L’importanza di riconoscere le emozioni dei bambini

29 Febbraio 2020
Riconoscere un'emozione significa renderla legittima e consentirle di esserlo, senza cercare di negarla o reprimerla.

Molti genitori di oggi sono stati educati in maniera autoritaria, con un’educazione basata su grandi aspettative e poca sensibilità. Ora che hanno dei figli, vorrebbero prendere le distanze da questo metodo e agire in un modo diverso, valorizzando maggiormente aspetti come il legame e il rispetto, ma per farlo anche loro devono imparare. In questo articolo, parleremo dell’importanza di riconoscere le emozioni dei bambini.

Quando si diventa genitori, è comune ripetere i modelli dell’educazione ricevuta. Dopo tutto, si tratta di ciò che si è imparato. Tuttavia, se avete intenzione di stabilire un legame più sano e più forte con i vostri figli, il percorso inizia proprio dalle emozioni.

Ovvero, dovrete aiutare i vostri figli capirle, gestirle e dare loro un significato. Come primo passo, però, è necessario riconoscere le emozioni dei bambini.

Invalidazione emotiva

Spesso, con la fretta e gli impegni quotidiani, diventa difficile avere il tempo di riflettere prima di agire. Dobbiamo far fare la doccia ai bambini, cenare e andare a letto prima delle dieci. Quindi, non possiamo perdere tempo con la crisi che si è scatenata perché non volevano andare via dal parco. O perché non vogliono uscire dalla vasca. O perché non gli piacciono i vestiti che devono indossare.

Bambina bionda triste

Ai nostri occhi, la loro reazione sproporzionata appare sproporzionata rispetto alle motivazioni che la scatenano, e iniziamo a pensare che si comportano in questo modo per sfidarci o provocarci.

Ma, se ci mettiamo nei loro panni per un momento, capiremo che, per loro, queste ragioni sono importanti e che sono cariche di un’intensità emotiva che non possono esprimere diversamente.

Dobbiamo ricordare che non si tratta di un affronto personale. I più piccoli non vogliono disturbarci o manipolarci, per cui non è necessario iniziare una lotta di potere con loro. Al contrario, hanno bisogno della nostra comprensione e della nostra guida per imparare a gestire lo stato emotivo che li invade.

Quando ignoriamo il loro pianto, li rimproveriamo perché gridano o non diamo la giusta importanza ai motivi della loro preoccupazione, trasmettiamo un messaggio negativo. Gli lasceremo intendere che le loro emozioni non sono importanti, che non hanno il diritto di esprimerle o sentirle e che, se lo fanno, ci arrabbieremo e non vorremo loro più bene.

In tal modo, inizieranno a reprimere le proprie emozioni e a viverle con disagio, perché negarle non le farà scomparire. Si sentiranno confusi e insicuri e matureranno una certa difficoltà a gestire e comprendere i propri sentimenti e quelli degli altri.

L’importanza di riconoscere le emozioni dei bambini

Pertanto, è importante riflettere prima di agire di fronte alle emozioni dei bambini. Forse il nostro primo impulso è di dirgli che i bambini grandi non piangono o che ci fanno sempre arrivare in ritardo.

Ma, se guardiamo le cose con la giusta prospettiva, capiremo che è importante dedicare del tempo extra e guidare il bambino nella sua esplosione emotiva. Al fine di riconoscere le emozioni dei bambini, potreste seguire questi passaggi:

Bambino arrabbiato che grida

  • Nominare ciò che sentono. Spesso non riescono a identificare con precisione quale emozione stanno provando in un preciso momento. In questo modo li aiutiamo a darle un nome.
  • Riconoscere l’emozione trasmettendo al bambino che è una reazione normale e che ha il diritto di provarla.
  • Spiegare le ragioni. Potreste non capirle o trovarle convincenti, ma è importante dirglielo.
  • Offrire gli strumenti per gestire quelle emozioni. A questo proposito, si può insegnare loro che è possibile diminuire l’intensità dell’emozione cambiando i pensieri o cercando un’alternativa.

Ad esempio, potremmo spiegare: «Vedo che sei arrabbiato perché devi uscire dalla vasca. È normale arrabbiarsi perché bisogna smettere di giocare quando ci si sente così a proprio agio. Ma è tardi e dobbiamo cenare. Se vuoi, puoi aiutarmi a preparare la frittata, come un vero cuoco».

Un legame basato sul rispetto

Invece di minimizzare le sue emozioni o infastidirvi per la sua collera, abbiamo riconosciuto e dato importanza ai suoi sentimenti. Abbiamo creato un legame con lui, l’abbiamo capito e accompagnato, e gli abbiamo offerto un’alternativa per ridurre il suo disagio. In questo modo, il bambino si sentirà amato, rispettato e contento. Imparerà a identificare i propri stati emotivi e ad affrontarli in modo sano. Ma soprattutto creerà un legame di fiducia e affetto con noi.

  • Martinez, Á. C. (2010). Pautas de crianza y desarrollo socioafectivo en la infancia. Diversitas: Perspectivas en psicología6(1), 111-121.
  • Posada-Díaz, Á., Gómez-Ramírez, J. F., & Ramírez-Gómez, H. (2008). Crianza humanizada: una estrategia para prevenir el maltrato infantil. Acta Pediátrica de México29(5), 294-304.