Perché mio figlio non sa condividere?

· 7 Aprile 2019
Molti di voi forse si chiederanno perché vostro figlio non sa condividere. Scopritelo insieme a noi in questo articolo.

Spesso impariamo a goderci il piacere di condividere solo quando raggiungiamo una certa età. La felicità nel condividere con gli altri dà sapore alla vita, ma è necessario sottolineare che serve un certo grado di maturità per capire quanto sia bello questo atto. Vostro figlio imparerà a farlo, non preoccupatevi. Magari ora non sa condividere, come accade a ogni bambino piccolo, ma dategli tempo e guidatelo in questo cammino e vedrete dei risultati fantastici.

Molti genitori dicono con grandissima preoccupazione: Mio figlio non sa condividere. Alcuni si sentono frustrati e ignorano quanto possa essere comune il fatto che i bambini non vogliano condividere le loro cose. Soprattutto se hanno tra i 18 mesi e i 2 anni di età.

Perché mio figlio non sa condividere?

A questa preoccupazione si aggiunge la grande confusione che spesso provano al non sapere quando questa fase passerà. Perciò molte volte obbligano il bambino a condividere i propri giocattoli. Tuttavia, questo atteggiamento ha l’effetto opposto sul bambino, che si aggrapperà più di prima alle sue cose e alla sua ostinazione.

Per questo motivo, prima di obbligare vostro figlio a condividere, è opportuno prendere in considerazione alcuni aspetti. In primo luogo, è necessario sapere che condividere è un atto che richiede fiducia, empatia e sicurezza. E questi sentimenti funzionano allo stesso modo che negli adulti.

Condividiamo con le persone di cui ci fidiamo e questo è un dato di fatto. Noi adulti, per quanto possiamo essere altruisti, dobbiamo riconoscere che non condividiamo tutto ciò che abbiamo né i nostri sentimenti con chiunque. Quindi perché pensiamo che dovrebbe essere diverso per i bambini?

Il valore del'amicizia

La condivisione richiede fiducia

Tra i 18 mesi e i 2 anni di età le relazioni sociali con i bambini della loro stessa età tendono ad essere abbastanza instabili. Questo perché si formano e si disfano molto facilmente.

Le amicizie che fa vostro figlio, anche se possono essere importanti, sono poco durature perché si estinguono quando viene impossibilitato il contatto con questi bambini. Inoltre, la maggior parte delle sue amicizie risultano molto mutevoli, perché a questa età i bambini cambiano molto frequentemente i propri compagni di giochi.

Ma vostro figlio affronta un’altra difficoltà cruciale: siccome ancora non sa parlare molto bene, è carente delle capacità linguistiche utili a stabilire accordi. E per condividere oggetti è decisamente necessario arrivare a certi accordi. Come, ad esempio: “Io ti presto la mia macchinina, ma poi me la ridai”. Questo è uno dei motivi per cui non sa condividere.

Queste condizioni tipiche dell’età del bambino rendono più difficile il potersi fidare dell’altro bambino al punto tale da condividere con lui le sue cose. Tuttavia, come sapete, questa situazione non sarà eterna; vostro figlio che oggi non sa condividere, imparerà a farlo man mano che continuerà a crescere e ad acquisire capacità.

Mio figlio non sa condividere: l’importanza di non obbligarlo

Quando vostro figlio ha tra i 3 e i 5 anni di età, le relazioni con i bambini della sua stessa età inizieranno ad essere più stabili, perché va già a scuola e può parlare in modo più fluente. Inoltre, il senso di amicizia inizia a svilupparsi in modo più radicato e il suo linguaggio si arricchisce giorno dopo giorno. Tutte questa capacità che si sviluppano in modo graduale lo rendono maggiormente in grado di condividere le sue cose con coloro che lui considera suoi amici.

È fondamentale che evitiate di obbligare vostro figlio a condividere le sue cose con altre persone o altri bambini. Se non è una sua volontà, allora non obbligatelo. Magari non è ancora pronto per farlo.

Due bambine passeggiano tenendosi per mano

Così, quando comprendente la situazione in tutte le sue dimensioni e non lo obbligate a fare qualcosa che non vuole fare, starete contribuendo a difendere il suo spazio personale. Oltre che a insegnargli a dire “no” e ad autoaffermarsi. Vostro figlio deve imparare in modo pacifico e senza aggressività, e in questo ambito il vostro intervento e la vostra guida come genitori sarà fondamentale.

È importante trovare un punto d’incontro per non obbligare i bambini ad accettare le interazioni con altri bambini o adulti quando non lo desiderano. Non è sano insegnare loro a dire “sì “a tutto contro la loro volontà; la cosa migliore è che imparino che spesso dire “no” non è offensivo né inadeguato.

Mettendo in pratica questi concetti starete aiutando i vostri figli a sviluppare strategie di autoaffermazione, assertività e cura si se stessi. Così, quando saranno grandi e dovranno affrontare qualche situazione scomoda o pericolosa, sapranno dire “no”, perché hanno sviluppato le abilità necessarie per farlo.

Fidarsi è fondamentale per poter condividere

E anche se può sembrare contraddittorio, questo non ha nulla a che fare con l’incoraggiare vostro figlio a non imparare a condividere. L’ideale è accompagnarlo nel suo processo di sviluppo sociale, in modo che anche se ora non sa condividere impari insieme a voi a esserne capace. Lo farà, fidatevi, dovete solo rispettare i suoi tempi e le sue preferenze personali.

È importante, durante questo processo, insegnare a vostro figlio quanto sia importante rispettare il benessere degli altri. E come si fa? Parlando. È fondamentale che capisca che quando un altro bambino non vuole prestargli le sue cose lui deve rispettarlo. Così come vengono rispettate le sue decisioni devono essere rispettate anche quelle degli altri.

Vedrete che con il passare del tempo vostro figlio inizierà a condividere i suoi giocattoli con alcune persone e in certi momenti. La cosa migliore che potete fare è osservarlo per poter determinare in quali circostanze e con quali bambini sente abbastanza fiducia per condividere le sue cose. Così potrete favorire il fatto che possa condividere con maggiore facilità.

Potete rinforzare il valore del condividere dicendogli che va bene che gli altri usino le sue cose. Ed è anche corretto curarle e fare attenzione in modo che anche gli altri le curino. Con il tempo, il bambino inizierà a scoprire che condividere è un’attività propria della natura dell’essere umano. A tutti piace condividere contenuti sui social network, del buon cibo con le persone che amiamo, una conversazione o un caffè con un buon amico.