A chi assomiglierà il bebè? La domanda che si fanno tutti i genitori

6 Ottobre 2019
L'aspetto del neonato è determinato dall'eredità genetica. Questo non significa che un bambino debba assomigliare necessariamente a uno dei suoi genitori. Scoprite con noi le possibili risposte alla domanda: "A chi assomiglierà il mio bebè?".

Durante la gestazione sorgono un gran numero di aspettative nei confronti del bebè, ma, soprattutto, si presenta un dubbio: “A chi assomiglierà il mio bebè dopo che sarà nato?”. Capita a tutti, in fondo, di cercare di prevedere i fatti, nel tentativo di vincere l’incertezza.

Tuttavia, dobbiamo tenere conto del fatto che i tratti del bebè non dipendono dal caso, ma sono il prodotto di una combinazione genetica.

I geni sono i segmenti di DNA che contengono le informazioni necessarie per la sintesi di una proteina. Si trasmettono attraverso i gameti. Regolano la manifestazione dei caratteri ereditari. Quindi, il genotipo è l’insieme dei geni contenuti in un organismo e che sono stati ereditati dai propri genitori.

Di fronte alla domanda “A chi assomiglierà il mio bebè dopo che sarà nato?”, bisogna evidentemente tenere conto sia del genotipo che del fenotipo. Quest’ultimo si riferisce alla manifestazione esterna del genotipo: è il risultato che possiamo percepire con i nostri cinque sensi. In altre parole, il volto che mostriamo al mondo.

Anche se l’eredità genetica non può essere modificata, il fenotipo può però subire alterazioni, in funzione delle interazioni che si stabiliscono tra l’organismo e l’ambiente. Di conseguenza, se nella vostra famiglia è presente una determinata caratteristica comune, questo non significa che sarà necessariamente presente anche in vostro figlio. Ma è molto probabile che lo sarà. È necessario tenere conto di tutte le variabili e, se i dubbi persistono, consultare un medico specialista.

D’altra parte, anche se questa domanda potrebbe diventare inquietante, non dovrebbe essere questa la cosa di cui ci importa di più. A chi il bebè assomiglierà dopo la nascita è l’aspetto meno importante. La prima cosa che dovrebbe preoccuparci è il suo benessere. Tuttavia, dal momento che abbiamo bisogno di spazio per sognare, vediamo quali sono le probabilità.

Il DNA determina a chi assomiglierà il bebè

Il dubbio: a chi assomiglierà il mio bebè?

Anche se noi genitori siamo solo due, i misteri della genetica sono molto più numerosi. In altre parole, non c’è ragione per cui un bebè debba necessariamente assomigliare ai suoi genitori. Tuttavia, indubbiamente possiederà tratti comuni alle famiglie con le quali sarà imparentato.

Dai suoi genitori, un bambino può ereditare sia geni dominanti che geni recessivi.

Che cosa determina la rassomiglianza del bebè?

Al giorno d’oggi non c’è bisogno di attendere troppo a lungo prima di sapere come sarà il bebè. Molte ecografie moderne consentono di vedere da vicino e con precisione il viso di vostro figlio mentre si trova ancora nel ventre della madre. In questo modo abbiamo la possibilità di farci un’idea di come sarà; allo stesso tempo, però, i neonati sono destinati a cambiare rapidamente.

Nel volgere di alcune settimane il bambino potrebbe essere molto differente dal momento della nascita e, naturalmente, sarà diverso anche da ciò che abbiamo visto grazie all’ecografia. Di sicuro c’è che l’aspetto cambia: anche se alcuni tratti si conservano, non tutti sono destinati a perdurare tali e quali nel tempo.

I veri responsabili che determinano a chi assomiglierà il bebè alla nascita sono i geni che si trovano nel DNA.

Il DNA del bebè si forma a partire dai suoi genitori: per questa ragione non esistono due DNA identici. I geni che formano il DNA sono migliaia, alcuni dei quali possiedono un potenziale maggiore di altri di definire una determinata caratteristica. Di conseguenza, i tratti del bebè deriveranno dai geni dominanti.

La combinazione dalla quale ha origine il nuovo essere è molto equa. Sia il padre che la madre possiedono lo stesso numero di probabilità di essere dominanti: ognuno possiede 23 coppie di cromosomi.

secondo alcuni studi, l'intelligenza si eredita dalla madre

Nella famiglia, nessuno può possedere la stessa combinazione di DNA, tranne due gemelli identici, e i fratelli sono quelli che più si avvicinano tra loro, in termini di somiglianza.

Quali sono i geni dominanti?

Scientificamente, è stato verificato che alcuni tratti sono più dominanti di altri, e così continuerà ad accadere. Secondo le analisi genetiche, tra le caratteristiche maggiormente dominanti troviamo le seguenti:

  • Gli occhi castani tendono a essere maggiormente dominanti di quelli verdi o azzurri. Possono esserci delle sorprese, ma la cosa più probabile è che gli occhi castani vincano la partita.
  • Per quanto riguarda il colore della pelle, le carnagioni scure prevalgono sempre su quelle chiare.
  • In merito all’altezza, se entrambi i genitori sono alti, non c’è di che preoccuparsi, perché lo sarà anche il bambino. Tuttavia, lo stesso accade se sono bassi. Quando uno dei due è alto e l’altro è basso, intervengono altri fattori, oltre a quelli genetici. Per esempio, la nutrizione e la salute risultano determinanti.
  • Secondo alcuni studi, l’intelligenza si eredita dalla madre. Tuttavia, l’educazione e l’ambiente incidono molto nello sviluppo delle abilità principali.

Alcuni hanno a disposizione più possibilità di altri. Di conseguenza, anche se il bebè possiederà la metà dei geni ereditati da ognuno dei due genitori, tenderà ad assomigliare maggiormente a uno dei due.

D’ora in poi, la risposta alla domanda “A chi assomiglierà il mio bebè dopo la nascita?” non sarà più la stessa.