Cos’è la psicologia dell’educazione?

29 Marzo 2019
La psicologia dell'educazione contribuisce ad ottimizzare i piani di studio, i modelli educativi e la gestione dei centri dell'apprendimento. Si adopera nell'applicare i principi e le regole psicologiche nelle istituzioni educative.

La psicologia dell’educazione è una scienza che cerca di ottimizzare il processo di insegnamento-apprendimento. Viene quindi approfondita l’idoneità dei metodi educativi così da stimolare lo sviluppo e le abilità cognitive dello studente.

Cos’è la psicologia dell’educazione?

È una sottodisciplina della psicologia, quella scienza che studia i processi mentali e la condotta umana. La psicologia dell’educazione si basa in particolare sull’analisi dell’apprendimento svolta nei centri educativi.

L’obiettivo di questa disciplina è quello di aumentare l’efficacia del processo di insegnamento e l’acquisizione delle conoscenze. In altre parole quindi analizza come apprendono e si sviluppano gli alunni. Tra i vari obiettivi ha, per esempio, quello di adeguare i metodi di studio per ottenere dei risultati migliori all’interno dei centri educativi.

Teorie nella psicologia dell’educazione

Gli psicologi dell’educazione elaborano teorie sullo sviluppo umano in modo tale da favorire la comprensione del processo di apprendimento. La loro attenzione viene rivolta alla forma in cui lo studente si relaziona con la conoscenza. Questo ha permesso di raggiungere ciò che tutt’oggi viene sperimentato.

Jean Piaget: il padre della psicologia dell’educazione

In rapporto alle proprie capacità cognitive, i bambini sperimentano quattro tappe. Jean Piaget, psicologo svizzero tra i più influenti nel suo settore, ha elaborato la teoria sul modo in cui, a partire dagli 11 anni, si riesce a sviluppare il pensiero logico astratto.

Lev Vygostky: apprendimento, società e cultura

Lo psicologo russo Lev Vygostky invece, ha analizzato il modo in cui la società e la cultura influenzano lo sviluppo cognitivo dei bambini. Gli studi di Vygostky si centrano sui modelli di comportamento che hanno i bambini, in base all’ambito sociale in cui crescono. Ha inoltre affrontato i concetti di apprendimento per “scaffolding” e zone di sviluppo prossimale, entrambi ancora esistenti.

Le variabili sociali di Albert Bandura

L’influenza nel processo di apprendimento delle variabili sociali ed il contesto in cui si districano è invece stato il tema di studio di Albert Bandura. Fu il creatore dell’autoconcetto cioè, la conoscenza che le persone hanno di se stesse, del proprio modo di essere e di agire.

I paradigmi di Maria Montessori

Infine la pedagogista Maria Montessori ha presentato i quattro pilastri per l’educazione degli studenti. I suoi studi si basano sull’ambiente di studio, sulla mente dello studente, sull’adulto ed i momenti nei quali il bambino è più propenso ad imparare.

Lavoro personalizzato

Lo psicologo dell’educazione analizza le caratteristiche dello studente. Inoltre apprezza le differenze di ogni alunno, che sfrutta per potenziarne lo sviluppo e l’apprendimento. La creatività, la motivazione, le abilità comunicative e l’intelligenza sono aspetti fondamentali per questo specialista.

In particolare la motivazione, è fondamentale, in quanto rende l’alunno più disponibile ad imparare e ad acquisire conoscenza. Viene quindi potenziato l’interesse all’apprendimento e, nell’aula, lo svolgimento di compiti assegnati e che è in grado di svolgere. In definitiva, è la motivazione quella che nella vita spinge ogni persona a raggiungere i propri obiettivi.

I disturbi dell’apprendimento

Un altro aspetto fondamentale nella psicologia dell’educazione, sono i disturbi dell’apprendimento. Quando uno studente non può imparare come fanno i suoi compagni, lo psicologo inizia ad indagare. Il modo di trattare la dislessia o un disturbo da deficit di attenzione o iperattività, è parte del suo compito. Insieme all’insegnante pianificherà dei piani di studio adeguandoli ad ogni caso. L’idea è di evitare che questi disturbi incidano nell’apprendimento del bambino, adolescente o adulto.

I quadri depressivi nei bambini, l’ansia ed i problemi derivati dal bullismo, sono anch’essi temi di studio per lo psicologo dell’educazione. Applicano dei trattamenti individualizzati e, se necessario, spingono ad un adattamento curricolare.

lo psicologo dell'educazione ed i disturbi di apprendimento

Storia della psicologia dell’educazione

Gli studi legati alla psicologia dell’educazione sono iniziati a partire dal 1880, quando si è iniziato ad analizzare il comportamento di bambini problematici. I problemi psicologici infantili si sono iniziati a trattare, dentro e fuori l’aula, dal 1920. In questa epoca si è iniziato a prestare attenzione agli aspetti affettivi, emotivi e sociali degli alunni.

La formazione degli insegnanti in ambito psicologico applicato all’educazione è iniziato a partire dal 1955. In quest’epoca appare la figura dello psicologo dell’educazione ed il suo lavoro nei centri educativi. Ma un reale cambio di mentalità è arrivato solo dal 1970. In quest’anno lo psicologo dell’educazione ha iniziato a partecipare allo sviluppo dei modelli educativi in ambito privato e nelle associazioni di genitori.

Al giorno d’oggi è chiaro cosa sia la psicologia dell’educazione. Questi specialisti studiano in modo individuale l’alunno, ma ugualmente formano e consigliano gli insegnanti ed i familiari degli studenti. Il loro lavoro è determinante per un buono sviluppo del processo di insegnamento e di apprendimento.