Conservare il cordone ombelicale e le cellule staminali

28 Luglio 2019
Perché si consiglia di conservare il cordone ombelicale? In questo articolo sulle cellule staminali analizzeremo questa e altre domande. 

Questo non è un articolo per sensibilizzare sulla necessità di conservare il cordone ombelicale. Né per vendere il bisogno di realizzare test genetici extra durante la gravidanza, tanto meno per far sentire in colpa per non averlo fatto.

Se state leggendo questo articolo, vuol dire che siete d’accordo con noi riguardo all’importanza di mantenersi informati per prendere una decisione ponderata. Vediamo, dunque, cosa bisogna sapere sulle cellule staminali è perché può essere utile conservare il cordone ombelicale.

Cosa sono le cellule staminali e perché conservare il cordone ombelicale?

Le cellule staminali sono le prime cellule che si formano in un organismo. Vengono definite totipotenti, perché sono capaci di generare il resto delle linee cellulari con funzioni specializza, così come altre cellule staminali. Ma cosa le rende così speciali?

Caratteristiche delle cellule staminali

Le loro qualità le rendono uno degli oggetti di studio più importanti delle attuali ricerche. In particolar modo, le ricerche relazionate alle terapie geniche e alla conoscenza dello sviluppo umano.

Possiamo riassumere le caratteristiche che rendono queste cellule così speciali in 3 punti chiavi:

  • Si dividono e si rinnovano da sole durante un determinato lasso di tempo formando cellule figlie.
  • Possono differenziarsi e maturare dando origine a cellule specializzate come i neuroni, gli eritrociti, etc.
  • Possono essere coltivate in laboratorio per ottenere linee cellulari staminali.
cellule staminali

Le linee cellulari staminali sono usate come fonte di cellule progenitrici. Derivano da un’unica cellula staminale originaria e non sono in grado di differenziarsi. All’inizio, sono prive di difetti congeniti e, di solito, vengono usate nelle terapie geniche e nei progetti di ricerca.

Quali tipi di cellule progenitrici esistono?

Il miracolo della vita ha inizio in un’unica cellula. Nei momenti successivi alla fecondazione, questo embrione ospita al suo interno tutte le informazioni necessarie per lo sviluppo di un organismo completo.

Trascorse 24 ore, le cellule dello zigote si mantengono pure, sono capaci di generare un embrione completo, motivo per cui vengono definite totipotenti.

A partire dal settimo giorno, a mano a mano che avanza lo sviluppo embrionale, le cellule staminale iniziano a differenziarsi tra loro, maturano e perdono questa capacità. Giunti a questo punto, possono dare origine a qualsiasi ceppo cellulare, ma non a un embrione completo. I geni incaricati di tale compito sono stati soppressi.

In questa fase, alle cellule staminali differenziate si dà il nome di pluripotenti o embrionali.

Da dove si ottengono le cellule staminali?

Al giorno d’oggi, si conoscono due fonti di cellule progenitrici: gli embrioni in fase iniziale, dai quali otterremmo le cellule staminali embrionali, e quelle che otteniamo dall’organismo adulto. In cosa differiscono?

Le cellule staminali embrionali

Si ottengono da embrioni tra i 4 e 7 giorni. In genere, derivano dall’eccedenza generata durante i trattamenti di inseminazione in vitro. Questa pratica suscita grande controversia, poiché richiede la distruzione di un embrione sano e vitale. Poche volte possono essere ottenute da embrioni abortiti o da alcuni tipi di tumori fetali.

Queste cellule sono di grande utilità terapeutica. Come dicevamo, infatti, si tratta di cellule pluripotenti, capaci di generare qualsiasi tipo cellulare. Possono essere usate in terapie rigenerative di tessuti oppure organi.

Al giorno d’oggi, tuttavia, risulta complicato orientare il processo di differenziazione cellulare verso il ceppo desiderato. In seguito a ciò, questi trattamenti sono ancora in fase di studio. 

Le cellule staminali adulte

Anche se in quantità molto basse, possiamo trovarle in quasi tutti i tipi di tessuti del corpo. La maggior parte degli studi e dei trattamenti si concentrano sull’ottenimento di cellule progenitrici di midollo osseo per via della facile accessibilità.

Il problema di queste linee cellulari è il loro grado di maturazione: hanno perso la loro capacità di generare qualsiasi tipo cellulare. E adesso sono denominate multipotenti.

Nonostante ciò, un recente studio, guidato dalla Dottoressa Catherine Verfaillie, docente e direttrice dello Stem Cell Institute dell’Università del Minnesota, sostiene che le cellule multipotenti del midollo osseo non sono solo capaci di originare cellule sanguigne, ma anche quelle cardiache o cerebrali.

L’equipe della Dottoressa Verfaillie è riuscita a ottenere cellule cerebrali a partire da cellule staminali mesenchimali coltivate in laboratorio. Questo risultato suggerisce che, forse, sono più plastiche di quanto sembrava.

Qual è la relazione tra le cellule staminali e il cordone ombelicale?

Grazie a studi come quello della Dottoressa Verfaillie, nel sangue del cordone ombelicale è stato possibile trovare queste cellule progenitrici speciali: le cellule staminali mesenchimali. Pur essendo cellule adulte, conservano la loro capacità di originare diversi ceppi cellulari.

L’uso delle nostre cellule ci apre le porte della medicina rigenerativa, allo scopo di sostituire le cellule malate con altre sane, evitando problemi di rigetto.

Questa procedura è risultata di vitale importanza nei pazienti affetti da leucemia. Tuttavia, bisogna ancora condurre numerosi studi per sfruttarne il pieno potenziale nei futuri trattamenti medici.

Conservare il cordone ombelicale per le cellule staminali

Non dobbiamo trasmettere alla gente l’idea che, all’improvviso, è tutto risolvibile con le cellule staminali.

-C. Verfaillie-

Quali opzioni ci sono per conservare il cordone ombelicale?

Attualmente le compagnie assicurative, tramite le loro assicurazioni mediche, e le cliniche private mettono a disposizione degli utenti delle banche private per la crio-conservazione del cordone ombelicale. E, di conseguenza, delle cellule staminali che vi si trovano, come un valore sicuro grazie al loro futuro potenziale.

Questa procedura, tuttavia, può supporre elevati costi annuali per le famiglie, senza che la sua vera utilità sia ben chiara.

Gli esperti, di fatto, sottolineano che la conservazione per un uso autologo deve essere limitata. Se un paziente con la leucemia vuole usare le sue cellule staminali, le probabilità che queste contengano il difetto genetico che scatena la malattia sono molto alte. Sarà sempre possibile, comunque, verificare la compatibilità tra fratelli. 

Al giorno d’oggi, in Italia sono operative 19 banche pubbliche per la conservazione del cordone ombelicale (solo 4 sono certificate), alle quali sono collegati 303 Punti Nascita dove è possibile donare il sangue cordonale.

Sia la comunità medica sia quella scientifica invitano a ricorrere a queste strutture per donare le cellule staminali e permetterne così l’uso nella ricerca e nelle terapie geniche.

Prima pensavamo che il nostro futuro si trovasse nelle stelle. Adesso sappiamo che si trova nei nostri geni.

-J. Watson-

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