Gravidanza molare: che cos’è, sintomi e trattamento

· 31 Marzo 2019
La gravidanza molare è una complicanza dovuta a un'anomalia genetica. Scoprite insieme a noi di cosa si tratta, quali sono i sintomi e come viene gestita.

Ricevere la notizia di essere in gravidanza è uno dei migliori momenti della vostra vita. Sfortunatamente però, a volte, compaiono delle difficoltà che impediscono il realizzarsi di questo sogno, com’è il caso della gravidanza molare.

La gravidanza molare è un problema non molto comune, conosciuta anche come malattia trofoblastica gestazionale (MTG) o mola idatiforme.

Cos’è la gravidanza molare?

Questa patologia si caratterizza per la formazione di un’anomalia nella placenta, che si genera nell’istante nel quale avviene la fecondazione. I dati rivelano che questo problema si sviluppa in un caso ogni mille gravidanze.

Senza alcun dubbio, portare nella vostra pancia una nuova vita è una responsabilità molto grande ed è fondamentale essere preparati per affrontare tutte le sfide e gli inconvenienti. Per questa ragione, mamma e papà, dovete sempre procedere nel percorso affidandovi a un medico di fiducia che vi possa orientare in modo adeguato.

Ovviamente, c’è una cosa importante che dobbiamo chiarire: anche se si tratta di una situazione abbastanza difficile, non c’è ragione per perdere la speranza.

 

Se una donna vive questa situazione, non ha di che angosciarsi se rimane di nuovo incinta, perché sicuramente il suo bambino riuscirà a crescere sano e forte.

La gravidanza molare non nuoce alla fertilità futura della donna.

gravidanza molare

Gravidanza molare: completa e parziale

Andiamo a osservare questo fenomeno con attenzione. La placenta di forma quando l’embrione si impianta nella parete uterina; se avviene qualche errore genetico, questo organo inizia a crescere in modo anomalo nell’utero e impedisce lo sviluppo del bambino.

In alcune occasioni, l’embrione potrebbe iniziare a crescere, ma le cellule della placenta crescerebbero a velocità maggiore e non permetterebbero la crescita del piccolo.

A partire da questa spiegazione, possiamo parlare di diversi casi. Nel primo, conosciuto come gravidanza molare completa, non c’è un embrione perché lo spermatozoo ha fecondato un ovulo vuoto e si formano solo parti di placenta; mentre nel secondo, chiamato gravidanza molare parziale, ci sono cellule anomale e un embrione con difetti.

Nella maggior parte dei casi di mola completa, l’ovulo fecondato non contiene l’informazione genetica della madre, ma possiede due copie dei cromosomi del padre. Ovvero, non c’è embrione, né tessuto placentare normale né liquido amniotico.

Nelle mole parziali si presenta la seguente situazione: è presente l’informazione genetica della madre (23 cromosomi) e due copie di quella del padre (46 cromosomi), le quali si sommano per un totale di 69 cromosomi. Ricordiamo che la normalità è che ci siano solo 46 cromosomi.

 

Sintomi

Dopo queste precisazioni, come facciamo a sapere che il vostro piccolo non abbia problemi? All’inizio della gravidanza, la mamma sentirà i sintomi normali del suo stato; tuttavia, presto apparirà un lieve sanguinamento o un’emorragia intensa. Ricordatevi che, se tutto è a posto, nulla di ciò dovrebbe accadere.

In genere, questa perdita di sangue può iniziare tra la sesta settimana e la dodicesima di gravidanza. Potrebbero anche presentarsi nausea, vomito continuo, dolori addominali intensi, gonfiore e non ci sono movimenti fetali.

In una gravidanza normale non dovrebbero esserci sanguinamenti né perdite di liquido.

ecografia

Grazie ai passi avanti della medicina, il modo più efficace per individuare qualsiasi irregolarità è attraverso un’ecografia, strumento che diventa sempre più preciso. Questo è di grandissimo aiuto per prevenire la preeclampsia, uno dei principali rischi della mola idatiforme.

Trattamento

Una volta che il medico ha diagnosticato questa complicanza, dovrà fare una dilatazione e un intervento chirurgico chiamato isterosuzione. Si tratta di un metodo per rimuovere completamente le cellule anomale dall’utero tramite aspirazione. In base al parere dell’esperto, si può effettuare in anestesia locale o generale.

È fondamentale che venga realizzata una radiografia del torace, per essere sicuri che il tessuto molare non si sia diffuso fino ai polmoni. È necessario anche sottoporsi ad un esame del sangue settimanale per sapere se i livelli dell’ormone gonadotropina corionica (hCG) stiano progressivamente diminuendo.

Potrò rimanere incinta di nuovo?

Nonostante tutto, la vita non smette di essere un miracolo. Se una donna passa per tutto ciò, si consiglia caldamente di attendere un anno, fino a che i livelli di hCG scendano al minimo.

Indubbiamente, sia la madre che il padre si sentiranno molto tristi e stressati per aver vissuto un’esperienza come questa; ma la gravidanza molare non pregiudica la fertilità della donna. Perciò, non abbandonate il sogno di tenere tra le vostre braccia il regalo più bello che il mondo vi possa fare.