Che fare se vostro figlio non vuole andare a scuola?

· 22 Gennaio 2019
Cosa fare quando vostro figlio non vuole andare a scuola? Per prima cosa, bisogna capire perché.

Per alcuni genitori, portare i figli a scuola può diventare un vero e proprio dramma. Non per il fatto di alzarsi presto o per il traffico… Piuttosto perché alcuni bambini spesso rifiutano di andare a lezione. Si tratta di una situazione complicata e che può nascondere alcune situazioni di disagio. Per aiutarvi a comprendere il risolvere il problema, ecco una serie di suggerimenti utili che vi aiuteranno nel caso in cui vostro vostro figlio non vuole andare a scuola.

Cosa fare se un figlio non vuole andare a scuola

1. Indagate e comunicate

Non voler andare a scuola è normale quando i figli si trovano in una fase di adattamento. Come nel caso del “primo giorno”, per esempio se entrano in un nuovo istituto o al ritorno dalle vacanze. Tuttavia, se notate che questo processo si estende, nonostante il passare dei giorni, tale comportamento smette di essere giustificabile come semplice processo di ambientazione. Pertanto, sarà ora necessario indagare su cosa si nasconde dietro questo disinteresse, in modo che la vita dei vostri figli ritorni alla normalità.

Analizzate i cambiamenti che possono essersi verificati ed eventuali situazioni di disagio o paura. Può anche darsi che il bambino abbia sofferto un episodio di bullismo, che non si sia integrato adeguatamente nel gruppo dei compagni o che abbia un cattivo rapporto con alcuni degli insegnanti.

bambino seduto in classe distratto

2. Parlate con il bambino

È importante che, come genitori, comprendiate le cause di questo problema. Se, in precedenza, il bambino frequentava le lezioni con piacere e tutto era riconducibile a una situazione di normalità, sarà necessario cercare il motivo di questo repentino cambiamento. Ci deve essere per forza una ragione valida, se vostro figlio non vuole andare a scuola.

La cosa migliore da fare, in questi casi, è parlare direttamente con lui. Fatelo in modo calmo, in modo che si senta a suo agio nel comunicare ciò che sente. Fategli capire che non lo sgriderete ma che capite le sue ragioni e che lo sosterrete in ogni circostanza.

3. Sentite il parere degli insegnanti

Oltre a parlare con il bambino, è importante andare a colloquio con maestri ed insegnanti il prima possibile, e anche con lo psicologo della scuola. Sono infatti loro che, per ovvie ragioni, dovrebbero avere l’esatta fotografia della situazione.

Non bisogna mai ignorare il rifiuto nei confronti di un’attività o un luogo. Specialmente se si tratta di una circostanza nuova e, apparentemente, inspiegabile. A scuola i bambini trascorrono spesso dei momenti felici e, se qualcosa non va, sarà necessario andare alla radice del problema.

4. Confrontatevi con altri genitori

Un’altra buona opzione per chiarire ogni dubbio potrebbe essere quella di parlare con altre mamme e papà. In questo modo saprete se solo vostro figlio ha dei problemi a frequentare le lezioni o se è una condizione condivisa anche da altri bambini. Non sottovalutate la circolazione delle informazioni: può darsi che i compagni di scuola abbiano comunicato ai loro genitori qualcosa di importante riguardo al vostro piccolo.

5. È un problema di sonno?

Se pensate che il motivo per cui vostro figlio non vuole andare a scuola sia che non ama alzarsi presto, allora sarà necessario valutare la qualità del suo sonno. Forse non riesce a riposare a fondo e questo gli impedisce di recuperare totalmente le sue energie, sia fisiche che mentali.

bambina dorme nel letto con la mamma sopra

Forse la sua stanza impedisce, per molti motivi, un sonno riposante. Magari è troppo luminosa, le tapparelle non fanno abbastanza buio, c’è qualche rumore molesto o il letto non è comodo come sembra. Potrebbero anche esserci delle patologie di tipo clinico: alcuni bambini non dormono bene di notte perché hanno problemi respiratori, allergie o asma.

Anche i fattori psicologici non vanno sottovalutati. Un trasloco, un evento imprevisto, la separazione dei genitori o la morte di una persona cara possono innescare dei sentimenti di forte ansia o preoccupazione.

6. Verificate il comportamento in altri contesti

Non dimenticate di osservare come si comporta vostro figlio in altre situazioni. Ad esempio, se soffre per la mancanza dei genitori, potrebbe avere problemi di insicurezza e dipendenza. In base alla sua età, occorrerà lavorare in modo diverso. Se volete avere una prova di eventuali problematiche, il consiglio è inserire il piccolo in contesti extra domestici, come una festa di compleanno, la casa dei nonni o portarlo in un luogo che gli piace particolarmente.

L’aiuto di uno specialista sarà fondamentale per analizzare il problema e risolverlo in modo efficace, evitando che possa peggiorare. Ci sono molte terapie che permetteranno di migliorare la comunicazione con vostro figlio. Deve essere consapevole che siete pronti ad ascoltarlo e a offrirgli tutto il tuo supporto di cui ha bisogno, in tutte le circostanze.

La sensazione di sicurezza è fondamentale nella crescita dei bambini e un genitore è tenuto a trasmetterla costantemente ai propri figli.