Siamo delle madri capaci?

· 31 agosto 2017

Essere responsabili della sopravvivenza e dello sviluppo di un bambino, porta inevitabilmente a chiedersi se siamo delle madri capaci. Poche domande sono importanti come questa.

Non esiste dubbio più inquietante. Ci porta ad interrogarci non solo sul nostro funzionamento biologico, ma anche sulla nostra competenza in quanto esseri umani. Ci angoscia pensare che la natura possa non averci dotato della capacità di allevare ed educare adeguatamente i nostri figli.

Spesso, mentre osserviamo altri mammiferi come i cani o i gatti, ci meravigliamo della loro capacità istintiva di prendersi cura dei loro cuccioli. Tutte noi desideriamo essere dotate di quell’istinto materno che ci permette di mantenere protetti i nostri figli. In effetti siamo coscienti del fatto che dovremo ricorrervi quando ciò che abbiamo razionalmente appreso non sarà più sufficiente.

Il desiderio di essere madri capaci si trasforma in un timore che ci fa costantemente preoccupare durante le fasi in cui i nostri figli hanno maggiormente bisogno di noi.

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Paure materne: così normali e necessarie

“Mi preoccupo per cose a cui prima non avevo mai pensato. È come se avessi delle antenne la cui funzione è di individuare possibili pericoli che possano minacciare mia figlia. Forse dovrei correre tutte le volte che piange, dovrei allattarla più spesso, magari ha bisogno di più vestiti. A volte, mentre sono a letto, mi viene in mente improvvisamente che forse non l’ho coperta bene o che qualcosa potrebbe cadere sulla culla…”  

Vi identificate in questo tipo di pensieri? Avere paura del fatto che qualcosa possa andare storto è totalmente normale. È una delle funzioni più importanti che porta a mantenerci vigili di fronte ai pericoli che circondano i nostri figli.

La madre che agisce motivata da queste “paure positive” riduce la possibilità di incidenti, dimenticanze o errori che potrebbero risultare fatali per il bambino. Ad esempio si deve prestare attenzione a pericoli quali tavoli alti, culle troppo lontane, prese di corrente, oggetti appuntiti, ecc.

In un certo senso, stare attenti a ciò che avvertiamo come pericoloso, è una buona risposta materna. I timori sono infatti un modo naturale per garantire la sopravvivenza del bambino.

Tuttavia, anche se la pressione psicologica è tanta, è di primaria importanza che queste paure non arrivino al punto da impedire ai nostri figli di esplorare, di sentirsi sani e felici e al loro posto in questo mondo.

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La stanchezza, altro nemico naturale

Ci sono fasi in cui i nostri figli hanno molte necessità, per questo la stanchezza si accumula.

Non importa se deleghiamo, facciamo concretamente qualcosa o se semplicemente ci preoccupiamo in maniera passiva di ciò che potrebbe capitare. Il risultato finale è che siamo costantemente concentrate sui nostri figli.

Dunque è importante comprendere cosa sia questa stanchezza, cosa comporti il fatto che si accumuli e sia così intensa. Vediamo cosa si nasconde dietro di essa:

  • Tutti i bambini sono imprevedibili, soprattutto durante il primo anno di vita. Ciò genera stanchezza principalmente a causa della preoccupazione costante e della mancanza di abitudini.
  • La pressione psicologica che provoca il fatto che ci si aspetta che le madri sappiano sempre cosa fare, semplicemente sfinisce.
  • Anche se deleghiamo dei compiti, la responsabilità ultima  ricade sempre sulle madri. Ciò può arrivare ad essere stancante e sconfortante. Può persino portare le donne, passato il primo anno, a percepire il periodo appena trascorso come qualcosa di confuso.

Nel corso del primo periodo percepiremo la realtà come un mix sconnesso di piaceri, gratificazioni, preoccupazioni, paure e stanchezza. Man mano che passa il tempo e che il bambino comincia a crescere senza difficoltà, ci renderemo conto di aver superato quella prova del fuoco che tanto temevamo.

Questo processo di autoconoscenza pieno di dubbi e di paure risulta essere il pilastro fondamentale dell’atteggiamento mentale materno. Di conseguenza ci fideremo sempre di più delle nostre abilità e ci riterremo finalmente delle madri capaci. Supereremo l’esame più temuto in una materia in cui tutte, poco a poco, diventeremo più esperte.