Le complicazioni del parto: scopriamone alcune

· 6 ottobre 2018
Ecco quali sono le principali complicazioni del parto e che cosa le causa.

Le complicazioni del parto sono il più grande timore delle donne incinta, tuttavia non capitano molto spesso. In genere il parto avviene in maniera naturale, però ci sono delle circostanze che possono causare dei problemi.

Al giorno d’oggi, le donne partoriscono in ospedale e tutto il processo della gestazione viene controllato da uno specialista. Pertanto, le complicazioni possono essere gestite in tempo. Nonostante ciò, c’è sempre la possibilità che il parto si converta in in processo particolare.

Le possibili complicazioni del parto vengono valutate da degli specialisti tramite il controllo prenatale, e ciò implica che venga indicato un trattamento diretto ad affrontare la difficoltà. A questo servono i consulti prenatali, poiché la maggior parte dei casi si possono anticipare attraverso queste visite.

Cause delle complicazioni del parto

Le cause che possono provocare dei problemi durante il parto sono varie e in genere sono evidenti. Vengono relazionate all’ostruzione, all’incapacità del feto di uscire o alla mancanza di dilatazione. È comune che le difficoltà appaiano durante la prima tappa del processo del parto, quindi la soluzione si può convertire in un processo prolungato.

Le complicazioni del parto più comuni sono:

Ostruzione fetale

Si riferisce alla difficoltà presentata dal feto di uscire, e le cause si devono principalmente alla posizione dalla quale comincia a scendere, per esempio dal viso, dai piedi o dalle natiche. Allo stesso modo, può trattarsi del cordone ombelicale aggrovigliato, di un’anormalità o di dimensioni spropositate.

donna che partorisce con marito

Ostruzione del canale

In questo caso l’ostacolo per il feto è originato dalla madre, e può trattarsi di un’anormalità nel condotto uterino, di una sproporzione del bacino, della presenza di tumori, di fibromi o di cisti.

Contrazione eccessiva dell’utero

Quando l’utero si contrae eccessivamente, genera un anello muscolare che provoca il restringimento della cervice. Ciò, oltre ad impedire la fuoriuscita del feto, evita anche che le contrazioni si propaghino nel modo giusto. Non è una condizione molto comune, però può presentarsi in casi di sovrastimolazione da ossitocina.

Il feto non scende dall’utero

Esistono molte cause per le quali il feto non riesce a dare dei segnali che nascerà per via vaginale. Ciò si può valutare durante le settimane che precedono il parto. In genere, si tratta di una sproporzione tra la testa del feto e il condotto cervicale, quindi è facile diagnosticarlo con anticipo.

Ostruzioni o una non mobilità nel feto dovuti a delle anormalità, sono le cause per le quali questi potrebbe non uscire dalla cavità vaginale.

Non c’è una sufficiente dilatazione della cervice

Ciò accade per il fatto che le contrazioni sono poco frequenti e deboli, e questo impedisce una dilatazione rapida e appropriata. Può succedere anche che l’utero non si contragga nella parte superiore, dove è necessario per stimolare l’uscita del feto, ma nella parte inferiore dove è meno efficace.

Parto prolungato

Accade quando le contrazioni non sono sufficienti a far scendere il feto. Tutte le cause menzionate precedentemente possono essere la ragione per la quale un travaglio si prolunghi più del dovuto. Ciò porta come conseguenza l’affaticamento della madre e del bebè.

donna incinta sdraiata

 

Parto prematuro

Si tratta di una nascita che avviene prima delle 37 settimane corrispondenti. In genere, le cause di un parto prematuro sono sconosciute, però nella maggior parte dei casi sono associate a delle anormalità dell’utero: casi di preeclampsiastress, gravidanza gemellare o rottura della membrana.

Controllo prenatale

La maggior parte delle complicazioni del parto possono essere anticipate nelle consulte prenatali, e ciò porterà a prendere le misure necessarie per impedire problemi maggiori quando nascerà il bebè. Nonostante ciò, una delle difficoltà meno sperate è un parto prematuro.

In ogni caso, si crede che la maggior parte delle gravidanze che si pensa terminino prima di 37 settimane, diano dei falsi avvisi. Ovvero, possono essere controllate clinicamente affinché si prolunghi il tempo necessario a far maturare il feto.