, restare con gli occhi aperti e farfugliare cose incomprensibili. Gli episodi durano dai 5 ai 15 minuti. Se si presentano, i genitori devono assicurarsi che l’ambiente sia sicuro, per evitare che il bambino si faccia male.

7. Enuresi

È il nome tecnico della perdita di urina nel sonno. Può essere dovuta a cause fisiche, come infezioni della vescica, ma anche a problemi emotivi. Se vostro figlio fa spesso pipì a letto e soffre di sonnolenza durante il giorno, è possibile che si tratti della fase iniziale delle apnee notturne.