Perché il miele è sconsigliato ai neonati?

· 8 novembre 2017

Tutti conosciamo i multipli benefici del miele. È un prodotto naturale e in molti casi raccomandato al 100%. Eppure esistono ragioni importanti per le quali il miele è sconsigliato ai neonati e ai bimbi con meno di un anno di vita. Questo dolcificante naturale, com’è ovvio che sia, è composto di zucchero. Inoltre è rischioso perché potrebbe contenere un batterio molto pericoloso per i neonati.

Molte famiglie ritengono che il miele possa aiutare ad addolcire naturalmente il latte e gli alimenti dei neonati, e arrivano addirittura a metterlo sul ciuccio. Viene anche usato per le bruciature e le ferite. Alla fine lo utilizziamo per molti impieghi, ma non è sempre la migliore opzione.

Come ci sono molte ragioni per consumare miele, ce ne sono altrettante per non darlo ai neonati.

A causa di un’infinità di proprietà che sono state attribuite a questo alimento, gli adulti non dubitano nel considerarlo idoneo per i bambini. Nonostante ciò, secondo i ricercatori, senza saperlo incorriamo in un gravissimo errore. Ecco le ragioni principali per cui dobbiamo evitarlo se i figli sono troppo piccoli.

Dare del miele ai neonati è pericoloso

Il miele è un prodotto naturale che può contenere un batterio conosciuto come Clostridium botulinum, capace di provocare il botulismo. Questo microrganismo può sopravvivere nel miele e quando arriva nell’intestino del neonato, non ancora maturo, può dare problemi importanti.

Questo rischio interessa solo i bambini con meno di dodici mesi. Il batterio è invece inoffensivo per adulti o bambini più grandi. Il sistema digerente è dotato di difese naturali contro questo e altri batteri: l’acidità dello stomaco è la prima barriera. Tuttavia, nei neonati queste difese non si sono ancora sviluppate.

Anche altri dolcificanti che derivano dalla canna da zucchero possono essere nocivi, perché fanno parte degli alimenti che potrebbero favorire l’insorgenza di botulismo infantile. Questo problema ha cominciato ad essere diagnosticato circa quarant’anni fa; il batterio è stato ritrovato in vari organismi, nella terra e, soprattutto, nel miele.

Come è risaputo, altri elementi non si possono controllare, però il consumo di questo alimento va fermato in maniera immediata. Per questa ragione, una volta fatta la scoperta, è stata emessa a per quanto riguarda il consumo di questo alimento.

Il miele può contenere il batterio Clostridium botulinum

Le spore del batterio Clostridium botulinum possono sopravvivere in vari prodotti derivati dal miele d’api e anche dalla canna da zucchero. Questo batterio è considerato come il precursore della malattia conosciuta come botulismo. Il botulismo può essere molto grave ed è potenzialmente mortale, ha un impatto molto forte, soprattutto sui neonati tra le sei settimane e i sei mesi dalla nascita.

Un barattolo di miele.

I sintomi compaiono dai primi giorni in cui la spora del Clostridium botulinum arriva all’intestino del neonato e possono evolvere fino a un mese dopo. Inizialmente si manifesta tramite la costipazione, perciò molte volte è difficile distinguerlo da altre malattie.

Altri sintomi che indicano la presenza di questa malattia sono:

  • Debolezza muscolare
  • Incapacità di tenere la testa dritta
  • Problemi respiratori
  • Palpebre cadenti
  • Pianto debole e ricorrente
  • Difficoltà nella suzione e nella deglutizione
  • Mancanza di tono muscolare
  • Letargia
  • Paralisi o deficit di mobilità delle estremità inferiori
  • Perdita del riflesso del vomito

In generale questa malattia è trattata in maniera efficace quando diagnosticata tempestivamente. Si controlla tramite immunoglobuline botuliche, che riescono a farla sparire in un tempo relativamente breve, anche se la maggior parte dei casi richiede un’ospedalizzazione.

La terapia supportiva implica un’alimentazione adeguata e controllare che il suo sistema respiratorio non sia bloccato e funzioni bene. Del resto, le complicazioni che può avere sono legate specialmente ad eventuali problemi respiratori.