Qual è il regime patrimoniale in cui rientra il nostro matrimonio?

01 gennaio, 2020
Il regime patrimoniale stipulato o quello che viene applicato in caso di difetto della norma sarà il quadro giuridico soprattutto per la ripartizione dei beni in caso di separazione. Per capire in che regime patrimoniale rientra il vostro matrimonio ci sono alcune linee guida da seguire.
 

Ogni Stato ha una propria legislazione quando si tratta di questo argomento. Per sapere sotto quale regime patrimoniale si trova il nostro matrimonio è necessario ripassare le normative vigenti al momento in cui abbiamo contratto le nozze.

La comunione e la separazione dei beni sono i regimi più comuni. Esiste anche il regime di partecipazione agli acquisti, non così comune come i primi due. L’alternativa sono le cosiddette capitolazioni matrimoniali, in cui gli accordi vengono stipulati sulla base del desiderio espresso dai contraenti.

I regimi patrimoniali sono contemplati dal Codice Civile, così come le capitolazioni matrimoniali. Sono molto importanti, in quanto definiscono la base sulla quale si procederà alla ripartizione in caso di divorzio. Inoltre, permettono di prendere decisioni in merito all’acquisizione di nuovi beni o di imprese in comune.

I regimi più conosciuti nelle capitolazioni

Nel regime della comunione dei beni, i beni di ciascun coniuge diventano di entrambi. In caso di separazione, vengono egualmente distribuiti. Quello della separazione dei beni è un regime che stabilisce che ogni coniuge rimanga unico proprietario dei beni acquisiti prima del matrimonio: solo ciò che è stato acquisito dopo il matrimonio verrà ripartito in parti uguali in caso di divorzio o di separazione.

Regime patrimoniale
 

Infine, il regime di partecipazione agli acquisti indica che ciascuno abbia diritto di partecipare ai beni dell’altro. Questo sarebbe, tra i tre, il regime che assicura -in caso di divorzio o di separazione- che ciascuno dei due coniugi ottenga, nella ripartizione, tutti i propri beni.

Le capitolazioni matrimoniali sono accordi precedenti al matrimonio, elaborati sulla base dei desideri in comune tra i due coniugi. In questo senso, viene esplicitato il regime economico patrimoniale su cui entrambe le parti vogliono sia retto il matrimonio. Il consiglio è quello di optare per questa via, in modo da non incorrere in sorprese dopo.

L’ideale sarebbe -sotto consiglio di avvocato- rivolgersi a un notaio per mettere agli atti le proprie aspettative, come parte del contratto matrimoniale. In questo modo verrà messo a verbale che la coppia ha scelto il regime patrimoniale dei beni in comune, quello della separazione dei beni o della partecipazione agli acquisti. In caso contrario, la decisione verrà presa sulla base della legislazione vigente in ogni regione.

Come sapere sotto quale regime patrimoniale si trova il nostro matrimonio?

Per conoscere il regime patrimoniale su cui si fonda il matrimonio, in caso di assenza della firma di accettazione, i coniugi devono innanzitutto rivedere l’articolo 9.2 del Codice Civile. In questo articolo viene stabilito che sarà la legislazione personale comune dei contraenti a fungere da base per prevedere gli effetti del matrimonio.

 

In caso di difetto della normativa, il criterio sarà la residenza abituale di uno dei due coniugi, scelta di comune accordo. Tale luogo potrà essere definito come quello in cui vivrà la coppia dopo la celebrazione del matrimonio, oppure il luogo in cui si è celebrata la cerimonia. In caso di cambio di residenza gli accordi precedentemente concordati non perdono la loro efficacia.

Il regime patrimoniale dipende dallo Stato. Il caso della Spagna

Ogni Stato ha una propria legislazione. I contraenti possono appellarsi al Diritto Comune, riconosciuto dalla totalità del territorio in questione e, ad esempio in Spagna, dalla maggior parte del territorio. Nel caso specifico, i contraenti possono anche fare appello al diritto forense o speciale su cui si fondano le comunità autonome come l’Aragona, le Baleari, la Catalogna, la Navarra, Valencia, Galizia e le zone della Guascogna.

Il regime patrimoniale su cui ci si basa in Aragona e nelle Isole Baleari, in assenza di capitolazioni, è la separazione dei beni. In Catalogna si applica lo stesso regime, ma è riconosciuta anche la divisione dei beni, il patto del metà ciascuno, associazione ad acquisti e miglioramenti, il patto di convivenza e la comunità dei beni.

Contrarre un matrimonio
 

Nella Comunità Valenciana si applica il regime di comunione dei beni, così come in Galizia. Nella Navarra si applica quella che in spagnolo prende il nome di sociedad legal de reconquista, simile alla comunione dei beni, in cui i coniugi amministrano i beni in comune o di acquisizione.

I matrimoni nei Paesi Baschi si fondano sulla cosiddetta Comunicación Foral de Bienes. Secondo questo regime, i beni di entrambe le parti, acquisiti prima o dopo il matrimonio, saranno in comune, distribuite in parti uguali. La sua disposizione richiede il consenso di entrambe le parti o autorizzazione giudiziaria.

Le giuste decisioni

Se siamo persone lungimiranti avremo preso sagge decisioni. Di solito esse vengono espresse attraverso le capitolazioni matrimoniali. In caso contrario, nella legge troveremo la risposta a queste inquietudini. Il contenuto letterario del certificato di nozze deve specificare questa informazione. Sarebbe bene documentarsi in merito.

Essere informati su quale regime patrimoniale si regge la convivenza tra i coniugi è determinante. Esso regola l’aspetto economico dell’unione nuziale. Se per una qualche ragione arriva la decisione di separazione o di divorzio, proprio nel tipo di regime patrimoniale stipulato si troverà la risposta a come procedere in quel momento. Inoltre, è necessario saperlo per eventuali nuovi investimenti, società e accordi commerciali che potrebbero mettere a rischio il patrimonio familiare.