Invece di bambini perfetti, dedicatevi ad educare bambini felici

· 7 luglio 2018
Educare bambini felici significa prima di tutto lasciarli essere bambini, senza scaricare su di loro tutte le notre ansie e frustrazioni.

Tutti i genitori desiderano che i loro figli siano felici. Vogliono che siano pronti ad affrontare la vita, per evitare le difficoltà quotidiane con la maggior disinvoltura e positività possibili. Spesso, però, nel tentativo di soddisfare questo desiderio, sottopongono i bambini a una pressione eccessiva e li iscrivono a una gara per essere i migliori, i più idonei. Per essere i bambini perfetti. Invece la cosa più importante è educare bambini felici.

Per educare bambini felici non servono corsi costosi, giocattoli super innovativi, sistemi all’avanguardia.

Quando sono nati i vostri figli, avete fatto conoscenza con gli esseri più belli del mondo. Li avete visti e vi sono sembrati perfetti, come se li aveste sognati. E in effetti lo sono: i vostri figli sono bambini perfetti, senza alcun dubbio. Voi lo sapete, ma, allo stesso tempo, siete consapevole del fatto che quei bambini così adorabili e intelligenti devono essere pronti a cavarsela in questo mondo così feroce e competitivo, questo mondo moderno dove sembra che a sopravvivere siano solo i più forti.

La consapevolezza della competitività che esiste in questi tempi logora molti genitori e li spinge a iscrivere i bambini a un gran numero di attività. Il problema è che non solo si limitano a iscriverli, ma finiscono anche per esigere che siano i migliori.

Per molti genitori la necessaria preparazione dei figli comporta che i loro voti siano eccellenti, che sappiano suonare uno strumento con maestria, che siano dei prodigi in uno sport, che siano puliti ed educati, che si comportino sempre bene, che mangino tutto ciò che trovano nel piatto, che facciano i compiti… Che siano bravi bambini e – perché no? – che siano bambini perfetti. Ma educare bambini felici è un’altra cosa.

Voi lo sapete già: la competizione è dura. A volte, la durezza di questa lotta si vede anche tra genitori. Alcuni sembrano in gara per mostrare chi educa meglio i propri figli. In questa specie di battaglia, si misura chi ha i figli migliori, quali sono i più preparati per questo mondo moderno.

Il problema sta nel fatto che molti genitori dimenticano che i bambini devono avere del tempo per essere bambini. Per giocare, sporcarsi, restarsene a letto, parlare con altri bambini al parco. Per essere felici e basta.

Educare bambini felici è ben diverso dall'educare bambini perfetti

L’infelicità dei bambini perfetti

Vi sarà sicuramente capitato di vedere un padre che, nel bel mezzo di una partita di calcio, urla a suo figlio come dovrebbe colpire la palla. Se trovate il coraggio di alzare un po’ lo sguardo e riuscite a mettere a fuoco la fotografia che state prendendo mentalmente, vi accorgerete che, vicino a quel padre maniaco del controllo, ce ne sono altri che stanno dicendo al proprio figlio che cosa devono fare. Lo stesso vale per alcune madri, al saggio di danza.

Alcuni genitori si intromettono a tal punto nelle attività del figlio che sembrano viverle attraverso di loro, e si sentono frustrati dal fatto che i figli non facciano ciò che vogliono loro. È possibile che, in quel momento di tensione, dimentichino che i loro figli stanno dando il massimo e che, allo stesso tempo, stanno lottando contro la pressione a cui li sottopongono i loro genitori. Forse dimenticano che che la presenza dei genitori è sufficiente a renderli nervosi e che a questo va sommato il desiderio di non volerli deludere.

In quel momento è bene che i genitori ricordino che i loro figli sono solo bambini e che stanno imparando a giocare o a ballare, e che lo sviluppo di quell’apprendimento dovrebbe essere divertente.

Una richiesta così grande produce frustrazione nei bambini. Infatti, la psicologa e terapeuta Esther Esteban assicura che fare pressione sui figli perché siano i “migliori” li colpisce negativamente. Tuttavia, ancora peggio è paragonarli ad altri bambini che sono migliori in qualche attività.

I confronti sono antipatici e ingiusti, dal momento che ognuno emerge in ciò che è bravo. Il confronto è un rimprovero sottile che invia ai figli un messaggio: “tu non sei abbastanza”. Educare bambini felici invece significa farli sentire amati e apprezzati.

Se credete di essere genitori che esigono troppo dai loro figli, guardate dentro di voi e domandatevi: “Perché pretendo così tanto da loro? Perché li spingo a essere il “numero uno? Che cos’ho da guadagnare con il successo di mio figlio? Quali mancanze sto nascondendo, con il successo di mio figlio?”.

Il tempo che passiamo con i nostri figli contribuisce a renderli felici

Educare bambini felici significa non pretendere che siano perfetti

La libertà è uno dei beni più preziosi dell’umanità. La storia è piena di lotte dedicate al recupero della libertà. Non siate voi, quindi, a tarpare le ali ai vostri figli: lasciateli essere.

Certo, dovete guidarli: è il vostro lavoro di genitori. Ricordate, però, che dovete anche lasciare che siano i vostri figli i protagonisti della loro vita, e che è fondamentale che siano loro a decidere a quali hobby vogliono dedicarsi e per quanto tempo.

Se non c’è libertà, allora per loro non è un hobby. Piuttosto, si tratta di un sogno che i genitori vogliono far avverare attraverso i figli. È molto importante che vi sia ben chiaro: anche voi siete stati bambini, e adesso tocca ai vostri figli. Allentare la pressione e lasciare che siano felici è un’ottima cosa.

Tenete sempre presente che la felicità non ha niente a che fare con fattori esterni, ma, piuttosto, con il grado di soddisfazione che abbiamo con noi stessi. Non dimenticate mai che la felicità non si raggiunge accumulando grandi somme di denaro. Sapete già che esistono migliaia di milionari infelici. Non dimenticate nemmeno che la felicità non dipende neppure dall’incarico che ricoprite. Avrete sicuramente visto più di un dirigente o proprietario d’azienda infelice.

Ricordate sempre che la felicità ha a che fare con l’amore, con le esperienze che condividete con i vostri cari, con gli episodi divertenti che vi accadono, con i gesti d’amore che ricevete. Ma, soprattutto, con gli atti d’amore che fate.