5 motivi per cui parlare al bebè in gravidanza fa bene

· 3 Dicembre 2017

Parlare al bebè in gravidanza è una delle azioni più positive da sperimentare durante la gestazione. Rappresenta infatti l’incipit del vincolo speciale tra madre e figlio.

D’altronde dal momento in cui una madre apprende la notizia viene investita di sensazioni difficili da spiegare e comprendere. L’incertezza e la gioia sono alcune di queste e accompagnano le future mamme durante tutto il percorso.

Il bebè che vi crescerà in grembo diventerà la vostra ragione di vita, il motore che vi spingerà ad impegnarvi per soddisfare le sue necessità e garantirgli benessere.

Il modo migliore per dimostrargli affetto fin da subito è parlare con il piccolo attraverso il pancione. Parlare al bebè in gravidanza è una stimolazione prematura attraverso la quale il piccolo si sente amato.

Chiarire gli interrogativi

L’idea di parlare al bebè in gravidanza è ancora molto discussa, soprattutto tra le neomamme. Quale grado di importanza può avere questo tipo di stimolo? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi? È solo una leggenda oppure c’è qualcosa di vero?

Si pensa spesso erroneamente che parlare al bebè in gravidanza produca effetti negativi nel bambino, che una volta nato diventerà iperattivo e irrequieto. Care mamme, niente è mai stato così falso, mantenete la calma e riflettete.

La stimolazione prenatale (e soprattutto parlare al bebè in gravidanza) porta una miriade di benefici. Solo per fare due esempi, fortifica il vincolo madre-figlio e stimola il riconoscimento uditivo da parte del piccolo.

5 ragioni per parlare al bebè in gravidanza

 Parlare al bebè in gravidanza fa bene.

L’istinto materno vi spingerà a conversare con il piccolo in tutti i momenti della giornata. L’udito è uno dei sensi che si sviluppano prima, durante i primi mesi di gestazione.

Tutti i segni affetto durante la gestazione sono fattori positivi per la stimolazione prenatale. Di seguito elenchiamo 5 motivi per cui parlare al bebè in gravidanza è importante.

  1. Fortificazione cerebrale. Rinforza lo sviluppo neuronale che di conseguenza migliora lo sviluppo cerebrale del piccolo.
  2. Vincolo materno. Il bebè identifica il tono della voce della mamma.
  3. Senso dell’udito. Parlare al bebè in gravidanza lo aiuta a sviluppare ulteriormente il senso dell’udito.
  4. Effetto calmante. Nei momenti in cui percepite che il piccolo è inquieto (soprattutto dai suoi movimenti) basterà la vostra voce per calmarlo e tranquillizzarlo.
  5. Sviluppo del linguaggio. Importanti studi realizzati dall’Università di Stanford indicano che i bambini soggetti a stimolazione intrauterina sviluppano il linguaggio e quindi le prime parole prima degli altri bambini.

Un bebè durante la gravidanza è capace di distinguere, identificare, riconoscere voci e situazioni di piacere, allegria, tristezza, preoccupazione e ira.

Le forme di comunicazione non si limitano alla conversazione. Ci sono altri modi in cui comunicare con il vostro bebè:

  • Attraverso le carezze e le voci dei componenti della famiglia.
  • Respirando profondamente in situazioni stressanti e ansiose.
  • Ascoltando musica rilassante.

Come scegliere il momento giusto

parlare al bebè in gravidanza anche il papà deve farlo

Non dimenticate che il corpo è una macchina perfetta perciò tutte le stimolazioni che potete trasmettere per mezzo di esso genera effetti sia positivi che negativi.

Fate attenzione a tutto ciò che dite e fate in modo da garantire sempre il benessere del nascituro attraverso un ambiente sano e armonioso.

I genitori sono responsabili di scegliere la modalità e lo stile con cui interagire con il piccolo, non esistono schemi predefiniti. L’amore e l’affetto saranno le chiavi per il piccolo di sentirsi amato nel mondo esterno come nel ventre materno.

E’ consigliabile che la stimolazione attraverso il dialogo si realizzi in un momento di calma, durante il quale si possa ottenere l’effetto desiderato.